Officine Culturali, cinque anni di laboratorio urbano

Fabiola Barile
Nicola Mercurio e Guglielmo Minervini

Ieri l'incontro per tirare le somme su sfide e risultati raggiunti e lanciare progetti futuri

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Cinque anni fa ebbero inizio le attività delle Officine Culturali, laboratorio urbano nato con il progetto regionale Bollenti Spiriti. Ieri, nella sala convegni del palazzo in largo Gramsci si è svolto l’incontro per tirare le somme sulle sfide raggiunte, le opportunità donate ai tanti giovani e alla città, guardando ai progetti futuri. 

Ad aprire il confronto Nicola Mercurio, presidente della cooperativa sociale Ulixes che gestisce il laboratorio urbano: «Il nostro è stato un lavoro di squadra e di rete», ha dichiarato in apertura. «Siamo partiti con progetti nelle aule di scuola, per arrivare a quelli regionali e dunque a quelli europei, focalizzando le energie su un territorio che aveva delle enormi possibilità».

Tante le collaborazioni e le iniziative che si sono susseguite in questi anni, da quelle culturali a quelle di formazione, tante le opportunità per i ragazzi non solo bitontini, ai quali si chiedeva un unico necessario requisito: la volontà di proporsi al territorio con le proprie idee. Un apporto importante al successo delle Officine Culturali è giunto anche dalla rivalutazione del centro antico, non più considerato un luogo inaccessibile da cittadini e forestieri, e l’appoggio dell’amministrazione alle politiche giovanili. «In futuro vorremmo sicuramente continuare in questa direzione: continuare a sviluppare un’idea di laboratorio destinato non a pochi eletti, ma a tutti coloro che abbiano buone idee da sviluppare. Questo è il luogo adatto per farlo, un laboratorio urbano patrimonio per la città», ha concluso Mercurio.

Al confronto sono intervenuti anche il sindaco Michele Abbaticchio e l’assessore regionale alle politiche giovanili Guglielmo Minervini.

«Minervini aveva pensato ad un sistema, una rete di contenitori in cui ci si dovesse impegnare nell’autosostenibilità, dopo lo start up. La cooperativa Ulixes è riuscita a gestire degnamente lo spazio bitontino. Abbiamo ricevuto un finanziamento per la biblioteca comunale, per attrezzarla sul modello Bollenti Spiriti. La prospettiva futura è quella di consolidare la rete di contenitori tramite la gestione del Parco delle Arti», ha sottolineato Abbaticchio.

Guglielmo Minervini è intervenuto a testimonianza dei dieci anni di progetti che hanno portato la Puglia sulle bocche degli europei, rendendola anche la terra delle opportunità: «Ci tenevo ad esserci questa sera perché quella di Bitonto è una bella storia. Ne abbiamo scritte 141 in tutta la Puglia: alcuni hanno arrancato, altri hanno avuto successo. Quelli che hanno avuto più successo, oltre il 65%, sono quelli la cui sperimentazione si è basata su una miscela e non su un carattere singolo. Scommessa, attivazione e fiducia. Attorno a queste parole abbiamo costruito un metodo. Una politica che dice “ti aiuto a fare” e non come diceva una volta, “faccio”. Quella politica non funziona più, funziona invece quella che mette le persone al centro. Per i prossimi anni mi piacerebbe poter estendere il metodo ad altri ambiti oltre che ad estenderlo generazionalmente. In un’Italia che respira depressione bisogna trasformare la Puglia nella terra delle opportunità». 

Hanno partecipato al confronto la vicesindaco Rosa Calò e alcuni esponenti della giunta comunale, insieme agli assidui frequentatori delle Officine e ai rappresentanti di alcune realtà che hanno collaborato o attuato progetti all’interno delle mura del laboratorio urbano, realtà vivace e preziosa per il territorio. 

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