Cavallo di ritorno, quattro arrestati. Due sono bitontini

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Banda sgominata dai carabinieri di Gioia del Colle. Chiedeva tra i 500 e i mille euro per restituire i veicoli rubati
Chiedevano soldi per restituire le auto rubate. Quattro specialisti in estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno” formavano una banda, sgominata dai carabinieri della compagnia di Gioia del Colle che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica. I quattro arrestati sono i bitontini F.D.P. e M.S, di 30 e 39 anni, il modugnese L.F., di 33 anni e A.F., 35enne di Cassano delle Murge. Sono accusati di ricettazione ed estorsione continuata in concorso, e uno dei bitontini (A.F.) anche di violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
Il sodalizio criminale, con base logistica tra Cassano e Bitonto, operava principalmente nel sudest barese, dove si era specializzato nel cosiddetto “cavallo di ritorno”, ovvero ricettazione di autoveicoli rubati con successiva richiesta estorsiva.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, ha preso le mosse da una serie di ritrovamenti sospetti. I proprietari denunciavano il furto della propria auto che veniva misteriosamente rinvenuta pochi giorni dopo. Otto gli episodi accertati tra maggio e luglio 2014, quattro dei quali conclusisi con il pagamento dell’estorsione. La banda agiva sempre nello stesso modo: contattava principalmente anziani e agricoltori, evidentemente ritenute vittime più vulnerabili, e richiedeva cifre tra i 500 e i 1.000 euro in relazione al valore di mercato delle auto da restituire, minacciando di darle alle fiamme in caso di rifiuto.
I quattro sono ora in carcere a Bari.
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