Consiglio comunale, ok ad atti d’indirizzo su impignorabilità, zone F e urbanizzazione

Annarita Cariello
Il consiglio comunale di ieri pomeriggio

Rinviato il regolamento sul contenzioso. Ricci e Damascelli: «Basta favoritismi nelle nomine degli avvocati comunali»

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Un consiglio comunale senza scintille, quello di ieri sera. Unica nota di colore la presenza di due scolaresche del primo circolo Fornelli che, accompagnate dalle docenti, hanno seguito lo svolgimento dei lavori consiliari. Un modo per apprendere fin da piccoli i meccanismi di funzionamento dell’apparato politico e istituzionale cittadino.
Prima di affrontare il corposo ordine del giorno, il consigliere di maggioranza Francesco Mundo (Psi) ha preso la parola per portare all’attenzione dell’assemblea un problema non inerente ai temi del giorno ma pregnante per la tutela del territorio, ovvero la petizione popolare di cui l’associazione Colibrì si sta facendo portavoce in questi giorni, a Bitonto e nelle frazioni (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/364272/news.aspx). Obiettivo dell’iniziativa, appoggiata da Mundo, è chiedere di emendare l’articolo 22 del Piano Regolatore del Comune che consente l’istituzione di impianti di smaltimento di rifiuti nei pressi di cave dismesse, anche vicino ad attività agrituristiche. Questo, insieme all’abbandono selvaggio di amianto nelle periferie e nelle campagne a causa dei costi eccessivi dello smaltimento legale dei rifiuti speciali, costituisce uno dei problemi su cui Mundo sta insistendo da tempo. «Il piano regionale prevede l’applicazione di norme che renderebbero le piccole bonifiche più accessibili sotto il profilo economico a coloro che devono smaltire l’amianto, parliamo di ben tre milioni di tonnellate di questo tipo di rifiuti solo per la Puglia», ha spiegato il consigliere di Psi, chiedendo alla massima assise di convocare al più presto una seduta monotematica di consiglio comunale sui temi dell’ambiente, e, se possibile, di tenerla nella frazione di Palombaio, in cui non si è mai ancora svolta una riunione consiliare. L’atmosfera si è scaldata con l’intervento di Vito Modugno che ha voluto leggere il comunicato stampa del coordinamento docenti di Bitonto, in cui si sollecitava la partecipazione allo sciopero generale del 5 maggio contro il disegno di legge che demanderebbe ai dirigenti scolastici la nomina diretta dei docenti. Pronta la risposta di Carmela Rossiello (FI) che ha rimproverato a Modugno la scarsa attinenza con gli argomenti all’ordine del giorno di una questione che si sarebbe dovuta affrontare nelle sedi opportune. Stesso discorso per il problema dell’ex ospedale di Bitonto, la cui situazione di disagio e impoverimento è stata ancora una volta messa in evidenza dalla consulta del volontariato (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/364677/news.aspx). Matteo Masciale (Progetto Comune) ha voluto attirare l’attenzione dell’amministrazione sulla necessità di un intervento urgente, anche alla luce del disagio denunciato da alcuni medici dell’ospedale, operativi nella postazione del 118, in relazione al depotenziamento della struttura e alla decisione di privare la postazione stessa dell’ausilio di un medico. Il sindaco Michele Abbaticchio ha tranquillizzato i consiglieri, spiegando di aver avuto, da parte del nuovo direttore generale dell’Asl, la rassicurazione che prenderà a cuore il problema e si sincererà di persona della situazione del presidio sanitario bitontino.

Al termine di questi interventi preliminari, il consiglio ha dato avvio al regolare svolgimento dei lavori affrontando i punti inscritti all’ordine del giorno. In primis, la nomina di un nuovo membro della seconda commissione consiliare permanente, in sostituzione del dimissionario Paolo Intini. La votazione, effettuata solo dai consiglieri di minoranza, era finalizzata ad eleggere un membro della stessa parte politica ed ha portato, all’unanimità, alla nomina di Giuseppe Maiorano.

Poi il sindaco Abbaticchio ha illustrato l’atto d’indirizzo sul disegno di legge inerente l’impignorabilità. La proposta di legge è partita dal vicepresidente di Avviso Pubblico e sindaco del comune di Vittoria, alla luce della situazione di forte crisi che sta colpendo famiglie e aziende. Nel provvedimento è esposta la possibilità di una sospensione di 24 mesi, in tutti i tribunali di Italia, di tutte le procedure immobiliari pendenti. «L’obiettivo è agevolare tutte le famiglie e le imprese che sono in grave situazione economica, rischiano di perdere il proprio patrimonio e sono condannate alla chiusura», ha spiegato il primo cittadino. Favorevoli  all’approvazione i consiglieri di minoranza Farella («come segnale forte a sostegno di chi vive situazioni di disagio economico») e Francesco Ricci. Il capogruppo del Pd, però, ha voluto precisare che, a tutela dei diritti dei cittadini, ci sono diversi strumenti giuridici e che i tribunali quotidianamente tutelano i correntisti che sono stati lesi da clausole contrattuali illegittime. «Non creiamo situazioni di contrasto tra creditori e debitori. Quel provvedimento così come è non lo voterei, perché dice tutto e niente. Dovrebbe andare verso la definizione di situazioni nette e proposte serie, analizzando le situazioni di insolvenza caso per caso. Ma lo condivido nel momento in cui occorre fare un’opera di sensibilizzazione verso una riapertura del mercato, una ricondivisione delle regole economiche e un alleggerimento delle norme, in situazioni di gravissima crisi economica, come quella che stiamo vivendo», ha aggiunto Ricci, chiedendo all’assemblea comunale di predisporre un’appendice al documento da inoltrare come allegato, sottoscritta da una commissione, in modo da integrare la già condivisibile proposta di legge.

Altro provvedimento a tutela dei cittadini, quello presentato sempre da Abbaticchio: la deliberazione della Giunta regionale dello scorso 10 febbraio sulla variante al Prg per le modifiche all’articolo 23, relative alle zone F di interesse generale che ha concluso una procedura avviata a luglio dell’anno scorso. All’epoca, infatti, furono sollevati dal Pd dubbi di legittimità sulla procedura a seguito di una relazione presentata dall’ex dirigente Mario Granieri inerente la variante all’articolo 23. «Il tentativo dell’amministrazione era di liberare i proprietari dei terreni delle zone F dal vincolo di dover trasferire la proprietà del suolo al Comune, chiedendone poi la restituzione in comodato gratuito, per realizzare sul proprio suolo le opere previste per le zone F, ovvero scuole materne, asili nido, aree verdi, parchi urbani e ogni tipo di attrezzatura sociale, sportiva, di ricreazione, di cui la città oggi ha sempre più bisogno», ha precisato il sindaco. La Regione, dunque, ha approvato, ampiandola in termini di modalità e campi di applicazione, la proposta di concedere ai proprietari la possibilità di presentare un progetto preliminare, non definitivo o esecutivo, per la realizzazione di attrezzature al consiglio comunale, associato ad uno schema di convenzione. «La volontà politica è quella di sfruttare al meglio le innumerevoli zone F, spesso costituite da terreni non coltivati, pericolosi, pieni di erbacce, soggetti al pericolo di incendi e spesso ricettacoli di condizioni sanitarie disagevoli». L’atto di indirizzo è stato approvato a maggioranza, perché il Pd ha votato contro, coerentemente con la posizione espressa a luglio scorso.

Poi il punto 4: aggiornamento degli oneri di urbanizzazione relativi ai costi di costruzione per l’anno 2015 e agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per il quinquennio 2013-2018. Dalla relazione di Abbaticchio è emerso che i costi per l’urbanizzazione primaria e secondaria sono rimasti invariati, al contrario delle tariffe legate ai costi per le nuove costruzioni e per il recupero dei manufatti, per la scelta del Comune di aderire al tariffario della legge regionale 2007. Scelta che comporta una riduzione di circa il 30 per cento dei costi a carico dei privati che intendano costruire o recuperare immobili.
«Il provvedimento va ad incentivare il mercato nell’avvio di nuove opere edilizie e nel contrasto all’abusivismo edilizio». Il provvedimento non è stato esente da alcune polemiche, suscitate da Ricci che ha pungolato l’amministrazione sul tema aliquote, chiedendo come mai il comune di Bitonto continuasse a mantenere le rendite catastali tra le più alte della provincia di Bari e ad applicare l’aliquota massima sulla seconda casa, con un’incidenza altissima rispetto a comuni del circondario. «Se volete venire incontro alle necessità dei cittadini, se puntate al recupero del mercato immobiliare, perché non riducete l’aliquota sulle seconde case?», ha domandato il piddino. Dello stesso parere Mundo, che ha parlato di “paradosso”, riferendosi alla triste situazione sociale, legata all’esigenza abitativa, per cui in città ci sono moltissimi immobili vacanti e altrettanti cittadini privi di una dimora fissa. Vito Labianca (Pd) ha invece definito la proposta un “palliativo” che deve indurre l’amministrazione a dare delle regole precise al settore edilizio e immobiliare, per evitare gli squilibri che continuano a creare emergenze sociali. Il provvedimento, comunque, è passato ancora grazie alla maggioranza.

In seguito, l’assessore al marketing culturale Rino Mangini ha relazionato sull’approvazione di 7 nuove associazioni locali, che hanno fatto richiesta di iscriversi al 17esimo albo comunale. Ricci ha colto la palla al balzo per sollecitare l’assessore ad aggiornare il sistema delle consulte, relative alle associazioni, e su cui la quarta commissione aveva licenziato un nuovo regolamento, ma a cui non era stato dato seguito. Il piddino ha anche pungolato Mangini a garantire la stessa visibilità e pubblicità a tutte le associazioni, in uno spirito di massimo coinvolgimento che deve puntare a favorire tutte le realtà associative, e non solo alcune. Mangini ha accolto la richiesta, spiegando inoltre di stare già lavorando alla delibera sul rinnovamento del sistema delle consulte, e sull’eliminazione di alcune incongruenze legate al funzionamento. «L’attesa è dettata dalla volontà di riformare il sistema. Ecco perché il sistema di consulta è andato in proroga, per evitare di formare nuove consulte. Mi impegno a convocare le commissioni interessate per concludere la vicenda iniziata a novembre 2013, per deliberare una riforma del regolamento e nominare nuove consulte», ha concluso l’assessore.

A conclusione della seduta consiliare, si è affrontata la proposta di deliberazione consiliare sul regolamento generale del contenzioso comunale, su richiesta di 9 membri del consiglio. Il sindaco ha spiegato, però, la necessità di rinviare la discussione del punto in questione dopo il parere di regolarità tecnica negativo del responsabile del servizio, l’avvocato Sorgente. Le problematiche sarebbero afferenti a due ordini di motivi: in primis la competenza del consiglio comunale a deliberare in merito alla questione, e poi anche il dubbio che il regolamento disciplinasse effettivamente diverse parti del funzionamento dell’avvocatura comunale non già disciplinate in passato. «Il tema politico – ha spiegato Abbaticchio – era la questione della trasparenza e della pubblicità per gli incarichi legali. Nel regolamento proposto però non vengono specificati né i criteri per selezionare i professionisti né gli importi. Sarebbe più proficuo, visto che c’è già una proposta di delibera di giunta firmata e approvata anche dall’avvocato Sorgente, sottoporre questo documento alle commissioni competenti in modo da ottenere il loro parere vincolante e deliberare un provvedimento omogeneo su cui tutti sono d’accordo». La richiesta del sindaco, dunque, era quella di un ritiro della proposta di delibera, alla luce dell’acquisizione necessaria di nuovi elementi e della fusione ultima tra regolamento proposto e delibera di giunta. Perplessità da parte di Ricci, che ha invocato maggiore trasparenza su alcune nomine, non di carattere fiduciario ma fondate su favoritismi, e di Domenico Damascelli (FI) che ha auspicato un numero inferiori di incarichi agli avvocati e un maggior rispetto dei criteri nella selezione e nomina degli stessi.
Il punto è stato ritirato con il consenso di 5 dei 9 consiglieri firmatari, così come il punto successivo inerente l’atto di indirizzo sulla tutela degli spazi pubblici interessati dalle aree di sosta a pagamento mediante la dotazione tecnologica di videocamere. A seguire, l’approvazione dei debiti fuori bilancio.

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