Una Madama Butterfly incantevole

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Evento clou dell'XI edizione del Tof e scrigno del prezioso legame fra Bitonto e Giappone
Doppia recita ieri per “Madama Butterfly”, evento clou dell’undicesima edizione del Traetta Opera Festival e scrigno del prezioso legame culturale e musicale fra il festival e la città di Bitonto con il Giappone, grazie anche a Konomi Suzaki, soprano e direttrice generale di AmiFest e Japan Apulia Festival.
Nel solco dell’opera pucciniana Oriente e Occidente si sono incontrati sul palcoscenico del Traetta, attraverso gli interpeti del cast che, anche quest’anno, si divide a metà fra voci giapponesi e quelle locali e i due cori, il Japan Apulia Festival Choir di Tokyo diretto da Kaoru Ito e il Coro Lirico “Città di Bitonto”, diretto da Giuseppe Maiorano.
Puccini ha egregiamente combinato i due mondi, nella seducente danza delle note, marcandone le diversità culturali, ma anche la vicendevole attrazione. Questi elementi sono molto evidenti nella messinscena bitontina, per la regia di Luigi Travaglio, e sono riscontrabili soprattutto nei protagonisti: da un lato l’impeccabile e potente interpretazione di Gianni Leccese, nei panni di Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti e perfetto occidentale, dell’altro i gesti misurati, rispettosi, mai fuori le righe di Hiroko Noda, nei panni di una Cio-Cio-San dalla voce eterea, sempre affiancata dalla servente Suzuki, interpretata da Tina D’Alessandro. Dunque Butterfly si invaghisce di un’ idea immaginifica di Occidente e Pinkerton della sensuale e riservata grazia della Geisha..
Gli altri interpreti: nel ruolo di Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki, Marcello Rossiello, in quello di Goro, Pantaleo Metta. Serena Scarinzi ha interpretato Kate, moglie americana di Pinkerton, Nazario Pantaleo Gualano il principe Yamadori e il commissario imperiale. E ancora Antonio Manosperti nei panni di Yakusidè, Margherita Leone, Pamela Mitolo e Loredana Agostinacchio rispettivamente in quelli della madre, la zia e la cugina di Butterfly, l’ufficiale del registro Mauro Malvi e dolore Giorgia Lacetera.
Nell’idea registica di Travaglio vi è certamente il rispetto della musica e del libretto, mettendo in risalto in maniera minuziosa le tradizioni orientali, attraverso la cura dei particolari, i costumi originali e le movenze tipiche che hanno reso perfettamente il mondo giapponese, sottolineandone la sua eleganza e profondità. Un lavoro eccellente, dunque, è stato fatto sui personaggi riuscendo ad unire i diversi modi di approcciarsi ai sentimenti da parte delle due culture, dondando al pubblico un risultato assolutamente credibile e carico di emozione.
L’aspetto visivo poi, è stato arricchito da un accurato lavoro sulla scenografia, di light design e proiezioni video. Meravigliosa l’esecuzione dell’ensamble del Teatro Traetta, diretto dal maestro Vito Clemente, che ha sugellato la magia dell’opera.
Questa sera si replica nel teatro comunale bitontino e domani e domenica al Curci di Barletta.
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