Madama Butterfly, aspettando la prima

Fabiola Barile
Le prove di "Madama Butterfly" al Teatro Traetta

In scena al Teatro Traetta il 9 e il 10 aprile e al Teatro Curci di Barletta l'11 e il 12

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In questi giorni il teatro comunale è apparentemente chiuso, ma dall’esterno si percepiscono arie orientali e voci soavi. Entrando dalla platea, si riconosce il rumore di ciabattine di legno sul palco, che vestono i piedi di figure avvolte in preziosi kimono. È il mondo del backstage di “Madama Butterfly”, l’opera di Giacomo Puccini che andrà in scena il 9 e il 10 aprile al Teatro Traetta e che sarà replicata al Teatro Curci l’11 e il 12 aprile.
Un luogo estremamente affascinante in cui due mondi e due culture si uniscono attraverso gli interpeti del cast che, anche quest’anno, si divide a metà fra voci giapponesi e quelle locali. In questo incontro si ricalca la trama dell’opera di Puccini, il quale ha combinato in modo egregio Oriente e Occidente, mondi diversi tra loro, ma che si attraggono vicendevolmente attraverso la caratterizzazione dei singoli personaggi.

Più che in ogni altro anno il Traetta Opera Festival, la cui direzione artistica è affidata al maestro Vito Clemente, e la città di Bitonto suggellano il legame culturale e musicale col Giappone grazie anche a Konomi Suzaki, soprano ma anche direttore generale di AMIFest e Japan Apulia Festival, rassegne gemellate con il TOF.

Ben quaranta kimono originali provenienti dal Giappone, calze, ciabattine, attrezzeria, invadono di colori il teatro, in cui si susseguono le prove, che rappresentano uno scambio continuo, oltre che di culture diverse, di musica ed esperienze, legate dal filo rosso dell’amore per l’arte e per l’opera, linguaggio mondiale, riconoscibile ed apprezzabile da tutte le anime sensibili.

«Sia per i coristi, che sono per la prima volta in Italia, che per i giovani cantanti si tratta di un’occasione unica», ci racconta Suzaki. «Poter cantare in un teatro ottocentesco all’italiana, in Giappone non ne abbiamo di simili, ed essere diretti dal maestro Clemente, essere seguiti dal regista Travaglio e dall’orchestra, è fantastico. Occasione altrettanto unica è visitare una città come Bitonto, in cui siamo accolti magnificamente e la cucina è deliziosa. Sono tutti entusiasti!», continua.

Uno scambio altrettanto interessante e formativo per Luigi Travaglio, anche quest’anno alla regia dell’opera scelta per l’XI edizione del festival e che rappresenta ogni anno il clou della sua programmazione. «Il titolo scelto quest’anno ha subito destato in me la voglia di entrare con discrezione e curiosità nel mondo giapponese avendo in questa produzione la possibilità di lavorare a stretto contatto con protagonisti giapponesi e potendo così aggiungere un valore insostituibile al mio bagaglio professionale dopo aver già più volte curato l’allestimento di questo titolo pucciniano», racconta Travaglio.
«Il contatto con artisti giapponesi coinvolti nel cast mi ha sedotto umanamente e professionalmente avendo riscontrato nel loro modo di sentire e pensare un fascino e una bellezza interiore unici», conclude.

Un contatto che ha davvero incantato e coinvolto tutti gli addetti ai lavori e che certamente emozionerà il pubblico che assisterà alla rappresentazione dell’opera pucciniana.

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