School Cup, ospite l’arbitro internazionale Antonio Damato

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A colloquio con i ragazzi delle scuole bitontine su sport e ludopatia. «È folle pensare di dover basare la propria vita sulle scommesse»
È un filo sottilissimo quello che segna un arbitro durante tutta la sua carriera. Un continuo vacillare fra applausi e fischi, fra giusto e sbagliato. Attimi, secondi, decisioni da dover prendere da solo, in un battito di ciglia. Solo, o meglio accompagnato esclusivamente dalle ansie, dalle paure e dalle fragilità che tutti gli uomini hanno, ma che in campo pochi rispettano. E sono ansie, paure e fragilità che al termine dei novanta minuti, anche solo per un singolo errore in una gara perfetta, possono scatenare proteste e una gogna – anche mediatica – destinata a durare nel tempo. È dagli errori commessi, però, nel lavoro così come nella vita, che gli uomini trovano il coraggio di fare mea culpa e di rialzarsi più forti di prima. Questa è la testimonianza portata ieri a Bitonto da Antonio Damato di Barletta, avvocato e arbitro internazionale, ospite della 16esima edizione della School Cup, che ha come tema principale i giovani, lo sport e la ludopatia.
Damato ha voluto ricordare ai ragazzi delle scuole bitontine quanto dura e piena di insidie sia la strada che porta ad affermarsi ai massimi livelli. «Dovete sapere che nella vita nessuno vi regalerà niente. Dovete essere pronti a sacrificare molte cose. Non è facile fare l’arbitro, perché le pressioni della stampa e il carico di aspettative che tutti ripongono su di te, possono giocare brutti scherzi. Sbagliamo, siamo umani, e quando lo facciamo, veniamo rimproverati e ci assumiamo le responsabilità dei nostri errori. Molti però dimenticano che una gara senza arbitro non può giocarsi, e quindi il calcio non esisterebbe».
All’incontro hanno partecipato l’assessore allo sport Domenico Nacci, che si è fatto portavoce del valore dei sani principi dello sport, il consigliere comunale Pd Franco Natilla (osservatore arbitrale della Commissione Arbitri Nazionale B) e monsignor Francesco Savino (presidente della Fondazione Santi Medici). Quest’ultimo ha ricordato le drammatiche statistiche sulla ludopatia, fenomeno in costante espansione nel corso degli ultimi anni. Delle oltre 8mila persone cadute nella trappola degli strozzini che si rivolgono ogni anno alla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici in Puglia, quattro su dieci sono vittime del gioco d’azzardo.
Sul tema della ludopatia, a conclusione del dibattito con gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Bitonto, Antonio Damato si è così espresso: «È folle pensare di dover basare la propria vita sulle scommesse. È facile e devastante passare da scommettitore casuale a dipendente dal gioco. Per questo vi dico: affermatevi nel mondo solo per quello che è il vostro talento».
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