Mondo agricolo in protesta ieri a Bari

La Redazione
Grande partecipazione alla "Mobilitazione a tutela dell’agricoltura e dell’agroalimentare pugliese"

Tra i punti più contestati l'introduzione dell'Imu sui terreni agricoli. Damascelli al prefetto: «Sia portavoce del grido di dolore dei coltivatori pugliesi»

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Diverse migliaia di agricoltori pugliesi hanno preso parte ieri mattina alla Giornata di mobilitazione a tutela dell’agricoltura e dell’agroalimentare pugliese, indetta da Agrinsieme Puglia, il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative del settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci).

Nel corso del sit in piazza Libertà, dinanzi al Palazzo del Governo, è stato messo in evidenza come l’agricoltura pugliese stia attraversando un momento di crisi senza precedenti, con migliaia di aziende che negli ultimi anni hanno chiuso i battenti e tante altre che saranno costrette a farlo, con perdita di ulteriori posti di lavoro, se non saranno adottate adeguate politiche di sostegno al comparto agricolo.
La manifestazione ha voluto riportare l’attenzione del Governo nazionale e regionale, della rappresentanza politica e dei cittadini sui tanti problemi irrisolti del settore agricolo e agroalimentare, che nonostante tutto continua a rappresentare uno dei principali “motori” dell’economia italiana in termini di reddito prodotto e occupazione.
Alla manifestazione hanno partecipato parlamentari pugliesi, esponenti del governo regionale, consiglieri regionali, sindaci e candidati alla carica di governatore della Regione Puglia alle prossime elezioni di maggio.
Nel corso del presidio è stato presentato il documento con le proposte e le richieste di Agrinsieme Puglia e Copagri Puglia al governo nazionale e alla Regione Puglia, per far fronte a quella che è diventata una vera e propria emergenza. Lo stesso documento è stato consegnato al prefetto di Bari Antonio Nunziante.
Tredici i punti riportati nel documento, tra cui l’abolizione della tanto contestata Imu agricola, la dotazione di gasolio agricolo alle aziende, la Pac, il Psr, la semplificazione burocratica, l’emergenza xylella.

«L’Imu è una tassa iniqua e insostenibile e serve un intervento di revisione strutturale del decreto con la cancellazione o modifica sostanziale della norma che riduce sensibilmente i territori esenti da Imu», ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente della Cia (Confederazione italiana Agricoltori) Puglia e coordinatore regionale di Agrinsieme. «I terreni utilizzati dagli agricoltori sono beni strumentali delle imprese agricole. Gli agricoltori non vogliono continuare ad essere considerati come una categoria assistita ma come aziende a cui applicare norme che consentano di operare con dignità ed equità fiscale. In questo 2015 ci sarà, inoltre, la riduzione sui premi Pac (che dal 2015 al 2020 si abbatteranno di oltre il 40%) e la riduzione del 26% nell’assegnazione del carburante agricolo. Siamo in ritardo con l’attuazione della riforma della Pac. Dopo il primo decreto ministeriale di novembre si stanno rimettendo in discussione orientamenti e decisioni già assunti a suo tempo, mentre gli agricoltori devono con cognizione predisporre i piani produttivi. È necessario non applicare, per questo primo anno di entrata in vigore della riforma, le penalità per non rispetto del greening. Anche sulla definizione del Piani di Sviluppo Rurale da parte dell’Ue siamo in forte ritardo», ha concluso Carrabba.

«Gli indici di congruità disposti dalla Regione Puglia sono un fardello a carico della competitività delle aziende agricole pugliesi. L’orientamento generale, condiviso a tutti i livelli, vede nell’innovazione tecnologica e nella riduzione dei costi della manodopera la chiave di volta per il miglioramento della competitività delle imprese agricole. Ma la Regione Puglia di fatto impone alle aziende dei limiti d’impiego minimo della manodopera. Siamo senza riserve contrari al lavoro non regolare, ma questa sciagurata norma, in realtà, crea ostacoli proprio a quelle aziende che invece operano nella legalità. È assolutamente indispensabile abolire il sistema degli indici di congruità, perché è un grave freno per la competitività delle aziende pugliesi», ha spiegto Umberto Bucci, presidente di Confagricoltura Puglia.

«La Puglia ha una struttura produttiva agricola fatta da una miriade di piccole aziende che rappresenta un vincolo allo sviluppo», ha evidenziato Angelo Petruzzella, coordinatore regionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci). «Aggregare le aziende agricole in cooperative e organizzazioni di produttori è dunque indispensabile per affrontare la sfida dell’efficienza tecnica e dei mercati globali. Il sistema cooperativo e delle organizzazioni di produttori della Puglia è in grado di affrontare e vincere questa sfida ma ha bisogno di strumenti e risorse. Le scelte fatte dalla Regione insieme alle organizzazioni agricole, con il Psr e la Legge sulla cooperazione, vanno in questa direzione. Questo indirizzo però deve essere portato avanti con la massima coerenza e rafforzato negli strumenti di attuazione ad iniziare dai Bandi del Psr. Non è un buon segnale così, l’assenza di risorse nel bilancio di previsione 2015 per la legge sulla cooperazione. Ma a tal proposito è indispensabile un intervento più generale,forte e innovativo, per sostenere l’accesso al credito delle cooperative e delle imprese agricole, senza il quale si riduce la stessa possibilità di fare investimenti con il prossimo Psr. Così come chiediamo alla Regione – ha concluso Petruzzella – una forte azione verso il Ministero per una rapida definizione delle nuove regole per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori».

Sul tasto dolente dell’Imu agricola è intervenuto Tommaso Battista, presidente di Copagri Puglia: «Consideriamo prioritaria la cancellazione o comunque la sostanziale modifica dell’Imu. Questa tassa non fa che aumentare l’abbandono dell’agricoltura, soprattutto da parte di quei giovani che si stanno avvicinando alla terra grazie alle opportunità offerte dal nuovo Psr e dalla nuova Pac».

Molto duro, sull’Imu, l’intervento del consigliere nazionale Anci Domenico Damascelli: «Un ginepraio di provvedimenti che si sono susseguiti in sessanta giorni, che hanno fissato criteri differenti, date diverse e contraddittorie. Anche il criterio altimetrico non è affatto equo. Questo provvedimento è stato fatto con grande superficialità, danneggia irreversibilmente l’agricoltura e non dà alcuna sicurezza ai sindaci, che non sapranno mai il dato reale fra gettito stimato e gettito accertato per coprire il taglio del fondo di solidarietà. Le conseguenze negative, inoltre, non saranno solo per gli operatori del settore primario, ma per tutta la collettività, dal momento che il comparto agricolo è trainante per  tutta l’economia pugliese».

E rivolto al prefetto Nunziante, Damascelli ha chiesto: «Sia portavoce del grido di dolore degli agricoltori pugliesi».

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