Presentazione al Traetta per “Nà Beer”, la birra sociale nata a Bitonto

© n. c.
Oggi alle 17 nel foyer del teatro comunale, alla presenza del prefetto Nunziante
Birra “sociale” in bottiglia, nata a Bitonto: si chiama “Nà Beer” e verrà presentata alle 17, nel foyer del Teatro Traetta, nella sua veste ufficiale destinata alla commercializzazione.
Alla presentazione parteciperanno il prefetto di Bari Antonio Nunziante, il sindaco di Bitonto e vicepresidente di Avviso Pubblico Michele Abbaticchio, il presidente dell’associazione Mondobirra Espedito Alfarano, la presidente del consorzio Social Lab Francesca Demundo e il referente progettuale “Nà Beer” Michele Bulzis. Madrina d’eccezione sarà l’artista Silvia Mezzanotte.
Nata nel 2013 nell’ambito di un laboratorio didattico del centro socio educativo diurno per minori dell’area penale “Chiccolino” di Bitonto, “Nà Beer” è una birra dal gusto sociale che si prefigge di promuovere nuove opportunità lavorative nella nobile arte della birrificazione artigianale.
Nel maggio del 2014, il Club Rotary “Terre dell’Olio” fece dono alla cooperativa sociale che gestisce la struttura minorile di un laboratorio di birrificazione artigianale, finalizzato a formare mastri birrai da sottrarre alle grinfie delle organizzazioni malavitose, offrendo loro un lavoro onesto. Cogliendo questo come gesto di fiducia verso chi crede ogni giorno nel riscatto sociale e forti di una rete solida di cooperative sociali, “Nà Beer” oggi viene prodotta in alcuni birrifici artigianali pugliesi grazie al consorzio Social Lab che raggruppa otto cooperative sociali (Sfrang, Oltre il Muro, Tasha, Ulixes, Michelangelo, Polimnia, Sinergia e Arthezian) e che da meno un anno vanta l’avvio a Bitonto del ristorante sociale Borgo Bontà.
«L’evento di oggi – spiega Michele Bulzis – intende comunicare alla città e al territorio di riferimento innanzitutto che ci sono modi diversi per contrastare le mafie (non solo la repressione ma anche una prevenzione strutturata e professionale) e poi che tutti possono contribuire a farlo, semplicemente sorseggiando “Na Beer”. L’augurio è che questa birra, che oggi vede i ragazzi impegnati solo nel laboratorio in aspetti formativi, si faccia strada e crei per loro occupazione concreta».
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