Nullità matrimoniale, picco di istanze nella diocesi Bari Bitonto

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Trentasette sulle 220 totali introdotte al Tribunale ecclesiastico della Puglia nel 2014
Matrimoni "lampo" finiti dopo soli dieci giorni. È la realtà sconfortante che emerge dai dati del Tribunale ecclesiastico regionale della Puglia, resi noti sabato scorso nel corso della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario a Bari.
Dopo l'introduzione dell'arcivescovo di Bari Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, è intervenuto monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Parola poi al vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico della Puglia don Pasquale Larocca, che nella sua relazione sull'andamento 2014 ha posto l'accento sulla necessità di un processo più celere e sul contenimento dei costi. In quest'ottica – secondo le direttive della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) – è stato realizzato un risparmio di 75mila euro, con una riduzione delle cause pendenti da 505 (2013) a 452 (2014). I libelli introdotti lo scorso anno sono stati 220 (rispetto ai 213 del 2013) mentre le cause decise sono state 260 (rispetto alle 217 del 2013). La decisione è stata affermativa in 224 casi, negativa negli altri 36.
Al carico pendente si sono aggiunte le 220 istanze introdotte l'anno scorso. Dal punto di vista statistico, sono 23 i matrimoni durati due anni, 13 quelli finiti dopo sette anni. Ma ci sono anche casi di matrimoni "lampo": 12 quelli in cui la convivenza è durata solo due mesi, 7 dei quali finiti addirittura dopo neppure un mese. La diocesi con il maggior numero di cause di nullità matrimoniale introdotte è quella di Bari Bitonto (37) seguita da Taranto (28).
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