“Tagli” alle commissioni consiliari, c’è chi ha detto no

© n. c.
La minoranza ha rinunciato ad esprimere uno dei 3 membri a cui aveva diritto in ciascuna commissione, e insiste per la riduzione da 7 a 5 componenti
Da quando sono stati trascinati nell’Arena di Giletti come emblema del Sud arraffone, i consiglieri comunali di Bitonto sono diventati bersaglio della rabbia antipolitica di molti concittadini, “scandalizzati” per i 99.479 euro spesi nel 2014 per 587 sedute di commissioni consiliari.
Il regolamento comunale prevede un numero di 7 membri per ciascuna commissione (4 di maggioranza e 3 di opposizione). Tuttavia, da quando sono state ripristinate nel luglio 2013, le sei commissioni (esclusa quella Affari istituzionali, composta dai capigruppo), sono di fatto formate da 6 membri (4 di maggioranza e 2 di opposizione). Questo per decisione della minoranza che, compatta, ha voluto decurtare il numero dei rappresentanti a cui aveva diritto, per mettere in pratica una battaglia politica intrapresa in uno dei primi consigli comunali dell’amministrazione Abbaticchio, nel quale tra i punti all’ordine del giorno c’erano proprio le nomine delle commissioni consiliari.
Era l’11 settembre del 2012. In quella seduta, i capigruppo Pdl e Pd, Domenico Damascelli e Francesco Ricci, proposero – in linea con la decisione del governo centrale di ridurre il numero dei consiglieri comunali bitontini da 30 a 24, per ragioni di spending review – di portare il numero dei componenti delle commissioni consiliari da 7 a 5 (3 per la maggioranza e 2 per la minoranza). Su quella proposta si allineò l’intera opposizione, tanto da rifiutarsi di nominare i propri rappresentanti in seno alle commissioni consiliari, finché non fosse stato modificato il regolamento con la riduzione dei membri da 7 a 5. Modifica non ancora avvenuta, messa nero su bianco dal consigliere Pd Paolo Intini nella proposta che attende di essere discussa in consiglio comunale (http://www.bitontolive.it/news/Politica/349300/news.aspx).
Dopo quasi un anno di blocco delle commissioni a causa delle mancate nomine, nel consiglio comunale del 3 luglio 2013, con una delibera “monca”, la maggioranza nominò i suoi 4 membri per ciascuna delle sei commissioni. Essendo le commissioni organi collegiali, la rappresentanza della minoranza era tuttavia indispensabile perché si potessero riunire. Coerentemente con la linea politica tenuta sino ad allora, la minoranza decise di esprimere solo 2 nomi per ciascuna commissione, a fronte dei 4 di maggioranza.
Un “taglio” a monte di 6 componenti (uno per ciascuna commissione) che ha ridotto di fatto il plafond destinato alle commissioni consiliari. Altri sei membri di maggioranza potrebbero essere tagliati, qualora venisse approvata la già citata modifica al regolamento.
Mentre Michele Abbaticchio, subito dopo la trasmissione di Rai1, si è affrettato a prendere le distanze dalle commissioni in un post («non posso ovviamente rispondere esaustivamente a nome di tutti i consiglieri comunali che, indipendentemente dal Sindaco, possono riunirsi per studiare i provvedimenti amministrativi»), è bene ricordare che i “tagli” alle commissioni sono stati proposti e poi messi in atto dall’opposizione. La maggioranza ha detto no. Così com’è utile ricordare, a chi si è scandalizzato per i quasi 100mila euro spesi in commissioni nel 2014 (per non prestarci al gioco demagogico mediatico di confronti iniqui tra Comuni disomogenei per numero di residenti, continuità amministrativa e non solo) che nelle tasche di ciascun consigliere, come gettone di presenza per ciascuna seduta di commissione a cui prende parte, finiscono 40 euro lordi, ovvero 20 euro netti. Non serve la calcolatrice per fare le moltiplicazioni.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare