Taglieggiavano imprenditori, 9 arrestati. Tra le vittime un costruttore che operava a Bitonto

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Gli "amici" presentati da un suo dipendente gli avevano estorto 11mila euro
All’alba di oggi è scattato un blitz dei Carabinieri del Comando provinciale di Bari, che hanno dato esecuzione a nove misure cautelari (otto in carcere, una ai domiciliari) emesse del giudice per le Indagini preliminari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
Le indagini lampo, avviate dai carabinieri del Reparto Operativo di Bari ad ottobre scorso e coordinate dalla Dda della Procura barese, hanno permesso di fare luce su due distinti episodi estorsivi commessi ai danni, rispettivamente, di un imprenditore barese operante nel settore dei materiali plastici e di un imprenditore edile operante nella zona di Bitonto.
Le indagini hanno fatto emergere un grave contesto d’intimidazione da parte della criminalità organizzata locale, che non si limita ad imporre il pizzo ma entra nella gestione degli affari delle società per garantire il rispetto di accordi e pagamenti, come emerso nel primo episodio. Talvolta sono gli imprenditori stessi che, con leggerezza, si rivolgono ai malavitosi per risolvere i loro problemi, finendo nella morsa del racket, come accaduto nella seconda estorsione.
La prima estorsione ha avuto inizio da un imprenditore di Barletta, il quale, per ottenere il pagamento di alcune fatture da parte del collega barese, non aveva esitato a prendere contatti con i fratelli Nicola e Raffaele Anemolo, esponenti di spicco dell’omonimo gruppo criminale operante nei quartieri baresi di Carrassi e Poggiofranco. I primi approcci minacciosi, con intimidazioni rivolte anche a familiari, avevano indotto la vittima a cercare un compromesso proponendo pagamenti rateali per estinguere un debito di circa 30mila euro. Il cedimento della vittima non ha fatto altro che aggravare la situazione, inducendo i malviventi ad aggiungere interessi e fantomatiche spese legali, raddoppiando la pretesa estorsiva. La situazione disperata ha convinto l’imprenditore taglieggiato a denunciare tutto ai Carabinieri, uscendo finalmente dall’incubo.
Diversa, ma non meno inquietante, la genesi del secondo episodio, dove un piccolo imprenditore edile, che aveva appena avviato la sua attività nella zona di Bitonto, ha commesso la leggerezza di farsi presentare da un suo dipendente degli “amici” che avrebbero potuto agevolare i suoi affari sul territorio. Gli “amici” altri non erano che un gruppo criminale capeggiato da Giovanni Stellacci, bitontino 26enne, contiguo alla criminalità organizzata del posto, in particolare al clan mafioso Conte-Cassano. Dopo i primi approcci amichevoli, è scattata la richiesta di pagare per avere una sorta di copertura assicurativa che avrebbe fatto lavorare l’imprenditore tranquillo in tutta la zona. A ciò si sono aggiunte le pretese del dipendente, anch’egli arrestato, che per ottenere il pagamento di uno stipendio arretrato non ha esitato a sfruttare le minacce del gruppo criminale, che ha preteso in tutto dall’imprenditore oltre 11mila euro, in parte recuperati dai Carabinieri.
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