Teatro e scuola, ieri in scena al Traetta le avventure di Ulisse

Annarita Cariello
Ulisse incontra Nausicaa

Originale reinterpretazione dell'Odissea classica, per opera della compagnia teatrale romana "Ideazione Teatro", spiegata ai ragazzi delle scuole di Bitonto e Palo del Colle

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«Spegnete i cellulari e accendete la testa», ha incitato la voce narrante all’insolita platea del Teatro Traetta, che ieri mattina brulicava di alunni e alunne delle scuole De Renzio e Sylos di Bitonto e Mastrometteo e Davanzati-Viale della Resistenza di Palo del Colle. 

Il fascino senza tempo del teatro, dopo un primo iniziale momento di esitazione, ha coinvolto così anche i più piccoli, fino a trascinarli nelle meravigliose avventure di Ulisse, reinterpretate dalla giovane compagnia romana “Ideazione Teatro”. Quattro attori in tutto, due uomini e due donne, che in un’ora circa di spettacolo sono riusciti ad interpretare – fra tradizione e modernità – i molteplici personaggi dell’epopea di Omero, l‘Odissea. Un classico della letteratura greca spiegato con semplcità e linearità, sostenuto da una scenografia essenziale ma significativa che ha fatto da sfondo alle avventure, per terra e per mare, dell’eroe più amato di tutti i tempi.

Ulisse che, dopo la guerra di Troia – 10 lunghi anni di sangue e vendetta  per vendicare l’onore tradito dall’amore di Elena e Paride – non riuscirà, per altri 17 anni, a tornare a casa, nella sua Itaca. Sperduto nelle acque del Mediterraneo, in balia dei capricci degli dei, il re di Itaca affronterà le sue paure, incarnate nella ferocia di Polifemo o nella pazzia della Maga Circe, sconfiggerà le sue debolezze rifiutando l’amore di Calipso e Nausicaa e non cedendo alle lusinghe delle sirene, per riabbracciare finalmente la moglie Penelope e il figlio Telemaco. La stessa Penelope che, pur di rimanere fedele al suo amato e tenere lontani i Proci, per lunghi anni tesserà di giorno una tela e la disfarrà di notte, nell’attesa di rivedere suo marito. «Se non è questo amore, qual è?», chiede ai ragazzi, rapiti, la voce narrante. 

Il lieto fine, con il ritorno a casa di Ulisse, travestito da mendicante, e la vendetta sui Proci, è il simbolo della forza di volontà e dell’amore che predominano sull’irrazionalità. In fondo – come più volte suggerisce il narratore del racconto – almeno una volta nella nostra vita, siamo stati tutti un po’ Ulisse, in balìa dei nostri desideri, incapaci di risalire dall’abisso buio della disperazione, ma sempre in grado, alla fine, di rialzarci più forti di prima.

«E voi – ha chiesto il narratore – cosa avreste scelto al posto di Ulisse? Pace o guerra? Calipso o Penelope? Eternità o mortalità?». Domande che Ulisse si sarà posto migliaia di anni fa, ma che ogni giorno vengono poste anche a noi, a qualsiasi età. 

Grande l’entusiasmo dei ragazzi delle elementari e delle medie, che si sono preparate per poter gustare appieno questo capolavoro di Omero. Il teatro, poi, soprattutto per gli alunni di Palo del Colle, è un privilegio di cui si può usufruire solo “fuori casa”, data l’assenza di un teatro in paese.

“L’Odissea: le avventure di Ulisse”, messo in scena dalla compagnia “Ideazione Teatro”, è riuscita a toccare le corde più profonde di spettatori grandi e piccoli con ironia e modernità (eccezionale l’accostamento del canto delle sirene alla celebre “The Great Gig in the Sky” dei Pink Floyd) facendo di Ulisse una “star” della letteratura. Letteratura e musica, teatro e scuola, si sono fuse così in un’armonia perfetta, che fa battere mani e cuori, ma soprattutto illumina le menti.

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