Domani il consiglio comunale. No del sindaco a interrogazioni e interpellanze

© BitontoLive.it (Francesco Cuoccio)
Alla prima convocazione di ieri sera hanno risposto solo in dieci. Damascelli contro Abbaticchio su fb: «Chi teme il dibattito è arido di idee»
Solo in nove hanno risposto "presente", ieri sera, al primo appello del consiglio comunale fissato in prima convocazione alle 18 dal presidente Vito Palmieri. Nei banchi della maggioranza c'era solo Francesco Rutigliano. Otto invece i consiglieri di minoranza in aula: Domenico Damascelli e Carmela Rossiello di Forza Italia; Francesco Ricci, Franco Natilla e Paolo Intini del Pd; Christian Farella (Gruppo Misto), Francesco Toscano (Udc) e Vito Labianca (Adc).
Al secondo appello ha risposto anche il consigliere Pd Gaetano De Palma. Numeri comunque insufficienti per tenere la seduta del consiglio comunale, rimandato come ormai consuetudine alla seconda convocazione, domani sera alle 18. E sarà un consiglio senza interrogazioni e interpellanze, per decisione del sindaco Michele Abbaticchio, aspramente criticato dal capogruppo Fi Damascelli in un post facebook.
«Chi teme il dibattito e fugge dal confronto è arido di idee. Il Consigliere Comunale ha il dovere di seguire attentamente ogni fase della vita cittadina, adoperarsi e collaborare per cercare di migliorare la qualità della comunità, farsi portavoce delle istanze dei cittadini, sollecitare l'Amministrazione del Comune a risolvere problematiche, essere sempre al servizio del territorio.
Ieri mattina (lunedì per chi legge, ndr), infatti, durante la Conferenza dei Capigruppo Consiliari, ho proposto che, in occasione della prossima seduta del Consiglio Comunale, potessero essere svolte, come da consuetudine, le interrogazioni e le interpellanze per consentire ai Consiglieri Comunali di affrontare le diverse vicende della città e le segnalazioni ricevute dalla gente. La proposta è stata subito accolta.
Dopo una mezz'oretta, però, è accaduto ciò che mai si era verificato. Giunge notizia, infatti, che il sindaco, assente ai lavori della Conferenza, insiste per evitare che le interrogazioni siano svolte, ostacolando così l'operato dei Consiglieri Comunali, impedendo loro di poter esercitare le proprie funzioni pubbliche e, quindi, di svolgere il proprio dovere, trascurando gli elettori, che, attraverso i Consiglieri a cui hanno sottoposto diversi casi, attendono risposte che non potranno ricevere.
È veramente assurdo ed è ancor più incomprensibile che il regista di ciò sia proprio chi, invece, dovrebbe assicurare il buon funzionamento degli organi istituzionali e garantire massima imparzialità.
Tutto questo in barba ai fondamentali principi della democrazia e della trasparenza.
Un evidente esempio di grande debolezza politica. La nostra città, però, ora come non mai, ha bisogno di un condottiero grande e forte. E invece…».
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