Città metropolitana, Decaro incontra Delrio: «Stop ai tagli»

La Redazione
Antonio Decaro

Sul nuovo ente la scure della legge di stabilità del governo Renzi

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La Provincia di Bari si congeda, e fa il suo ingresso la Città metropolitana.
Per il neo sindaco metropolitano Antonio Decaro, la responsabilità di governo si allarga dalla città di Bari ai 41 comuni baresi dell’area metropolitana (tra cui Bitonto).

«È l’inizio di un nuovo percorso del nostro territorio, per cui dobbiamo camminare molto velocemente. Per questo voglio assicurare una cosa: in questi mesi non mi occuperó di deleghe e nomine per gli enti partecipati, ora è tempo di concentrarsi solo sul funzionamento della nuova macchina amministrativa, perché il passaggio burocratico non danneggi in nessun modo i cittadini a partire dai servizi nei comuni su scuole e strade, le deleghe fondamentali in capo alla città metropolitana», ha assicurato Decaro.

Prima riunione operativa per il primo cittadino metropolitano mercoledì, quando ha partecipato al vertice romano convocato dall’Anci con i sindaci metropolitani d’Italia. Con Bari anche Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.

I sindaci hanno condiviso una proposta comune sulla questione delle funzioni da assegnare ai nuovi enti, oltre quelle già definite dalla Legge Del Rio. «L’idea – ha spiegato Antonio Decaro – è quella di riprendere un negoziato con il governo e la conferenza delle Regioni, per tentare di uniformare su tutto il territorio nazionale le funzioni delle città metropolitane». 

«Accanto alla soddisfazione di sentirci protagonisti di un processo istituzionale storico e innovativo, non possiamo non essere preoccupati per le condizioni nelle quali questo ente sta nascendo. Partire con un bagaglio di tagli, così come previsto dalla legge di stabilità e dal provvedimento sulla riduzione del 30% del personale, rischia di vanificarne la nascita e la funzione», ha aggiunto.

Si chiederà quindi all’esecutivo guidato da Renzi di chiarire in modo inequivocabile che i divieti posti dalla legge di stabilità non varranno per le città metropolitane: «Non è pensabile che possano valere le sanzioni, almeno per il primo anno di vita, per le Città metropolitane che hanno ricevuto dalle disciolte Province una pesante eredità in termini di rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno per gli enti locali. Vogliamo agire in un quadro normativo certo e chiaro per coniugare le nuove funzioni con le procedure di contenimento della spesa del personale  che le città metropolitane saranno chiamate  a gestire, evitando ulteriori tagli nel trasferimento delle risorse finanziarie».

Una delegazione di sindaci metropolitani ha incontrato ieri Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ex sindaco di Reggio Emilia, tra gli autori della legge che ha istituito i nuovi enti territoriali.
 

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