Imu terreni agricoli, documento del Comitato direttivo Anci Puglia: «Proroga insufficiente»

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Approvato ieri nel corso della riunione estesa ai sindaci pugliesi, è stato consegnato al ministro Lanzetta da una delegazione di cui faceva parte il consigliere nazionale Domenico Damascelli
In Puglia l’esenzione totale Imu prevista per i terreni agricoli, nel 2013 riguardava ben 145 Comuni dei 258 totali. A seguito della revisione l’esenzione è stata confermata solo in 17 comuni (quelli con altitudine oltre i 600 metri, tutti in provincia di Foggia). Nei 39 centri con altitudine compresa tra fra i 281 e i 600 metri, l’esenzione resterà in vigore solo per i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Per i restanti 202 enti, con altitudine inferiore ai 281 metri, non è prevista alcuna esenzione.
«Dopo il confronto con i sindaci della regione, il Comitato direttivo dell’Anci Puglia considera del tutto insufficiente la proroga dei versamenti annunciata dal Governo, ritenendolo mero atto dovuto e inevitabile per gli evidenti problemi di carattere attuativo». Comincia così il documento sottoscritto ieri mattina, al termine della riunione del comitato direttivo dell’Anci Puglia sulla questione Imu terreni agricoli (riunione estesa ai sindaci pugliesi, alla quale ha preso parte in rappresentanza del Comune di Bitonto l’assessore all’agricoltura Domenico Incantalupo). Il documento è stato poi consegnato nel pomeriggio al ministro degli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport Maria Carmela Lanzetta, in occasione della sua presenza a Triggiano.
«Il differimento del termine non attenua il livello di tensione sociale per una imposta che resta inaccettabile e insostenibile. La Ragioneria dello Stato, infatti, avrebbe escluso uno slittamento protratto a giugno 2015 e avrebbe individuato nel 26 gennaio prossimo la nuova data per il pagamento del tributo. E’ inammissibile da parte del Governo chiedere ai Comuni di riscuotere l’Imu sui terreni agricoli per compensare, con un gettito incerto e improbabile, il taglio di 350 milioni già operato ai danni del Fondo di Solidarietà Comunale. La soluzione tecnica dell’”accertamento convenzionale” comporterà ulteriori difficoltà per le casse dei Comuni, costretti ad accertare nei bilanci una entrata virtuale per compensare un taglio ai trasferimenti effettivo e reale», prosegue il documento.
I Comuni pugliesi chiedono l’annullamento definitivo dell’imposta mediante il ritiro del provvedimento: «La retroattività della pretesa fiscale, l’incertezza dei criteri applicativi e gli effetti devastanti sui comuni e sulle comunità, ne evidenziano l’illegittimità costituzionale, l’iniquità e soprattutto l’inopportunità dell’imposta, visto che molti comuni interessati insistono in aree svantaggiate e fortemente esposte a fenomeni di dissesto idrogeologico e spopolamento.
Il settore agricolo è trainante per l’economia pugliese, l’unico a registrare incrementi occupazionali, un ulteriore inasprimento fiscale è assolutamente inaccettabile e insostenibile. Il Governo non può scaricare sui territori la propria incapacità a governare. La Puglia tutta, i Comuni in testa, è pronta a scendere in Piazza, in una forte mobilitazione tesa alla eliminazione dell’assurdo balzello ed eventualmente a valutare possibili azioni giurisdizionali.
I sindaci esprimono forte dissenso nei confronti del Governo, per la politica dei tagli lineari, per questo ricorso improvvisato alla decretazione d’urgenza e in genere, per un modus operandi che genera incertezza e sfiducia nella pubblica amministrazione, costringe i Comuni a fare da esattori dello Stato, esponendoli a continue contestazioni, perdita di credibilità da parte dei cittadini, oltre a privarli di capacità e azione di programmazione.
I Comuni chiedono il coinvolgimento fattivo dei parlamentari pugliesi e l’interessamento del coordinatore nazionale della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Fabrizio Nardoni, per porre all’attenzione di tutti i colleghi assessori la gravissima problematica dell’introduzione dell’Imu agricola».
«I sindaci chiedono un’azione meno diplomatica, più forte e incisiva dell’Anci Nazionale nei confronti del Governo, su questa questione, sul ripristino del fondo di solidarietà comunale e sul fronte legge di stabilità, le cui aperture concordate ad oggi, non soddisfano i Comuni pugliesi e non tengono conto delle esigenze e delle specificità dei territori», conclude il documento dell’Anci Puglia, che annuncia a breve l’apertura di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria del settore agricolo. Sarà predisposto un ordine del giorno da approvare in tutti Consigli comunali che sarà proposto anche ai Comuni delle altre regioni, il 16 dicembre, nella prossima riunione del Consiglio Nazionale Anci.
Alla riunione di ieri mattina del Comitato direttivo dell’Anci Puglia ha preso parte anche il consigliere nazionale Anci Domenico Damascelli, il quale in una nota scrive: «Sono intervenuto al tavolo regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani per esprimere il mio forte dissenso alla nuova Imu anche per i terreni agricoli. Si tratta di una ingiusta ed iniqua tassa stabilita dal Governo, che distrugge ulteriormente la nostra preziosa agricoltura, settore trainante e fondamentale per tutta l’economia del nostro territorio».
E annuncia: «Il prossimo 16 dicembre sarò a Roma per partecipare al primo Consiglio nazionale dell’Anci, dove affronterò nuovamente l’argomento. Mi batterò con tutte le forze per difendere il sacrificio dei nostri onesti agricoltori, il valore della nostra terra, il simbolo del nostro popolo».
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