«Se 606 firme in un giorno vi sembran tante…»

Mariella Vitucci
Raccolta firme per le assemblee costituenti dei Comitati di quartiere davanti a Palazzo di Città

Su facebook è eplosa la polemica su quello che abbiamo chiamato "flop" del primo test sui Comitati di quartiere a Bitonto. Ecco le nostre ragioni

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Onestà intellettuale. Sempre propria, mai altrui. A Bitonto c’è una folla di onesti intellettuali, convinti che la propria opinione e il proprio punto di vista siano migliori di quelli degli altri, anzi i soli possibili. Onesti intellettuali pronti a puntare il dito contro la disinformazione, la manipolazione dei dati da parte dei giornalisti, la malafede.
Giusto per la cronaca – e non certo per onestà intellettuale – l’attenzione di BitontoLive ai comitati di quartiere è facilmente misurabile (più di dieci articoli pubblicati solo negli ultimi due mesi, e non certo denigratori). Non abbiamo mai  preso posizioni personali rispetto a questo strumento, ma rivendichiamo la libertà e il diritto di poter giudicare che 26 firme raccolte ieri davanti al Palazzo del Comune sono un flop. Senza nulla togliere all’impegno dei volontari e alla bontà dell’iniziativa di democrazia partecipata. Così come rivendichiamo la libertà di poter chiamare “rosa” le quote di genere, perché le ipocrisie verbali non ci piacciono.
Quanto alle scuole di giornalismo, c’è un esame di stato superato a pieni voti a darci il titolo di professionisti, e una ventina d’anni di mestiere alle spalle a dimostrare che ne siamo capaci. Non siamo infallibili né i migliori, ma ci sforziamo di ragionare con la nostra testa e di scrivere nel modo più chiaro possibile, senza mai mettere in discussione i titoli, le competenze o l’onestà intellettuale altrui.
606 firme raccolte in una città di 56mila abitanti sono un buon risultato per il primo test sui Comitati di quartiere? Noi continuiamo a credere di no. E lasciatecelo dire.

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