Consiglio comunale, la minoranza fa sospendere la seduta. E salta la discussione sull’Aro Ba/1

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L’opposizione abbandona i banchi per protesta, vista la mancanza del numero legale nella maggioranza
Dopo i canonici 40 minuti di ritardo, ieri mattina sono partiti i lavori del consiglio comunale, incentrati sull’Aro (Ambito Raccolta Ottimale dei Rifiuti) 1, il bacino di cinque Comuni di cui fa parte Bitonto insieme a Corato, Terlizzi, Ruvo di Puglia e Molfetta. In particolare, bisognava approvare il piano industriale, su cui avrebbe dovuto relazionare il dottor Attilio Tornavacca, consulente della Esper (ente di studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti) e lo schema di statuto. Atti che, come riferito poi da alcuni membri della minoranza, gli uffici avevano trasmesso a tutte le commissioni comunali solo l’11 novembre scorso, ovvero due giorni prima del consiglio. Troppo pochi per analizzare centinaia di pagine tra piano industriale e statuto, e per avanzare riflessioni e proposte di emendamenti.
In ogni caso, la minoranza quasi al completo (7 consiglieri su 9) ha presenziato alla seduta di ieri mattina, come riferito dallo stesso capogruppo del Pd Francesco Ricci, proprio per «il senso di responsabilità verso la cittadinanza che rappresentiamo». Solo 11, invece, i consiglieri della maggioranza presenti in aula, data l’assenza di Vito Gala, Giovanni Ciccarone, Matteo Masciale, Giuseppe Fioriello e Francesco Rutigliano.
Prima di entrare nel vivo della discussione sul nuovo piano industriale dell’Aro 1, il consigliere del Partito Socialista Francesco Mundo è intervenuto sulla questione dei lavori in via Matteotti. Una vicenda su cui anche il sindaco Michele Abbaticchio era intervenuto per portare chiarezza (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/335992/news.aspx). Il consigliere Mundo ha voluto sottolineare come la terza Commissione, di cui è presidente, in più di un’occasione avesse eseguito dei sopralluoghi nelle zone adibite ai lavori, segnalando anche irregolarità o criticità, da parte del settore Lavori pubblici.
Mundo ha poi sollevato il problema dell’abbandono di rifiuti in campagna, in particolare di pneumatici che, secondo il consigliere Psi, sarebbe ormai frutto di «un’abitudine consolidata di molti esercenti di questo comune» verso i quali, però, l’amministrazione non ha ancora preso provvedimenti. «Invito l’assessore all’ambiente Domenico Incantalupo e il sindaco a sollecitare un’azione, presso il prefetto, sinergica tra la Guardia di Finanza e Polizia ambientale, perché non sono più tollerabili comportamenti di questo genere, nonostante la cittadinanza sia stata informata sulle modalità di questo smaltimento, peraltro gratuito», ha concluso Mundo.
Anche Ricci è intervenuto sulla questione dei lavori dell’Aquedotto Pugliese in città, chiedendo all’amministrazione di costituire una commissione competente di consiglieri comunali per verificare la tipologia di questi lavori pubblici, «perché mi risulta che molti non sono altro che un duplicato di lavori recenti già fatti, mentre questa città ha bisogno di altri interventi» Ricci, inoltre, ha rincarato la dose, chiedendo che, in ordine ai lavori Aqp, «si facciano, a campione, indagini ispettive sui lavori svolti negli ultimi 15 anni, perché in alcune zone ci sono situazioni di lavori non effettuati a regola d’arte».
Poi la discussione, attraverso l’intervento di Domenico Damascelli (capogruppo Fi), è scivolata sulle interrogazioni e interpellanze dei consiglieri comunali, ancora senza risposta da parte dell’amministrazione.
«E’ dal 15 settembre che aspetto le risposte alle interrogazioni poste in questa aula. Non è un fatto solo di natura burocratica, né penale, ma di sostanza. Noi vogliamo che insieme si possano risolvere problemi. Perché l’amministrazione, allora, non viene incontro alle esigenze della città? Nessuno si è ancora interessato di quei problemi: noi vogliamo risposte, i cittadini le vogliono», ha ribadito Damascelli, evidenziando la massima disponibilità alla collaborazione, pur di soddisfare le richieste dei residenti.
Stesso discorso da parte di Ricci, che ha preteso risposte sugli atti richiesti in merito alla permanenza del giudice di pace; da Christian Farella (Gruppo Misto) e da Paolo Intini (Pd) per la questione del Centro Commerciale Naturale. «Io sono stato costretto a scrivere al prefetto che, a sua volta, ha scritto al segretario e al sindaco. Ad oggi, a distanza di due anni dalla mia interrogazione, aspetto ancora una risposta sul centro commerciale naturale. Sono ancora in attesa. Che altro devo fare? Presidente, lei mi vuole dare lei suggerimento?», ha incalzato il piddino.
Alla risposta di Vito Palmieri, di non proseguire oltre sulla questione, per evitare di dimostrarsi “scortesi” nei confronti del dottor Tornavacca, in attesa di relazionare sull’Aro, l’atmosfera si è surriscaldata. Ricci ha risposto a tono al presidente del consiglio comunale, rimproverando a Palmieri di aver «impropriamente parlato di scortesia da parte nostra. L’unico motivo per cui siamo seduti oggi qui è solo per cortesia nei suoi confronti», in riferimento a Tornavacca. «È un atteggiamento di grande responsabilità che ci contraddistingue. Il resto sono chiacchiere».
Un’opinione condivisa da Damascelli che non ha esitato a puntare il dito contro la maggioranza: «L’unica volta in cui consiglio viene convocato in prima convocazione, la maggioranza non ha il numero legale. Sono solo in 11. La minoranza ha dovere di far rilevare che maggioranza non ha i numeri per mantenere il consiglio comunale. Noi vorremmo e dovremmo dimostrare oggi che c’è una maggioranza solida e compatta che riesce a mantenere consiglio, ma non è cosi». Il capogruppo di FI, dunque, ha invitato l’amministrazione a confrontarsi “serenamente” e a decidere, insieme, come e se proseguire i lavori. Alla risposta piccata, però, del sindaco Abbaticchio – «Per quanto riguarda la situazione della maggioranza, può parlarne solo il sindaco o un membro della maggioranza. Alcuni dei consiglieri di maggioranza sono assenti proprio perché hanno già ascoltato la relazione di Tornavacca. Questo consiglio, dedicato all’ascolto e all’esame del piano Aro, è rivolto principalmente ai consiglieri di minoranza» – e all’indifferenza di Palmieri, desideroso di dare la parola a Tornavacca per riportare la discussione sui punti all’ordine del giorno, Damascelli è insorto, chiedendo a gran voce la verifica del numero legale.
Alla reiterazione perentoria della richiesta, Palmieri ha dovuto proseguire con l’appello dei consiglieri. Tra lo stupore della maggioranza, tutti i sette membri dell’opposizione hanno abbandonato i banchi e si sono polemicamente seduti sugli spalti destinati al pubblico. Un atteggiamento inequivocabile, per dimostrare come il consiglio non avrebbe avuto il numero legale per proseguire i lavori. In effetti, i consiglieri della maggioranza presenti erano solo 11. Troppo pochi per garantire lo svolgilmento della seduta.
Assemblea sciolta, dunque, e discussione sull’Aro 1 rimandata a data da destinarsi.
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