Bitontini “banditi” da Ruvo. Ancora sdegno dopo le dichiarazioni choc di Matteo Paparella

Mariella Vitucci
Matteo Paparella

Non convincono le giustificazioni dell'ex sindaco ruvese, che chiede controlli mirati per l'ingresso in città di chi proviene da Bitonto, Andria e Canosa. E perché non anche da Terlizzi?

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Mentre i comuni e le comunità del Barese si costringono a digerire l’imminente avvio della città metropolitana, certi rigurgiti di campanilismo – che rasentano il razzismo – lasciano senza parole. Come quello del consigliere ed ex sindaco di Ruvo di Puglia, Matteo Paparella, che ha invocato di “presidiare tutti gli accessi alla città, per identificare chi entra ed esce, con particolare attenzione ai cittadini di Bitonto, Andria e Canosa”. E l’ha fatto alla presenza del prefetto di Bari Antonio Nunziante, nel corso di un consiglio monotematico sull’emergenza sicurezza che si è tenuto martedì scorso, qualche giorno dopo la brutale rapina messa a segno in una pizzeria del centro, dove due malviventi armati non hanno esitato a puntare la pistola contro il titolare, salvo solo perché l’arma si è inceppata.
Bitontini, andriesi e canosini messi all’indice perché “malavitosi”, dunque. E non si capisce perché Paparella non abbia “bandito” anche i terlizzesi, visto che di Terlizzi sono i due rapinatori, identificati e poi arrestati grazie alle registrazioni delle videocamere di sorveglianza della pizzeria.     
Dopo le polemiche e le reazioni sdegnate suscitate dalle sue dichiarazioni (riportate in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno) Matteo Paparella si è affrettato a correggere il tiro, precisando: “Il riferimento ai cittadini di Bitonto, Andria e Canosa è improprio e fuorviante perché il sottoscritto si è rifatto alla puntuale analisi fatta dal signor Prefetto di Bari durante la seduta del Consiglio Comunale di Ruvo di Puglia del 16 settembre, il quale ha illustrato puntualmente e in termini generali le risultanze del monitoraggio che il comitato provinciale della sicurezza elabora costantemente con riferimento ai 41 Comuni della Provincia di Bari”.
Giustificazioni che non hanno convinto i sindaci delle tre città “messe all’indice”.

Duro il commento del primo cittadino di Bitonto, Michele Abbaticchio, via facebook: "Comprendo l'amarezza, per la città e la comunità di Ruvo di Puglia, di aver subito una rapina a mano armata, ad opera peraltro di signori (sembrerebbe dalla cronaca) non residenti nel nostro territorio, presso una pizzeria locale. Questa amarezza, però, non può giustificare un attacco inverosimile verso i cittadini bitontini, andriesi e di Canosa di Puglia citati in una sede ufficiale. Conoscendo il sindaco di Ruvo e diversi consiglieri comunali di ogni appartenenza politica, ritengo senza ombra di dubbio che queste dichiarazioni non appartengano alla loro cultura. Chiaramente, molti ragazzi bitontini in queste ore stanno manifestando il proprio dissenso, invitando tutti a disertare le attività commerciali di Ruvo, interessate dagli intenti del signor Paparella. Credo che le sue parole non abbiano reso un bel servizio al mondo imprenditoriale (eccellente) ruvese, oltre ad aver offerto un'immagine distorta della Comunità. Anticipatamente, solidarizzo con tutti i cittadini di Ruvo, Andria e Canosa, onesti di azione e di pensiero”.
Risentimento condiviso dai consiglieri comunali Christian Farella (“La questione sicurezza non può essere gestita in maniera demagogica e populista") e Giuseppe Fioriello, che invoca una denuncia contro Matteo Paparella per danno all’immagine di Bitonto.

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