La Federcalcio ieri a Palo, Mambelli: «Quando sono qui, mi sento a casa». Forfait di Tavecchio

Luciana Neglia
Mambelli a Palo

Consegnate targhe di congratulazioni per le recenti nomine alla testa di Figc e Lnd

0 commenta

Il suo simpatico accento romagnolo ha smorzato gli animi tesi dei tanti palesi in attesa del suo arrivo. Con più di un’ora di ritardo, Alberto Mambelli, nuovo commissario reggente ad interim della Lega Nazionale Dilettanti è giunto a Palazzo di Città per la cerimonia organizzata dal Comune di Palo del Colle. Un evento durante il quale il sindaco Domenico Conte, a nome della cittadinanza, ha voluto omaggiare Alberto Mambelli e Carlo Tavecchio, primi in poltrona Federcalcio, consegnando loro una targa di congratulazione per le recenti nomine a capo della Lnd e Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Tavecchio, però, ha dovuto dare forfait perché trattenuto in Prefettura per un incontro.

Ai due “number one” della Federazione, a Bari in occasione dell’amichevole Italia-Olanda disputato ieri al San Nicola, il sindaco Domenico Conte ha tessuto le lodi e gli auspici per i recenti incarichi: «Con Tavecchio e Mambelli ai vertici della Federcalcio, si pensa ad un nuovo programma che riparte dai piccoli campi comunali. Il nostro– ammette il primo cittadino- è fermo all’86, con il suo campo ancora in sabbia. E’ per questo che chiediamo all’architetto Mambelli di pensare anche a Palo». Un invito, un auspicio, che infonde speranza ai tanti tifosi biancoazzurri presenti ieri a Palazzo San Domenico che più volte hanno invocato il manto erboso al campetto comunale.

«Palo è nel cuore. Quando sono qui, mi sento a casa»- ha esordito Alberto Mambelli, ricordando che nell’86, nel nostro paese disputò il torneo delle regioni. In quell’occasione ebbe modo di conoscere Domenico Sardone, ex presidente del Liberty Palo, con il quale è nata un’amicizia.

Inevitabile il riferimento alla gaffe “su chi mangiava le banane ed ora è titolare” del presidente Figc, tacciato di razzismo; dichiarazioni finite anche nel mirino della Uefa che ha aperto un’inchiesta sul caso. «Chi conosce il presidente sa che era una battuta. Non può essere razzista chi si dona al volontariato in Ghana», giustifica Mambelli.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!