Spaccate due basole antiche, stop ai lavori Aqp in piazza Moro. Controvento: «Vergognoso!»

La Redazione
Lo scavo Aqp a ridosso di piazza Moro

Due giorni fa l'incidente. Il sindaco: «Verificheremo il rispetto della convenzione e le prescrizioni conseguenti». Ma è polemica sui mancati controlli durante gli scavi

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«I lavori di Acquedotto Pugliese nei pressi di piazza Moro sono stati fermati dopo aver constatato un presunto danneggiamento di due basole sotto l’asfalto», informava il sindaco via facebook due giorni fa.

«La convenzione che il Comune ha sottoscritto con l’Ente – spiegava Michele Abbaticchio – richiede, a carico di Aqp e a sua cura, la rimozione ed il riposizionamento originario delle basole, ove presenti, sotto il manto stradale, al fine di salvaguardarle. I lavori sono finanziati, come noto, da fondi europei per consentire la ristrutturazione della rete fognaria ed idrica della Città in un piano straordinario presente in pochi comuni della ex Provincia di Bari».

E assicurava: «I lavori saranno ripresi dopo che il Comune avrà verificato il rispetto della convenzione e le prescrizioni conseguenti».

Ma è polemica sui mancati controlli in operazioni di scavo tanto delicate, a ridosso di piazza Moro.

Roberto Cardinale, portavoce dell’assoziazione cittadina “Controvento”, denuncia: «Quanto sta accadendo in piazza Aldo Moro per il potenziamento della rete fognaria da parte dell’Acquedotto Pugliese è vergognoso!». E ricorda: «In passato, il “difensore civico” Luigi Ancona (detto Gino) fu condannato dal Tribunale di Bari sede distaccata di Bitonto a pagare una somma di 50 euro (http://www.bitontolive.it/news/Cronaca/5456/news.aspx) per la questione parcheggio interrato proprio in quella zona, oltre all’architetto e professore Emanuele Pastoressa».

«E adesso – accusa “Controvento” – si apre un nuovo cantiere, “dimenticando il passato” e sapendo che lì sotto c’è un altro paese? Nulla da dire per i lavori di potenziamento perché se sono necessari ben vengano, però i tecnici comunali dovevano informare ed essere presenti a quello che ieri (martedì, ndr) è avvenuto in piazza, perché le basole spaccate e antiche, adesso, chi le restituisce com’erano? La Soprintendenza ai Beni Culturali era stata informata o no di questi lavori? Sul cantiere non c’era una tabella di inizio/termine lavori, ma solo il divieto di sosta per le auto! Come mai?».

E infine l’appello: «La storia di Bitonto non dev’essere presa e spaccata da una ruspa, ma dev’essere tutelata, perché un patrimonio simile non può restituircelo nessuno. E poi… sulla storia antica del paese, bisogna puntare ancor più per i turisti!».

 

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Commenti

  • USI (utente non verificato)

    Per correttezza, in riferimento alla presunta “condanna” di Gino Ancona di cui si parla nell’articolo, voglio precisare che in merito ad essa c’è stata piena assoluzione, sia per lui che per Emanuele Pastoressa: in fondo trovate il link all’articolo (sempre di Bitontolive.it), che fa la cronaca del processo e della sentenza. Ero inoltre presente quel giorno in tribunale durante il processo. -Andrea Bitonto http://www.bitontolive.it/news/Attualit%C3%A0/5780/news.aspx