“Fermiamo la guerra a Gaza”, mozione di Sel Palo

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Il consigliere Nunzio Cutrone ha protocollato la richiesta d'inserimento del punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale
“Fermiamo la guerra a Gaza, costruiamo la pace in Medio Oriente”. E’ la proposta di ordine del giorno (mozione) sottoscritta dal consigliere Nunzio Cutrone e che Sel Palo sottopone al consiglio comunale, al fine di aderire al Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani.
«La Striscia di Gaza – si legge nel testo – da settimane è colpita da una spaventosa aggressione militare da parte di Israele. Le immagini che ci arrivano sono atroci ed incidono sulla nostra stessa esistenza in quanto parte di un’umanità sensibile alle sofferenze dei nostri simili. Troppe le vittime innocenti fra i civili palestinesi, la cui unica colpa è quella di essere nati in quel martoriato angolo di mondo. Dall’inizio dell’offensiva israeliana ad oggi si contano più di 1850 morti, 9400 feriti, 520mila sfollati. Molti morti e feriti sono bambini e donne e il macabro conteggio non sia arresta col passare dei giorni. Gaza è sola, il massacro dei suoi abitanti è intollerabile e disumano. La sproporzione delle vittime fra le due parti, 64 militari e 3 civili israeliani, fa ritenere senza ombra di dubbio che non si è in presenza di due eserciti che si fronteggiano, quanto piuttosto all’aggressione di una potenza militare contro una intera popolazione civile: non è una guerra, ma un attacco feroce contro l’inerme popolazione gazawi condotto da una delle forze armate più potenti del mondo. La Striscia di Gaza è stata dichiarata da Israele zona militare ed è vietato l’accesso a chiunque, i civili sotto attacco non hanno vie di fuga, di fatto sono rinchiusi in una prigione a cielo aperto.
La popolazione di questo lembo di terra è ridotta a vivere senza elettricità, senza acqua potabile, gli alimenti cominciano a scarseggiare e c’è penuria di farmaci, indispensabili per curare e tentare di salvare le migliaia di feriti, talvolta Israele impedisce persino che vengano soccorsi colpendo con bombe che piovono dall’alto ambulanze e personale di assistenza. L’Europa intera ha conosciuto nella storia recente l’Olocausto, il tentativo di sterminio di un popolo attraverso la deportazione e l’uccisione collettiva di milioni di ebrei d’Europa e in virtù di quel che la Storia ci ha insegnato abbiamo il dovere oggi di non essere silenziosi ed indifferenti di fronte a questo nuovo tentativo di sterminio di un popolo.
Il mondo intero non può ignorare questa tragedia e deve reagire di fronte a questa esecrabile aggressione che ha lo scopo oramai non tanto velato di conquistare quel poco di terra rimasta ai palestinesi e annetterla allo stato di Israele.
Il conflitto in atto in Medio Oriente dura da più di 60 anni e ha prodotto drammatiche e devastanti conseguenze, è tempo di ricordare che la pace è un diritto fondamentale dei popoli che deve essere riconosciuto e richiesto a gran voce in tutto il mondo.
Il Papa ha esortato i cattolici a trovare “il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace”. Essere umani significa stare dalla parte degli oppressi e dei più deboli, l’oppressione e la sopraffazione implicano la perdita del senso stesso dell‘anima umana, dobbiamo restare umani e per questo si chiede all’Italia, all’Unione Europea e all’Onu di agire con determinazione, efficacia e lungimiranza per:
a) Imporre l’immediato cessate il fuoco e rendere possibile l’apertura di canali umanitari per portare aiuto e soccorso alla popolazione palestinese duramente colpita;
b) Lo stop all’accordo di cooperazione militare con Israele e la forniture militari come fatto dalla Spagna e la Gran Bretagna (l’Italia è oggi il maggior esportatore dell’U.E. di sistemi militari e di armi leggere verso Israele);
c) La fine dell’embargo nei confronti della Palestina da parte d’Israele;
d) Il rispetto da parte d’Israele delle risoluzioni delle Nazioni Unite;
e) Proteggere la popolazione della Striscia di Gaza e revocare lo stato di assedio;
f) Dispiegare una forza d’interposizione internazionale dell’Onu nella Striscia di Gaza con il reale e fattivo coinvolgimento dell’Unione Europea;
g) Definire un piano per mettere fine a ogni forma di violenza, all’occupazione militare e giungere ad un accordo di pace giusto e duraturo.
Porto all’attenzione di questo consesso che Comuni, Provincie e Regioni possono contribuire ad alleviare le sofferenze delle vittime innocenti del conflitto, difendere i diritti umani, promuovere il riconoscimento, il dialogo e la comprensione reciproca, ricostruire la fiducia e la speranza nella pace, sostenere i palestinesi e quanti fra gli israeliani che credono e lavorano per la pace e la riconciliazione tra i due popoli, sollecitare l’impegno politico dell’Unione Europea e dei suoi membri.
Esistono numerose iniziative di solidarietà, cooperazione e diplomazia, come il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani in Medio Oriente, a livello nazionale ed europeo;
Pertanto chiedo di:
a) Aderire al Programma nazionale “100 città per la pace in Medio Orinete” e alla Rete Europea degli Enti Locali per la pace in Medio Oriente in modo che l’azione sia sempre più efficace, continua, strutturata e coordinata, a livello nazionale ed europeo;
b) Aderire e organizzare la partecipazione alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fraternità del 19 ottobre 2014;
c) Aderire al progetto “Natale di pace a Betlemme” che prevede l’organizzazione di una Missione di pace in Medio Oriente che si svolgerà dal 20 al 27 dicembre 2014 con una delegazione composta dai rappresentanti di 100 città italiane;
d) Contribuire al fondo nazionale di solidarietà con le vittime di Gaza promosso in collaborazione con la Caritas di Gerusalemme, versando un contributo in base alle disponibilità di bilancio. Israele non fermerà l‘assedio e la brutale occupazione fino a quando l’Europa non assumerà una ferma posizione e dirà “basta”. E‘ importante che questo consiglio comunale si unisca a tanti altri consigli comunali d’Italia e faccia sentire forte la sua voce nella richiesta all’Italia e all’Europa di porre fine a questo crudele assedio. Solo la pressione degli stati civili e democratici può portare in questa striscia di terra di 360 kmq pace e il rispetto dei diritti umani.
E’ in corso il semestre europeo di presidenza italiana, è dovere dell’Italia dire “basta” a questo assedio.
Restiamo umani».
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