Effetti della nuova PAC sull’olivicoltura locale, se ne discute stasera all’Oleificio Cooperativo

La Redazione
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Incontro informativo a partire dalle 17. Tra gli indicatori possibili per la quantificazione degli aiuti comunitari alle aziende agricole, il presidente Mastandrea "preme" per l'opzione VA (Valore Ambientale)

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Il processo di riforma della PAC rappresenta un’importante opportunità per l’agricoltura europea. Da un lato la redistribuzione degli aiuti dovrebbe riequilibrare le disparità esistenti, d’altra parte ciascuno Stato membro tenderà a negoziare la distribuzione che permetta un adeguato sostegno dell’agricoltura nazionale.
Gli effetti della riforma avranno notevoli conseguenze anche a livello regionale e nei diversi settori dell’agricoltura europea, ed in particolare dell’olivicoltura bitontina.
«Da una prima analisi degli indicatori che saranno utilizzati a livello nazionale (Superficie Agricola Utilizzata, Produzione Lorda Vendibile, Valore Ambientale), per la ripartizione degli aiuti, la Puglia risulterebbe notevolmente penalizzata dalla scelta del rapporto pagamenti diretti per SAU quale indicatore per la redistribuzione degli aiuti, sia perché in Puglia il rapporto è più elevato della media nazionale, sia perché il massimale di aiuti concesso all’Italia sarebbe ridotto», questa la presa di posizione dell’assessore all'agricoltura Domenico Incantalupo.
Sulla questione interviene il presidente dell’Oleificio Cooperativo “Cima di Bitonto”, Pasquale Mastandrea: «La riforma della PAC, che entrerà a regime l’anno prossimo, comporterà uno stravolgimento dell’impostazione degli interventi contributivi di sostegno all’agricoltura. Ci saranno pesanti ripercussioni sull’economia di importanti settori agricoli, che rischiano di diventare disastrose se le scelte nazionali che dovranno dare attuazione a diversi profili della PAC non ne ridurranno gli effetti distorsivi. Tra le regioni che più delle altre subiranno riduzioni degli aiuti diretti vi è proprio la Puglia e, al suo interno, il rischio maggiore lo corrono proprio le colture di eccellenza ad alto impiego di manodopera, tipiche del nostro territorio, con possibili abbattimenti anche del 75 per cento degli interventi comunitari».
Secondo Mastandrea, gli indicatori di sintesi adottabili a livello comunitario o nazionali potrebbero risultare non idonei a conseguire una distribuzione equa ed efficiente degli aiuti a livello provinciale, laddove, invece, occorre adottare criteri decisionali mirati alla valorizzazione dei comparti agricoli chiave per lo sviluppo della Regione.
Di tutto questo si discuterà nell’incontro informativo “Riforma della PAC 2014/2020: analisi delle proposte e impatti sul territorio“, che si terrà nella sede dell’Oleificio Cooperativo “Cima di Bitonto” in via Modugno, questo pomeriggio alle 17. Interverranno qualificati relatori, che affronteranno la questione in vista della seduta del Consiglio regionale prevista per martedì 22 luglio, che avrà l'argomento all’ordine del giorno.

Il presidente dell'Oleifico cooperativo "Cima di Bitonto" mette in evidenza i possibili effetti della riforma PAC derivanti dalla scelta di diversi indicatori (SAU, PLV, VA e ULA) sulla ripartizione degli aiuti a livello nazionale e soprattutto regionale. La Puglia risulterebbe notevolmente penalizzata. In particolare, se venisse adottato il rapporto pagamenti diretti per SAU quale indicatore per la redistribuzione degli aiuti concessi alle aziende, a soffrirne di più sarebbero quelle del Foggiano. Se invece venisse adottato il parametro VA, sarebbero premiate le agricolture del Barese e del Brindisino.

«La riforma della PAC eserciterà influenza indiretta anche sulla distribuzione degli aiuti a livello settoriale, ed è dunque importante che nel dibattito per la redistribuzione degli aiuti siano considerati i punti di forza del settore agroalimentare», conclude Mastandrea.

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