Damascelli: «Assurdo non chiedere scusa alla città. Il consiglio comunale non è il dopolavoro»

© BitontoLive.it (Viviana Minervini)
La polemica a colpi di post facebook continua. Il capogruppo di Forza Italia replica alle difese di Abbaticchio e Fioriello
La seduta di consiglio comunale andata deserta venerdì mattina – la terza in due mesi – continua a tenere banco. Ieri vi abbiamo riportato il primo post polemico di Domenico Damascelli e le repliche del sindaco Michele Abbaticchio e del consigliere di maggioranza Giuseppe Fioriello. Oggi Damascelli ribadisce il suo dissenso: «La politica è cosa seria».
«Mi rammarica veramente tanto constatare che non si sia ancora compreso che il Consiglio Comunale non è l’assemblea del circolo del dopolavoro, ma la massima assise istituzionale di una città, che può essere convocata e aggiornata non secondo desideri, capricci e umori, ma soltanto nel rispetto delle regole e in base a determinate norme contemplate nel Regolamento del Consiglio Comunale, nello Statuto del Comune, nel Testo Unico degli Enti Locali e nella Legge.
Un Consiglio Comunale convocato o aggiornato non può assolutamente essere spostato ad altra data prima dell’insediamento della seduta che, per essere valida, deve raggiungere il numero legale. Ciò che, ahimè, non si è verificato né venerdì né in precedenti convocazioni.
Pertanto, è una autentica falsità affermare che era possibile “concordare una nuova data”, sarebbe stato un atto in palese violazione della Legge e del Regolamento comunale e, quindi, inaccettabile.
Sia chiaro una volta per tutte. Non desideriamo essere “chiamati” per sentirci chiedere di condividere diserzioni di Consigli con accordi di natura non ufficiale e con evidente inosservanza della Legge. Questo è quello che ci è stato proposto e che noi non abbiamo condiviso.
A proposito di costi pubblici e sprechi da evitare. Undici dipendenti pubblici (8 consiglieri e 3 funzionari comunali) per poter partecipare all’appello non hanno raggiunto le loro postazioni lavorative negli enti pubblici in cui sono impiegati sin dall’orario solito di inizio giornata, ma solo successivamente.
In quelle ore avrebbero potuto produrre svolgendo l’attività cui sono preposti o deliberando provvedimenti se il Consiglio si fosse tenuto, ma, non per colpa loro, non si è verificato né il primo, né il secondo caso.
All’azienda esterna, cui il Comune affida il servizio di registrazione, sbobinatura e stesura dei verbali del Consiglio Comunale sarà regolarmente corrisposto il relativo pagamento della prestazione anche per la seduta andata deserta.
Ma oltre alle regole, che gli amministratori pubblici devono essere i primi a rispettare perché devono necessariamente dare l’esempio, c’è anche un minimo di buon senso. Da tali episodi, però, si evince che, purtroppo, ancora non si sono compresi l’alto valore e la sacralità delle istituzioni e non si sente il peso della responsabilità conferita dai cittadini.
Soltanto due settimane fa, si disertava il Consiglio Comunale per partecipare a una manifestazione elettorale a Bari.
Qualche giorno fa, tale iniquo e irresponsabile gesto si è nuovamente ripetuto, questa volta però, dicono gli assenti, affinché si potessero soddisfare impegni di natura personale.
Un pensiero viene spontaneo.
È assurdo che anziché chiedere scusa alla città, richiamare gli Amministratori poco diligenti e invitarli a svolgere il proprio dovere, assumendo atteggiamenti responsabili e rispettosi, ci si impegni in una inopportuna e assurda difesa di atti e comportamenti deleteri per la comunità che, invece, vanno censurati».
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