Riduzione Tari, il Pd di Mariotto: «Chi differenzia paghi di meno»

La Redazione
Raccolta differenziata

Il Partito Democratico invoca uno "sconto" non ragionieristico nel calcolo della tariffa sui rifiuti per le frazioni e il centro storico, dove da 6 anni viene sperimentata la raccolta differenziata porta a porta

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Con la legge di stabilità 2014 è stata istituita la Iuc (Imposta unica comunale), composta da Imu, Tasi e Tari. Il legislatore ha demandato ai Comuni, in ragione della loro potestà (regolamentate dall'articolo 52 del decreto legge n. 446 del 1997), l'obbligo di integrare la disciplina della nuova imposta per definire, nel dettaglio, alcuni aspetti relativi alle singole componenti del tributo, in particolare per quanto concerne la nuova Tari (tassa sui rifiuti), che sostituisce la Tares, la cui applicazione è disciplinata dai commi 641-688 dell'art.1 della legge 147 del 2013.
Il circolo Pd di Mariotto, da sempre impegnato sulle tematiche ambientali, in particolare per quanto riguarda le buone prassi in tema di raccolta differenziata, chiede all'amministrazione un atto di coraggio e lungimiranza, adeguando finalmente i meccanismi di riscossione dei tributi in materia di servizio di raccolta dei rifiuti urbani, al principio "chi inquina paga", sancito dall'art. 14 della direttiva 2008/98/CE, che la stessa disciplina Tari richiama al comma 652.
Evitando di entrare per l'ennesima volta nel merito delle problematiche relative alla raccolta differenziata col metodo del porta a porta e degli eventuali interventi integrativi o di supporto e nella trepidante attesa dell'istituzione dell'Aro e dell'estensione del porta a porta al resto della città, riteniamo opportuno che l'amministrazione, nei regolamenti da emanare, tenga conto di prevedere opportune agevolazioni nella commisurazione della tariffa Tari, per quelle utenze domestiche che rientrano nell'ambito del progetto "sperimentale" di raccolta differenziata, residenti nel centro storico di Bitonto e nelle frazioni di Mariotto e Palombaio.
La possibilità di prevedere riduzioni nella modulazione della tariffa per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche, è prevista dal comma 658 dell'art.1, L.147/2013.
La volontà del legislatore italiano di sposare a pieno il principio europeo "chi inquina paga" si evince altresì dal comma 667, art.1 della L.147/2013 che prevede l'emanazione entro giugno, di un Regolamento (su proposta del Ministro dell'ambiente e della  tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro  dell'economia e delle finanze, sentita  la  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie locali) che stabilisca criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti  assimilati, svolto nelle forme ammesse dal diritto dell'Unione europea.
Nell'attesa del regolamento ministeriale, il comma 668 stabilisce però che i comuni, che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento di cui all'art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo della Tari. Sottolineiamo, inoltre, come la volontà di istituire meccanismi premiali verso le utenze che differenziano, era già stata enunciata dalla stessa amministrazione nell'art. 23 c. 4 del Regolamento Tares. 
Riteniamo quindi doveroso e improrogabile che il Comune di Bitonto si doti degli strumenti previsti, specie quelli relativi all'individuazione di criteri per stabilire in maniera puntuale la quantità di rifiuti prodotti dalle singole utenze assoggettabili all'imposta sui rifiuti, senza giustificare le eventuali mancanze ricorrendo, ancora una volta, alla futura costituzione dell'Aro, della quale sinora si è fatto solo un gran parlare e che molto spesso è servita per coprire lacune e ritardi sia di questa Amministrazione che della sua partecipata affidataria del servizio di raccolta rifiuti.
Nelle more dell’attivazione di tali strumenti, tuttavia, sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale desse finalmente un segnale positivo agli utenti del porta a porta, a parziale ristoro del maggiore impegno richiesto loro nello smaltimento dei rifiuti in questi 6 anni e quale premialità per i risultati comunque ottenuti in tale periodo, prevedendo nell’elaborando regolamento Tari una riduzione della tariffa in loro favore che, per il momento, prescinda dal calcolo puramente ragionieristico sulla percentuale di rifiuti differenziati smaltiti.
In conclusione, riteniamo che, prevedendo tariffe ridotte per i soggetti individuati e attuando meccanismi premiali delle buone pratiche ambientali e affiancando a questi le opportune misure sanzionatorie e discriminatorie rispettivamente per chi inquina e per chi non differenzia, si possa incentivare il ricorso alle modalità di raccolta differenziata porta a porta, aumentando così la percentuale dei rifiuti differenziati sul totale di quelli prodotti ed evitare altresì le sanzioni previste per i comuni meno virtuosi.

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