Istituto Maria Cristina, Bitonto in MoVimento accusa: «Opera demolitrice»

© n.c.
L'associazione punta l'indice contro gli enti istituzionali che avrebbero dovuto garantire un'utenza adeguata all'Asp, dopo la ristrutturazine costata 1 milione e mezzo di euro
Sulla spinosa vicenda dell’istituto Maria Cristina di Savoia, le cui sorti sono appese alla nomina del nuovo presidente, dopo le dimissioni dell’ex Giuseppe elia e di tutto il cda, interviene l’Associazione Bitonto in MoVimento.
In un comunicato, dal titolo “La velata soppressione della solidarietà”, l’assoziazione riassume la storia del Maria Cristina.
“Dopo l’ospedale – si legge nel comunicato – un’altra struttura storica della nostra città rischia di scomparire. Per quasi due secoli l’attività dell’ Istituto Maria Cristina di Savoia è stata rivolta a ridare una speranza a fanciulle con gravi disagi.
Nel 2008 è stata trasformata in Azienda Pubblica di Servizi alla persona, allargando la propria funzione sociale anche a ragazzi che hanno subito abusi e a rischio devianza.
Proprio a questo proposito, nel 2012 sono stati spesi 1,5 milioni di euro di soldi pubblici per ristrutturare le stanze che avrebbero dovuto accogliere questi bambini. Peccato che ad oggi, di tale utenza – che dovrebbe provenire da enti pubblici quali Regione, Provincia e Comuni – non vi sia traccia.
Inoltre, lo stato di agitazione ormai reiterato dei dipendenti, in attesa dello stipendio, e il consiglio di amministrazione decaduto da cinque anni e mai rinnovato, completano l’opera demolitrice”.
L’associazione Bitonto in MoVimento si rivolge poi all’amministrazione xomunale di Bitonto,con una serie di interrogativi: “Perché la politica da cinque anni non nomina un nuovo Consiglio di Amministrazione, ben sapendo che il vecchio, oltre che decaduto, è incapace di attuare politiche imprenditoriali? Perchè la politica regionale, provinciale e comunale non trasmette alla struttura l’utenza per la quale sono stati investiti tanti soldi pubblici? E perché 22 dipendenti con annesse famiglie a carico, devono subire le conseguenze della sciaguratezza della politica?
E come mai la politica, finché si è trattato di distribuire risorse pubbliche ed incarichi, presidiava l’istituto, mentre adesso che bisogna dimostrare sacrificio e capacità gestionali efficienti, non dimostra alcun interesse a rinnovare il direttivo?“.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare