Palo del Colle: Piano di Zona e voucher Inps, il commento del consigliere Sel Cutrone

Luciana Neglia
Nunzio Cutrone

“Se sono aumentate tutte le altre imposte, è mai possibile che l'amministrazione non riesca ad individuare un minimo di risorse per tutelare le fasce deboli dalla crisi che certamente non hanno prodotto loro?”

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Riceviamo e pubblichiamo le osservazioni del consigliere comunale Sel Palo, Nunzio Cutrone, in merito alle dichiarazioni dell’assessore Oronzo Panebianco  rilasciate a BitontoLive a margine dell’incontro di programmazione del Piano di Zona 2014-2016. Cutrone fa le sue precisazioni anche sul progetto “Buoni lavoro Inps”:

«L’assessore Panebianco lamenta che per il Piano sociale di Zona è stato chiesto al nostro Comune di partecipare aumentando le risorse da 50mila euro a 200mila euro, perché in questo modo si rischia di non riuscire a garantire il sostegno alle fasce disagiate. Eppure la spesa sociale del nostro Comune è passata, con la gestione Conte, da 1 milione 400mila euro del 2010 ad 1 milione di euro del 2013.

Nel contempo la pressione fiscale comunale è cresciuta: le entrate della fiscalità comunale sono passate da 4 milioni e 500 mila euro del 2010 a 9 milioni e 100 mila euro, su un bilancio complessivo di previsione 2013 di 11 milioni di euro. E i servizi resi alla cittadinanza arretrano. Ci chiediamo se il settore sociale, che ha subìto un taglio sostanziale (400mila euro), non meriti un aumento di risorse visto che è raddoppiato il flusso delle entrate ICI/IMU. Se è raddoppiato il flusso di entrate IRPEF, se è aumentato il flusso delle entrate TARSU/TARES e se sono aumentate tutte le altre imposte, è mai possibile che l’amministrazione non riesca ad individuare un minimo di risorse per tutelare le fasce deboli dalla crisi che certamente non hanno prodotto loro?

Infatti, per le esenzioni ed agevolazioni TARES sono previsti appena 40mila euro. Per i vaucher lavoro – ultimo spot dell’amministrazione – sono previsti appena 10mila euro, ossia nulla. Di contro verseremo entro il 24 gennaio la mini IMU, che si somma alle scadenze TARES, mentre rispetto al decreto dello stesso governo, l’aliquota sulla prima casa è stata aumentata e invece è diminuita quella sulla seconda casa, ossia dal 7,60 al 5,60 per cento.

Concludendo, in un periodo di forte disoccupazione e aumento della povertà generale come quello che stiamo vivendo, l’amministrazione Conte non rinuncia ad accollare l’equilibrio di bilancio sulle fasce basse e medio basse della opolazione palese, ricorrendo alla solita retorica del “non ci sono soldi”. E’ evidente che non solo la compagine governativa romana è inadeguata a governare questa terribile sciagura economica, ma nello stesso solco è anche quella locale. Per questo invitiamo i cittadini a non farsi abbagliare dalla propaganda elettorale e dagli spot di chi si contraddice nei fatti e nei risultati».

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