Luxuria a Bitonto per il suo nuovo libro: “Io ci credo ancora in un’Italia migliore”

Annarita Cariello
Luxuria a Bitonto per presentare il suo ultimo romanzo

L’ex parlamentare Vladimir Luxuria ha presentato ieri a Palazzo di Città il suo nuovo romanzo “L’Italia migliore”, per il ciclo Viaggi Letterari

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Ex onorevole, artista, conduttrice televisiva, autrice teatrale, inviata per “Quelli che.. il calcio”, scrittrice al suo 4° romanzo, ma soprattutto donna, a tutti gli effetti. Questo e molto altro è Vladimir Luxuria, nota al grande pubblico per il suo impegno per i diritti civili e politici e per la sorprendente vittoria allo show televisivo “L’isola dei famosi”. Una donna colta, che sa ridere degli altri e di sé stessa, e che si fa subito perdonare per il ritardo del suo arrivo, apprezzando la Sala degli Specchi di Palazzo di Città e soprattutto il suo arredamento, “pensa a quanti orecchini si potrebbero fare da quel lampadario?”.
Una donna che, come ci ha raccontato tramite aneddoti, storielle, fatti realmente percepiti e vissuti sulla sua pelle, sempre con quello stile leggero e autoironico che la contraddistingue, ha vissuto molte esperienze diverse, tutte, in qualche modo, riversate nei suoi romanzi.  “L’Italia migliore”, l’ultimo dei suoi 4 libri, sembrerebbe, in questi tempi di crisi sociale ed economica, quasi un titolo ironico, sicuramente antifrastico, come l’ha definito la professoressa del Liceo Scientifico "Galileo Galilei", Raffaella Pice, che ieri ha dialogato con l’autrice.

L’Italia raccontata nel libro, così come quella che viviamo attualmente, non ci sembra affatto un Italia migliore, poiché dominano, nel libro e purtroppo anche nella realtà, il cinismo, la ricerca di un successo facile, le raccomandazioni, l’arrivismo a tutti i costi. Luxuria però conserva, come più spesso ha ripetuto nel corso della serata, quel sano ottimismo che la porta ancora a credere che possa esistere un’Italia migliore. “Abbiamo scelto questo titolo proprio perché disattende le aspettative dei lettori. Si parla di una trasmissione televisiva, un docu-reality, in cui la protagonista del libro, Marilupa, guida sei personaggi alla ricerca del consenso del pubblico. Eppure si parla del buono, del lato positivo di questa Italia, perché questi sei personaggi diventano famosi proprio per i loro gesti eroici, per gli atti di solidarietà e di bontà fatti, non per fama, ma col cuore”. Luxuria dunque, in maniera molto originale, va a ripescare fatti di cronaca, realmente accaduti in Italia, che raccontano episodi di ordinario eroismo. “Il bene resta sempre meno seducente, rispetto al male. Eppure esistono realmente i buoni sentimenti, la solidarietà, la generosità, ispirata a fatti veri, ai quali spesso i giornali dedicano solo un trafiletto”.
Un romanzo di formazione, però, come l’ha definito giustamente la professoressa Pice, perché mentre i sei personaggi sconosciuti, man mano che diventano famosi al grande pubblico, cominciano a diventare sempre più avidi di denaro e disposti a competere tra di loro per il premio finale, Marilupa, la cinica, arrivista e facilotta presentatrice, fa un viaggio con loro e dentro di sé, ma al contrario. Comprende che la vera ricetta del successo non si può trovare nel sesso, nella cocaina, nel concedersi ad uomini senza scrupoli pur di comparire in televisione; ma solo attraverso l’analisi della propria infanzia, sporcata da una violenza subita, riuscirà a trovare la vera strada per la felicità.

E sul finale l’ex parlamentare non vuole esprimersi, “lascio sempre un finale aperto, in cui tutto è possibile. Perché capisco che stiamo in un periodo in cui c’è ben poco per cui essere ottimisti. So che è un periodo difficile, soprattutto a livello di sfiducia verso le istituzioni, eppure continuo a credere in un’Italia migliore. Questa per me è già un’Italia migliore, in cui, rispetto al passato, c’è maggiore comprensione nei confronti delle minoranze e delle diversità”.
A chi le chiede qual è la ricetta per riuscire ad avere, finalmente, un Italia migliore, Luxuria risponde che “bisognerebbe partire dalla politica e dall’ammodernamento delle istituzioni. Devono smetterla di essere chiuse in sé stesse, come baroni in una torre d’avorio, lontani dal malcontento della società, ma devono agire con leggi nuove, più giuste”. E’ possibile davvero, allora, credere in un’Italia migliore?  Luxuria non ha dubbi: “L’Italia migliore è una nazione non cinica, ma solidale. L’Italia migliore è quella in cui un giorno non si discriminerà più nessuno per il colore della pelle o per la sua identità sessuale, ma solo per la sua disonestà o per l’attitudine alla violenza. L’Italia in cui nessuno più sarà costretto a fuggire dal proprio paese per il suo orientamento sessuale o perché non trova lavoro, ma solo per scelta. L’Italia in cui trionferà la meritocrazia, e non il sistema delle raccomandazioni. Allora sì che avremo tutti un’Italia migliore”.

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Commenti

  • anonimus . (utente non verificato)

    L’Italia sarà un posto migliore quando la smetteremo di mettere confini geografici sulle cartine e quando sulla terra esistera’ un’unica nazione chiamata “mondo”.