Personale di Tina Rucci al Museo Archeologico. Ieri il vernissage

© Tina Rucci
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 dicembre. Presentazione in prosa e musica, con l'attrice Rossella Giugliano accompagnata dal flauto di Vincenzo Mastropirro
Tocchi leggeri di pittura su tela. Contrasto di forme, volumi e colori. E’ stata inaugurata ieri sera la rassegna pittorica intitolata “…così ho amato la mia terra”, realizzata dall’artista Tina Rucci. Alla manifestazione di apertura della mostra ospitata dal Museo Archeologico di via Mazzini, a Bitonto, è intervenuta l’attrice Rossella Giugliano in una coinvolgente lettura poetica, accompagnata dalle note di flauto del musicista Vincenzo Mastropirro. Ad omaggiare l’artista bitontina, la declamazione di alcune lettere firmate Frida Kahlo, pittrice messicana, che in quei sui scritti raccontava gli esordi della sua carriera espressiva.
Un parallelo ardito con la pittrice bitontina Tina Rucci, che fin da piccolissima ha sempre nutrito grande interesse per tutto ciò che “si poteva riprodurre con un foglietto di carta e una matita”. Ha impostato le basi del disegno e del chiaroscuro all’età di dodici anni, approfondite poi con le tecniche ed esperienze regalatele dagli studi artistici di Firenze. Oggi vive e lavora a Palombaio, anche se ama passare la maggior parte dell’anno nella sua casa affacciata sul mare in Salento, “nel punto più magico e dove il mare è più bello e ancora più ispirante”.
“La mia pittura è la sintesi della mia meridionalità. In essa trasmetto i profumi che mi colgono nelle primavere, negli autunni, nei tramonti con i suoi colori struggenti e a volte malinconici, tipici del giorno che muore. Sono grata alla vita perché mi ha fatto assaporare le bellezze del mondo che, attraverso la mia arte, ho potuto conservare e trasmettere, a mia volta, agli altri”. Con queste parole Tina Rucci ha voluto presentare la sua ultima mostra di richiamo impressionista, che vede oliati su tela il colore intenso del mare, la selvaggia bellezza dei campi della sua Murgia, la vitalità dei cavalli armoniosi nelle loro andature eleganti, gli ulivi sfiorati dal vento, l’espressione di un corpo nudo.
“Ora amo dipingere senza i contorni netti di una volta, che tagliavano gli oggetti che ritraevo. Ora essi sono più dolci, offuscati da un leggero velo di malinconia. E’ così che ho amato e amo ancora la mia terra e la mia arte”, conclude l’artista.
La manifestazione si è conclusa con i ringraziamenti giunti dal professor Nicola Pice che ha onorato l’impressionista bitontina: “Questa iniziativa era un atto dovuto nei confronti di una vera artista che, con questo amore per la vita, ha disegnato e disegnato, per giungere a costruire e ad esprimere l’armonia del proprio mondo interiore, senza mai sentirsi indifferente alla realtà circostante. Una pittura che, col muto linguaggio dei colori, dà voce ad immagini che sono scandite in ritmi compositivi dal gioco della luce e si rivelano un modo di amare intensamente la propria terra”.
Sarà possibile visitare la mostra, aperta gratuitamente al pubblico fino al prossimo 28 dicembre, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e il martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 18 presso il Museo Archeologico Fondazione De Palo-Ungaro di Bitonto.
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