Matteo Renzi stravince anche a Bitonto e Mariotto, con il 60 per cento dei voti

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Pubblichiamo la nota di Emanuele Pinto, membro del comitato locale che ha sostenuto la candidatura del sindaco di Firenze alle primarie
Non ha vinto, ha stravinto. Matteo Renzi è il nuovo segretario del Pd. I risultati delle primarie, anche se non ancora definitivi, gli conferiscono quasi il 70% delle preferenze degli oltre 2 milioni di elettori andati a votare nelle 8mila sezioni del partito. E consentono al sindaco di Firenze di doppiare gli altri due candidati: Gianni Cuperlo, fermo al 18%, e l'outsider Pippo Civati, al 13.
«Oggi non finisce la sinistra, finisce una classe dirigente», ha dichiarato Renzi nel suo primo discorso da segretario, davanti ai sostenitori che lo acclamano a Firenze. «Finisce una classe dirigente che ha fatto la sua parte. Ma che ora si deve fare da parte», ha aggiunto. E subito ha messo in chiaro: «Niente inciuci. Forse qualche politico neocentrista di lungo corso aveva tenuto in serbo una bottiglia per brindare, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum. Ma stasera quella bottiglia gliel'abbiamo mandata di traverso».
A Bitonto e Mariotto, Renzi ha incassato il 60 per cento dei consensi. Un risultato commentato a caldo da Emanule Pinto, membro del locale Comitato pro Matteo Renzi: «Giornata storica e risultato strepitoso. Il vero PD nasce finalmente oggi, perché oggi è stato liberato dalle secche in cui lo aveva condannato una classe dirigente dimostratasi a dir poco incapace. Con Renzi abbiamo cambiato verso al PD e all’Italia e siamo consapevoli aver scritto un pezzo di storia del nostro Paese, con in più l’orgoglio di averci visto giusto sin dall’inizio!
Da domani il PD non sarà più il partito di alcuni, ma sarà un partito nuovo, inclusivo, rispettoso, credibile ed in grado di lavorare non per se stesso, ma per il Paese tutto.
Sarà il PD della gente del PD. I numeri così eclatanti sono un giudizio senza appello nei confronti dell’apparato. Anche a Bitonto, Mariotto e Palombaio quel 60% a favore di Renzi pesa come un macigno sulla testa della segreteria cuperliana e dimostra, ove mai ve ne fosse stato bisogno, che la classe dirigente costruita con le tessere non corrisponde mai al consenso spontaneo delle urne: i tanti sostenitori che hanno giustamente preso le distanze dalle logiche folli del tesseramento selvaggio, oggi legittimamente e con forza rivendicano il diritto di cittadinanza in questo PD.
A Bitonto si tratta dell’ennesimo segnale che la Città lancia alla dirigenza del partito affinché abbandoni la logica del riciclo per abbracciare quella della discontinuità. Spero che da quest’ultimo schiaffo ricevuto dai cittadini chi davvero tiene le redini del partito riesca a trovare, non dico il coraggio, ma almeno l’umiltà per una reale inversione di rotta. Penso che il voto di oggi sia l’ultima opportunità che la gente ha deciso di concedere a questo PD».
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