A tu per tu con… Lazzaro Lomuscio

© bitontolive
Passione, voglia di non mollare mai nemmeno in allenamento, amore per Bitonto: le doti del talentuoso trequartista neroverde
Se al suo esordio, davanti ad un nuovo pubblico e con dei nuovi compagni di squadra, un calciatore si presenta servendo due assist simili ma di pregevole fattura, che si dimostrano poi decisivi ai fini del risultato finale, vuol dire che ci si trova di fronte ad un giocatore non solo bravo, ma con in più i colpi da campione. Ottimi tocchi di classe, dribbling, corsa e capacità superba di mettere i propri compagni da soli davanti al portiere permettendo poi loro di segnare, a raccontarsi in un intervista per i lettori di BitontoLive questa settimana è Lazzaro Lomuscio, trequartista classe 1995, che di giocata in giocata sta conquistando tutta la stima della tifoseria neroverde.
Lei fa reparto con gente del calibro di Modesto, Nicola Roselli e Terrone. Ha provato un po’ di timore al suo esordio? Che effetto le fa ora giocare con loro?
Ad essere sinceri all’inizio mi sentivo un po’ spaesato, visto che comunque giocavo con colleghi dalla carriera come la loro, però giocando partita dopo partita sono riuscito a superare la paura.
Finora è stato schierato esterno nel tridente a supporto della prima punta. Si vedrebbe bene anche come trequartista alle spalle della punta?
Personalmente mi vedrei meglio nel ruolo di trequartista, anche se giocando da esterno mi trovo ugualmente bene.
Campionati come la Promozione senza dubbio vanno stretti a società come con una storia come quella del Bitonto. Ma un calciatore quanto può imparare giocando in queste categorie inferiori?
Per quanto possa essere una categoria inferiore, personalmente credo ci sia tanto da imparare, in quanto la sto vivendo sulla mia pelle e poi perché è il primo anno che gioco con gente più grande di me.
Come vive le ore che precedono una partita? Ha dei riti scaramantici?
Sono abbastanza tranquillo e ciò deriva dal fatto che prima della gara guardo i miei compagni e devo dire che anche loro sono molto tranquilli. Per il resto non ho alcun rito scaramantico.
Spesso in campo la vediamo essere ripreso dai propri compagni su determinati movimenti. Per quanto siano tutti consigli di cui fare tesoro, nel momento in cui si gioca la innervosiscono un po’?
Devo ammettere che inizialmente mi innervosivano molto. Ora ho imparato comunque a saper gestire il tutto anche perché con la tensione agonistica che c’è in campo si tende sempre un po’ ad esagerare, però bisogna accettare tutto, sia i rimproveri sia i consigli.
Dopo essere passato a pochi istanti dal goal in più occasioni, contro il Cellamare è finalmente riuscito a sbloccarsi segnando tra l’altro il goal vittoria. Cosa ha provato nel momento in cui ha visto la palla entrare in rete?
In quell’istante ho provato un entusiasmo grandissimo, sia perché avevo realizzato il goal vittoria e sia perché con quel goal credo di essermi sbloccato definitivamente dal punto di vista psicologico.
Uomo assist e titolare inamovibile, sono una bella dose di fiducia per un ragazzo della sua età. Non si corre però il rischio di cadere nella presunzione di sentirsi ormai già arrivati e quindi cominciare a giocare con sufficienza?
Penso che per chi fa questo sport, molto importante è il non rilassarsi nemmeno un attimo, perché da un momento all’altro c’è sempre qualcuno pronto a raccogliere quanto tu lasci per strada.
A chi dedica i suoi goal?
Generalmente i miei goal più che dedicarli li faccio per la squadra, anche perché non ho alcun tipo di dediche particolari per le mie reti.
Essendo uno dei più giovani in campo, prova timore nel dover affrontare avversari che invece sanno come metterla in difficoltà dall’alto della loro esperienza?
No. Non provo alcun timore. Credo che il valore dl giocatore si veda in campo e non fuori, perché spesso ciò che c’è scritto sulla carta non corrisponde con la realtà che emerge nei novanta minuti.
Le piacerebbe che Bitonto diventasse anche il prossimo anno tappa importante per la sua crescita calcistica?
Certo. Mi piacerebbe molto restare a Bitonto anche il prossimo anno. Mi trovo benissimo qui e questo è frutto dell’ottimo gruppo di cui faccio parte.
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