A tu per tu con… Matteo Naglieri

Danilo Cappiello
Matteo Naglieri

Umiltà, lavoro e famiglia: gli ingredienti giusti per poter fare bene e raggiungere grandi risultati

0 commenta

Quando in campo tra gli undici titolari si nota che è schierato anche un under, si potrebbe subito pensare che sia privo di esperienza, che sia fortemente condizionato dalla paura di sbagliare, che non sappia farsi valere contro il suo diretto avversario e che non abbia la furbizia del veterano per non perdere la concentrazione in momenti cruciali del match.  Lui no.
Possente, duro agonisticamente, sempre deciso e decisivo in ogni suo intervento difensivo, Matteo Naglieri, roccioso difensore centrale classe 1995, si racconta in un’intervista per i lettori di Bitontolive, dove parla della sua esperienza in D, del suo senso del dovere, e delle sue ambizioni a Bitonto, dove si sta mettendo in mostra  con una serie di prestazioni esaltanti, tant’è che vederlo uscire sconfitto dall’uno contro uno col suo diretto avversario è praticamente utopia.

A soli 17 anni può già vantare un’esperienza in D con la maglia del Trani. Che ricordo ne ha?
Dal punto di vista personale è stata senza dubbio una bella esperienza, coronata da quindici presenze da titolare. Dal punto di vista calcistico invece è stata l’opposto in quanto la squadra prima è retrocessa, e poi è stata vittima del fallimento societario.

Avendo giocato in categorie superiori, non si corre il rischio di sentirsi già “arrivati”?
Sì, il rischio c’è, ma guai a sentirsi già arrivati. L’unica cosa importante è l’impegno costante in tutti gli allenamenti, perché è tutta esperienza che entra a far parte del  proprio bagaglio.

C’è un giocatore che ha assunto come modello in campo?
Come modello da seguire prendo Alessandro Nesta, per le sue capacità fisiche, per la sua caparbietà e il suo senso della posizione.

Domenica scorsa avete giocato con un arbitraggio alquanto discutibile. Quanto è difficile non perdere la concentrazione e mantenere la calma in certe situazioni?
Anche se difficile, importante in quei momenti è non perdere la calma e restare sereni, altrimenti si corre il rischio di cadere in una delle trappole dell’ingenuità, andando poi a compromettere tutta la gara.

A chi dedica i suoi goal?
Se dovessi segnarne uno, in primis lo dedicherei a mia nonna, che è venuta a mancare pochi giorni fa. Poi li dedicherei alla mia famiglia e alla mia ragazza.

Vista la sua giovane età, sente più pressione o timore nel dover marcare un giocatore con grande esperienza che sa come farsi rispettare in area di rigore?
Sì, la pressione la sento, ma con l’esperienza riesco a ben gestirla facendo in modo che prevalga sull’ansia.

Come vive le ore che precedono una partita? Ha dei riti scaramantici?
No, non ho riti scaramantici. Prima di ogni gara mi piace sempre avere il maggior numero di informazioni possibili sulle caratteristiche degli avversari che andremo ad affrontare in campo.

Quanto la condiziona un cartellino giallo? E quanto le da fastidio essere ammonito per un fallo che in realtà non meritava il giallo?
Un cartellino giallo preso nei primi minuti, condiziona molto l’andamento della partita. La cosa fondamentale è giocare senza pensarci e rimanere concentrati al massimo. Quando invece il cartellino giallo è del tutto gratuito, la cosa ti fa innervosire molto, specie se l’errore è grossolano, ma la calma è la caratteristica principale per superare tutto.

Che rapporto ha con i suoi compagni di squadra?
Ho un ottimo rapporto. Cerco sempre di ascoltare i consigli di tutti, specie se giungono da persone che alle spalle hanno una lunga carriera, per farne tesoro affinché si commettano sempre meno errori in futuro.

Quali sono le sue ambizioni, presenti e future, con la maglia neroverde?
Personalmente sono legato fortemente a questa squadra e a questa società, ci tengo molto visto che è la squadra della mia città. Tengo molto anche a fare bella figura qui e a dimostrare a tutti qual è il mio reale valore. Per quanto riguarda la stagione in corso, speriamo di continuare su questa strada e di fare sempre meglio.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!