A tu per tu con… Vito Michele Zaccaro

Danilo Cappiello
Vito Michele Zaccaro

Il difensore neroverde si racconta in un'intervista per i lettori di BitontoLive: le rivalità storiche, la grande esperienza, le ambizioni future

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Che sia contro un attaccante di vecchia data o un under alle prime armi, non lo si è mai visto perdere la concentrazione, e ogni suo intervento difensivo è privo di qualsiasi sbavatura. Elegante, ordinato, allenatore in campo nel reparto difensivo, Vito Michele Zaccaro, difensore centrale classe 1980, già noto alla piazza bitontina per i suoi trascorsi in maglia neroverde in serie D dal 2004 al 2006, è il muro della difesa bitontina. Con grande attenzione guida tutti i suoi compagni di reparto nei giusti movimenti e con i tempi giusti, andando sempre ad azzerare qualsiasi tentativo d’attacco da parte della squadra avversaria.

Nella sua carriera, prima di indossare la maglia neroverde ha vestito quella del Corato, “rivale storica” del Bitonto. Che sapore ha avuto per lei la sfida di Coppa Italia proprio contro il suo… passato?
A Corato è stata senza dubbio una bella annata, coronata anche da tanti successi arrivati a fine stagione. Poi però nel calcio tutto inizia e tutto finisce. Ora penso al bene del Bitonto e sono contento per come è andata la doppia sfida di Coppa Italia contro la mia ex squadra.

Nel reparto difensivo è quello con più esperienza, e sembra essere il punto di riferimento dei suoi compagni. Quanto sente questa responsabilità?
La responsabilità per certi aspetti la sento, vista anche la mia esperienza, ma non mi faccio condizionare molto. Quello che posso fare è dare dei consigli su come si sta in campo ai ragazzi più giovani.

A questo punto della sua carriera, sente di aver ancora da qualcosa da imparare? E che voto si da come “insegnante” dei ragazzi più giovani?
Ogni giorno c’è sempre da imparare per migliorarsi, soprattutto dal punto di vista tattico. Molto importante è imparare anche dai giovani stessi. Come insegnante il giudizio lo lascio a loro. Ripeto, io mi limito a dare consigli, sperando che vengano ascoltati affinché possano ottenere, in futuro, grandi risultati.

Come vive le ore che precedono una partita? Ha dei riti scaramantici?
Nelle ore che precedono una gara sono abbastanza tranquillo. Circa un’ora e mezzo prima del fischio d’inizio mi concentro molto sul match e su quello che ci sarà da fare in campo. Non ho nessun rito scaramantico.

A chi dedica i suoi goal?
Premetto che non ne ho ancora segnati. Se dovessi segnare li dedicherei specialmente ai miei figli, facendolo magari con una bella doppietta.

“E’ un giocatore che ormai ha dato tutto, è il momento che si faccia da parte”: che effetto le fanno frasi del genere?
Personalmente me le lascio scivolare addosso, credo che siano i risultati a parlare per me e per la squadra. Spesso sugli spalti ci si dimentica che in campo si entra in 11.

C’è un giocatore che in questi anni ha assunto come modello?
Sì. Da ragazzino ho sempre ammirato Paolo Maldini, come giocatore ma soprattutto come uomo.

Lei fa parte della “ vecchia guardia” di questa squadra e ha visto passare molti giocatori da Bitonto. Qual è il suo giudizio sul gruppo di quest’anno?
E’ senza dubbio un buon gruppo, e noi “ grandi “ sappiamo e speriamo di essere utili per i ragazzi, affinché assumano una maturità calcistica importante. I mezzi per fare bene quest’anno ci sono tutti e chiunque un domani dovesse arrivare è ben accetto, purché contribuisca in maniera positiva alla causa neroverde.

La sua carriera l’ha messa di fronte a periodi felici come questo, ma anche a momenti bui. Come si affrontano dal punto di vista mentale, più che fisico, i periodi in cui tutto gira storto?
E’ in quei momenti che bisogna tirar fuori il carattere, essere uomini e trasmettersi l’un l’altro una grande cattiveria agonistica. L’importante è mantenere comunque una certa serietà in quei momenti, perché se si commettono degli errori, vuol dire che qualcosa non va e quel qualcosa va rivisto.

Se l’aspettava una partenza così esaltante? E quali sono le sue ambizioni per questa stagione?
Sinceramente no. Pensavamo ad un avvio meno esaltante. Però speriamo di essere la “matricola terribile” che arriverà fra le prime tre posizioni, il che sarebbe una gran bella vittoria per la squadra, che in estate ha cambiato molti giocatori.

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Commenti

  • SOLO BITONTO SOLO BITONTO (utente non verificato)

    DOMENICAA FARAI GOAL E DEDICHERAI AI TIFOSI E AI TUOI FIGLII FORZA MICHEE

  • ciccio mari (utente non verificato)

    VOI GIOCATORI “ESPERTI” DOVRESTE ESSERE MENO ARROGANTI CON I GIOVANI, CHE VANNO INCORAGGIATI E NON MORTIFICATI COME MOLTO SPESSO FATE