“Chi fermerà la musica”? Residenti del centro storico contro il bombardamento acustico

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L’amministrazione comunale scende in campo per conciliare movida e diritto alla tranquillità
Nell’oggetto dell’ordinanza n. 264 pubblicata ieri sull’albo pretorio on line del Comune di Bitonto, è scritto PIZZA al posto di PIAZZA. Un refuso casuale, eppure emblematico del nuovo volto del centro storico della città, dove le piazze prima deserte sono diventate luoghi di aggregazione e divertimento, a seguito dell’apertura di pub, ristoranti ed esercizi commerciali.
Un cambiamento repentino che ha rivitalizzato il borgo antico ma che sta creando qualche problema di convivenza tra esercenti e clienti (desiderosi di godere in libertà degli spazi pubblici all’aperto) e residenti (che rivendicano il diritto a godere della propria tranquillità, senza dover subire rumori molesti fino alle ore piccole).
L’escalation di lagnanze all’indirizzo dei vigili urbani ha costretto l’amministrazione comunale ad intervenire, per accertare i fatti e prendere i provvedimenti del caso. E così, alla vigilia di Ferragosto, la vicesindaco Rosa Calò, insieme all’assessore al Marketing Rino Mangini e al tenente della Polizia Municipale Michele Perrulli, è andata ad incontrare il gestore di un locale di piazza Cavour, sotto accusa da parte dei residenti per aver tenuto la musica ad alto volume ben oltre la mezzanotte.
Il punto è proprio questo: chi stabilisce i limiti delle emissioni rumorose, in termini di tempo e intensità? Il Comune di Bitonto non ha mai emanato un regolamento che disciplini la cosiddetta “zonizzazione acustica”, ovvero che delimiti zone acusticamente omogenee, sulla base di criteri oggettivi come la densità di popolazione, la presenza e densità di attività commerciali, artigianali e industriali o la vicinanza con infrastrutture di trasporto. Ad ogni zona, vanno poi applicati determinati limiti di rumore.
Finora, la mancanza di un tale regolamento era passata inosservata, dal momento che la movida, nel centro storico, languiva. Ma ora che la “musica” – ed è proprio il caso di dirlo – è cambiata, s’impone una disciplina che garantisca la serena convivenza tra esercenti/clienti e residenti.
Nelle more, però, visto che l’estate è ancora lunga e il cartellone delle manifestazioni sotto le stelle pure, come si fa?
“Ci si attiene alla legge quadro nazionale 447 del 1995”, spiega la vicesindaco Calò. Quella legge demandava agli enti locali, entro sei mesi, la zonizzazione acustica. A distanza di 18 anni, il Comune di Bitonto è ancora inadempiente.
La stessa Regione Puglia ha emanato solo nel 2000 la legge che regolamenta i compiti amministrativi in materia di tutela ambientale, e dunque anche contro l’inquinamento acustico.
“Ora che il problema è emerso, si provvederà in tempi rapidi”, assicura la Calò. E precisa: “Non abbiamo alcuna intenzione di fermare la promozione delle attività economiche e ricreative, ma ci sono regole da rispettare. Da una parte dobbiamo garantire iniziative di svago e divertimento per tutta la popolazione che vuole vivere un’estate gradevole all’aperto, dall’altra dobbiamo tener conto delle esigenze di chi abita vicino a questi esercizi commerciali e non può costantenemente essere esposto a bombardamento acustico”.
“L’obiettivo dell’amministrazione comunale – continua – è il rispetto delle regole, prima in forma persuasiva, poi dissuasiva”.
Nei prossimi giorni la mini task force contro l’inquinamento acustico nel centro storico, capitanata dalla vicesindaco, incontrerà altri esercenti, per raccomandare il rispetto di regole e convenzioni nazionali che prevedono la riduzione del volume della musica a partire dalle 22, e lo stop a mezzanotte. Se le proteste continueranno, in attesa del regolamento, toccherà al sindaco intervenire. A suon di ordinanze.
Commenti
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I provvedimenti che la vicesindaco Rosa Calò ha intenzione di adottare mi sembrano fondati e credo che potranno garantire un buon equilibrio per la convivenza esercenti/residenti ma rimango dubbioso sull’applicabilità e l’osservanza da parte di esercenti e gestori di locali che pur di tutelare il proprio portafoglio continueranno a disattendere le ordinanze e il buon senso civico. Suggerirei di partire subito con sanzioni pecuniarie pesanti per gli esercenti inadempienti che disattendono tali ordinanze e disturbano la quiete pubblica iniziando con controlli a tappeto dai locali dislocati in piazza Cavour che ormai per i residenti riposare nelle ore notturne è diventato un incubo.
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Non penso che i poveri abitanti bitontini riusciranno a riposare serenamente, ormai tutta Bitonto è invasa da rumori assordanti, emanati da festini autorizzati e non! Vi invito a frequentare Via Palombaio, via Imperatore Antonino e Piazza Caduti del Terrorismo; ogni sera ci sono serenate caotiche, festini con alcool ed altro, tutto per strada! I parties durano diverse ore, fino a tarda notte! Sfortunatamente abito in una delle predette strade, diverse volte ho chiamato i vigili e i carabinieri, ma non si è mai visto nessun agente! Cari concittadini, rassegnatevi, a non dormire, ad assistere a show volgari ed insulsi! Siamo soli ed indifesi! Questa è Bitonto!







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