Droga in carcere in cambio di regali, arrestate due guardie carcerarie. Una è di Mariotto

La Redazione
Il carcere di Bari

Ieri mattina il blitz della Polizia. I due agenti di polizia penitenziaria erano tenuti sotto osservazione da quattro anni

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Corruzione, spaccio di droga, favoreggiamento personale, rivelazione del segreto d'ufficio e abbandono del posto di servizio, concorso esterno in associazione mafiosa: diverse, e tutte gravissime, le accuse che la Procura di Bari contesta a due agenti di polizia penitenziaria: Giuseppe Altamura, 48 anni, di Grumo Appula, e Francesco De Noia, 49 anni, residente a Mariotto.
Conosciuti tra i detenuti baresi rispettivamente come “Cartellino Rosso”e “Franchin la Guardia”, i due insospettabili poliziotti erano sotto controllo da circa quattro anni.
Ieri, all’alba, il blitz della Polizia. Altamura e De Noia sono stati prelevati dalle proprie abitazioni (in cui sono stati effettuati accurati controlli e perquisizioni) e condotti in carcere dove il gip di Bari, Alessandra Piliego, aveva predisposto l’arresto. 
Gli agenti sono accusati in concorso con i due pregiudicati, Vincenzo Zonno, figlio del boss Cosimo, e Nurce Kafilai (di origine albanese), sui quali grava anche l’accusa di tentata evasione.
Ad Altamura e De Noia, la Procura barese contesta anche il concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’ordinanza di arresto si legge che Altamura, "attraverso i rapporti privilegiati ed esclusivi con alcuni detenuti si assicurava forte considerazione, protezione e rispetto anche da parte degli altri reclusi, tanto da essere considerato uno di loro o comunque tifoso del clan Strisciuglio.
Più precisamente, l’accusa del gip si fonda su comprovate azioni illecite compiute dai due poliziotti: introduzione di droga in carcere, nascosta in pacchetti di sigarette, insieme ad altri oggetti non consentiti dal regolamento penitenziario, in particolare i cosiddetti “fili di angelo” per permettere ai detenuti, ed in particolare a Zonno ed altri quattro, di segare le sbarre di ferro del carcere e tentare la fuga. Tutto in cambio di regali materiali e compensi in denaro, che sarebbero stati ricevuti da Altamura e De Noia dal 2009 all’arresto.

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