Gli studenti del Master IAMB incantati dai nostri ulivi

La Redazione
tra gli alberi d'ulivo coltivati con metodi biologici

Dopo la visita tecnica in un’azienda olivicola bio di Palombaio, sopralluogo in frantoio a Mariotto

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Egitto, Spagna, Kosovo, Tunisia, Libano, Macedonia, Bosnia, Turchia, Etiopia, Perù, India, Giordania, Marocco. Sono i Paesi di provenienza degli studenti, per la maggior parte donne, che ieri hanno invaso l’azienda olivicola “Murgolo Michele”, 18 ettari di uliveto coltivati con le metodiche dell’agricoltura biologica, in agro di Palombaio.
La visita tecnica sul campo ha portato dodici corsisti del 1° anno del Master in “Agricoltura Biologica Mediterranea” (in corso di svolgimento all'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari) e quattro studenti del Master Erasmus Mundus in “Gestione sostenibile della qualità alimentare” (realizzato dall’Università di Montpellier in collaborazione, tra gli altri, con l’IAMB) a conoscere da vicino un esempio concreto di coltivazione biologica.
Ad accogliere la delegazione, guidata dal prof. Manolis Kabourakis, docente di olivicoltura biologica, e dal dott. Francesco Giovanni Ceglie, tutor dell’Istituto, l’imprenditore bitontino Michele Murgolo, che tre anni fa ha deciso di convertire l’uliveto di famiglia al biologico, abbandonando i metodi di coltivazione convenzionale che fanno uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. “Dal prossimo anno – ha spiegato Murgolo – una volta esaurito il periodo di conversione potremo aggiungere sulle bottiglie del nostro olio il marchio del biologico, entrando ufficialmente in un segmento di mercato dalle prospettive interessanti”.
Serrato e vivace lo scambio di domande e risposte tra gli studenti e l’imprenditore bitontino, che illustrando nei dettagli com’è organizzata la sua attività e approfondendo problemi e tecniche del biologico nella coltivazione dell’ulivo, ha chiarito come l’abbandono delle metodiche convenzionali sia stata “una scelta di vita, che sposa l’idea di una decrescita felice: gli ulivi oggi hanno una vegetazione meno folta, ma stanno tornando indietro nel tempo restituendoci un paesaggio e un frutto più naturale e amico del futuro dei nostri figli”.
Spazio anche per la degustazione dell’olio prodotto dalle piante (due le varietà: coratina e ogliarola) dell’azienda, ospitata dal frantoio “Feudo dei Verità” a Mariotto.
Alla visita ha partecipato per il Comune di Bitonto l’assessore all’Agricoltura, Domenico Incantalupo, che rispondendo alle domande degli studenti ha avuto modo di spiegare che è intenzione dell’Amministrazione “spingere altri giovani imprenditori agricoli a seguire la via del biologico, perché la qualità e l’eccellenza del prodotto sono l’unica arma in grado di far competere la nostra agricoltura sui mercati internazionali. È importante investire su un cambiamento culturale, che porti soprattutto i nostri giovani a rivalutare l’impegno nell’agricoltura, preziosa fonte di sviluppo economico e sociale per la nostra terra colpevolmente abbandonata negli anni scorsi”.
“In questa prospettiva – ha aggiunto Incantalupo – s’inquadra l’impegno dell’Amministrazione comunale a realizzare a Bitonto un’Accademia dell’Olio, che potrà essere ospitata nella struttura del Centro Tecnologico interprovinciale del Politecnico che sorgerà nella zona PIP”.

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