Violenza sulle donne, due giorni per approfondire il tema. A Bitonto la scrittrice Cristina Obber

La Redazione
Cristina Obber

La giovane autrice vicentina sarà ospite del Comune di Bitonto per una doppia presentazione

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Testimonianze di giovani donne stuprate, di uomini che per quelle aggressioni ora sono in carcere e di chi tutti i giorni lavora per aiutare vittime e carnefici: questo il contenuto del libro “Non lo faccio più – la violenza di genere raccontata da chi la subisce e da chi la infligge” (ed. Unicopli, 2012) di Cristina Obber.

La giovane autrice vicentina sarà ospite del Comune di Bitonto per una doppia presentazione mercoledì 17 aprile alle 18.30 nel Foyer del Teatro Traetta (ingresso libero) e giovedì 18 alle 10.30 nell’Auditorium “Tina Clemente” dell’Istituto Tecnico Commerciale “Vitale Giordano”, per una presentazione-dibattito con le delegazioni di studenti delle scuole secondarie cittadine.

Questo pomeriggio dialogheranno con l’autrice Rosanna Perillo, docente di lettere e Rocco Mangini Assessore alla Comunicazione istituzionale, Marketing territoriale, Politiche del lavoro, Legalità e Governo partecipato de Comune di Bitonto.

“Questa iniziativa – spiega l’assessore Rocco Mangini – ha un forte significato pedagogico-educativo e rappresenta un importante contributo socio-culturale per fare luce su un tema così attuale che vede le donne vittime, anche e soprattutto in contesti ritenuti universalmente sicuri, come la scuola o la famiglia”.

Un intreccio tra società, costumi e sistema giudiziario, usi e costumi, omertà, paura e difficoltà di denunciare, così come spiega l’autrice Cristina Obber quando afferma che “il sistema-giustizia va rivoltato come un calzino, basti pensare che il più delle volte gli operatori di polizia non hanno nessuna formazione specifica e non sono perciò in grado di rapportarsi a una ragazzina che deve raccontare di essere stata violentata. E, per un detenuto condannato per reati sessuali, non può bastare un colloquio al mese con lo psicologo”.

L’iniziativa si inserisce nel progetto work in progress di educazione alla legalità – lanciato lo scorso ottobre dall’Assessorato alla Legalità – e ha come obiettivo la sensibilizzazione dei giovani, soprattutto di sesso maschile, al tema della violenza di genere.

“Ci sono film che rimangono con te anche se passano anni senza che tu ne parli. Fanno parte della tua vita. E un giorno, distrattamente, basta un soffio di vento a restituirtene la poesia, l”orrore, la malinconia. Sul volto di Sofia Loren ne ”La Ciociara” si respira tutta l”impotenza che trafigge una donna, e soprattutto una madre, dopo il dramma dello stupro. L”orrore del dopo, quando tutto è compiuto. Nessun rewind per ripartire da capo, per girare la scena con un nuovo ”Se…, Se non avessi fatto…, Se avessi detto…, Se avessi pensato che…” Quell”impotenza ce la portiamo addosso da sempre noi donne, esposte con i nostri corpi a divenire pezzi di carne su cui sfogare rabbia e frustrazioni.

Quell”impotenza la sentiamo ogni volta che accendiamo la radio e ci dicono che un altro tizio ha abusato di un”altra lei, un”altra noi. Questo libro è il frutto di un momento di ribellione a quella impotenza.” Così Cristina Obber spiega la necessità e l”urgenza di un lavoro come questo che, attraverso le storie di Veronica, Alessandro, Marco, ci fa conoscere la voci di chi la violenza l”ha subita e di chi l”ha inflitta.

Cristina Obber è nata a Bassano del Grappa il 9 novembre 1964. Iscritta all’Ordine dei giornalisti, ha collaborato per cinque anni con un quotidiano vicentino. Nel 2008 ha pubblicato Amiche e ortiche per Baldini Castoldi Dalai, affresco dolce-amaro dell’amicizia al femminile. Nel biennio 2009-2010, con Attilio Fraccaro editore, sono usciti Primi baci e Balilla e piccole italiane. Oggi vive in Brianza e collabora con Dol’s, il sito delle donne on line. Si occupa di tematiche legate al mondo femminile e nel 2012 ha pubblicato Non lo faccio più – la violenza di genere raccontata da chi l’ha subita e da chi l’ha inflitta, edizioni Unicopli, libro che ha dato vita a un progetto scuole e al blog www.nonlofacciopiu.net.

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