Gianfranco Viesti presenta il suo nuovo libro a Palazzo di Città

La Redazione
Sala degli Specchi

presentato venerdì 5 aprile 2013 alle 18.00

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“Il Sud vive alle spalle di chi produce” è il titolo dell’ultimo libro del prof. Gianfranco Viesti che sarà presentato oggi alle 18 presso la Sala degli Specchi di Palazzo di Città.

Ecco un breve estratto del suo libro.

“Non è affatto vero che il sud vive sulle spalle di chi produce. Tutti gli indicatori, le cifre contenute nei documenti ufficiali del governo, dicono il contrario, che il Sud in questi anni è stato privato di risorse che gli erano dovute. Dobbiamo combattere il pregiudizio che dipinge il Sud antropologicamente diverso, perché incapace di emulare gli standard europei. Il sud deve fare per sé la sua parte, responsabilizzandosi”.

“Di solito si pensa molto poco al Sud perché si ritiene che tutto sia stato già fatto, tutto sia stato sperimentato e non ci sia più nulla da fare. Ma questo tipo di ragionamento adesso si può applicare allo stesso modo all’Italia. Anche l’Italia appare come un paese travolto dalle sue difficoltà. E proprio per questo che la crisi, economica e politica, deve obbligarci a mettere da parte questo tipo di pregiudizi e, quindi, a tornare a ripensare all’Italia ed al Mezzogiorno partendo dalle loro potenzialità, dalle loro possibilità. E’ difficile, lo so, ma è l’unica cosa da fare.”

“Il Mezzogiorno é una buona scusa per non affrontare realmente i problemi italiani, perché si ritiene che tantissime cose positive che accadono negli altri paesi europei, in Italia non si possono fare perché gli italiani sono fatti in maniera diversa, perché da noi le cose vanno in certo modo. Il Mezzogiorno, secondo questa tesi, è l’Italia al quadrato, nel senso che si ritiene che al Sud sia impossibile fare tutta una serie di cose perché l’atteggiamento delle persone, delle istituzioni, della politica, é di basso livello ed impediscono al Sud di diventare un posto normale, secondo quelli che sono gli standard europei. Se non combattiamo questi pregiudizi le cose che si possono fare diventano pochissime. Non dobbiamo accettare di farci vincere dal peso dei guai, del retaggio del passato, che potrebbero gravare molto negativamente anche sul futuro.”

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