Il coraggio di diventare prete, oggi. Io, che non ci capisco nulla, credo significhi questo

© n.c.
Il racconto dell'incontro con Nicola Tatulli e dell'inizio della sua avventura difficilissima e bellissima
Nicola Tatulli ha un sorriso chiaro come un mattino di primavera.
Ed è proprio questa la stagione in cui ho avuto la lieta ventura d’incontrarlo.
Un anno fa o giù di lì.
L’alba mi vedeva in viaggio verso Andria, città che mi donava (e tuttora dona) il pane quotidiano.
Il meriggio, di corsa a Molfetta per dare qualche umile consiglio sul giornalismo agli splendidi ragazzi della Scuola Media “San Domenico Savio”.
Il mio Virgilio, il prof Cosimo, stupiva: “Ma come fai?“.
Piacevolmente, mi consumavo.
Poi, nel chiaroscuro tremulo del bus sulla via del ritorno, mi dedicavo alla lettura dei giornali.
Hegel avrebbe sentenziato: “Preghiera del mattino dell’uomo moderno”.
Per me, strazio consueto.
Una polemica qui, un morto là.
Una fabbrica chiude qua, una banca viene travolta da uno scandalo lì.
Piovono tasse, governo ladro.
A Bitonto, impazzava – e, spesso, impazziva – la campagna elettorale.
Nicola, pensoso seminarista e vicino di sedile, in rispettoso silenzio, mi osservava.
E mi poneva domande come a dire: “Qual è il tuo tormento?“.
Ohibò, mi crucciavo: e come fa costui a saperlo?
E si dialogava dei minimi sistemi della vita, che poi sono i massimi.
Ogni volta che ci si avvicinava ad una conclusione, un nuovo perchè sbocciava.
Era ed è l’inquietudine della conoscenza.
Al capolinea, ci salutavamo con levità ed io mi perdevo nella penombra serotina degli alberi, in cerca di una luce.
Che qualche volta trovavo, qualche altra no.
Poi, ho rivisto Nicola un mattino camminare lontano in compagnia di un prete antico.
Lo starà martoriando di dolci perchè, mi dissi.
Martedì santo, mi giunge una concisa mail, decisamente più piacevole di quelle che ti inviano i potenti di turno usi alla spocchiosa rampogna.
E’ Nicola che mi annuncia che quel dì sarebbe stato “ammesso agli ordini sacri del diaconato e presbiterato, primo passo ufficiale per diventare prete“.
Ah, il viaggio è cominciato.
Io che non ci capisco nulla, ho pensato.
Come fa un prete ad entrare nel cuore degli altri?
A scarpinare in punta di piedi, con tutto l’amore possibile, nel dolore degli altri?
Ad avere sempre una parola di conforto pure nelle tragedie più atroci che sconvolgono l’anima di un uomo?
Oppure a cantare le lodi di un battesimo o di un matrimonio, che a lui saranno per sempre negati?
Quanti tramonti dovrà guardare e raccontare?
Dentro quanti cieli si perderà?
E le sue notti? Quale terribilità attraverserà le sue notti?
Basterà la luce della fede in Dio a guidarlo?
Eppoi, quando si troverà a parlare dal pulpito del suo dolore, sì, intendo dire del suo cuore, come farà Nicola a trattenere le lacrime?
Che già valgono doppio, se si pensa che sono il sofferto parto di un Sommo Amore, che significa rinuncia e sacrificio, oltre che invisibile e tutt’altro che comoda ascesi?
Ma è la missione di chi ha scelto di accucciarsi accanto all’anima dei fedeli per carezzarne le ferite.
Profondissime, specie di questi tempi.
Buon viaggio, dunque, Nicola.
La navigazione sarà avventurosa e bellissima.
Bonacce e burrasche si susseguiranno, secondo il consueto, dolceamaro rotolio dei giorni.
Tu, ne sono certo, sarai sempre lì fra le onde a scrutare l’orizzonte del domani, col tuo sorriso chiaro come un mattino di primavera…
Commenti
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Abbiamo appena letto l’articolo con il quale il giornalista Sicolo ti augura buon viaggio nella bella avventura che certamente affronterai con maturita’ e consapevolezza. Abbiamo appreso quanto tu sia felice per l’ammissione agli ordini sacri, ti auguriamo di percorrere il cammino della fede appena intrapreso con lo stesso entusiasmo she hai sempre dimostrato nel corso degli studi.Sarai capace di entrare nel cuore degli altri per infondere in loro l’amore verso Dio e dar vita alla Chiesa ’’ dei poveri’’ a cui aspira tanto Papa Francesco I tuoi ex insegnantiToscano___Minenna
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Nicola,ti auguro un buon viaggio e sono sicura che il nostro Signore benedira’ il tuo cammino,Un abbraccio e buona Pasqua,.







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