Vito Salierno, eclettica esistenza votata alla ricerca

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La scomparsa dello studioso di origini bitontine
Dopo padre Antonio Nardi, un altro grande dalle origini bitontine ci lascia.
Apprendiamo dalle pagine del Corriere della Sera del 26 febbraio della scomparsa di Vito Salierno, 78 anni, uno dei più grandi islamisti europei.
Viveva da sempre a Milano, partito sin da ragazzino dalla nostra città, che però con affetto portava nel cuore.
Studioso, tra l’altro, delle influenze dell’arte islamica nel Meridione d’Italia e in Puglia in particolare. Esperto anche di letteratura, fu acuto biografo di Gabriele D’Annunzio, di cui scandagliò parte del fitto epistolario “femminile” (non si contano le lettere pubblicate a sua cura).
Personalità profondamente eclettica, appassionato di filatelia, è stato noto anche come principale studioso dell’opera di Allama Muhammad Iqbal, che il Corriere ricorda come “poeta-vate della nazione pachistana e portavoce dell’Islam moderno”.
Il libro che personalmente abbiamo come più caro è però uno studio sui rapporti tra Mussolini e D’Annunzio stesso, edito da Mursia decenni fa, da noi occasionalmente trovato presso una libreria antiquaria toscana.
Nell’inverno del 2000, fu ospite dell’associazione Terre degli Ulivi.
Fu così presentato a Bitonto un suo volume dedicato appunto alla storia dell’Islam in Puglia. Alla serata intervennero: Vito Carlo Castellana, presidente del sodalizio; il professor Michele Giorgio, relatore sul libro; l’instancabile Antonio Castellano e il sindaco dell’epoca, Nicola Pice.
Galantuomo d’altri tempi, si dice in queste occasioni.
Ma è la verità: aveva una gentilezza fuori dal comune.
Quest’uomo che, dall’alto dei suoi studi e del suo curriculum, inviava ad un giovanissimo cronista di provincia sue pubblicazioni, lettere e comunicazioni apparve cose più unica che rara ai nostri occhi.
Poi, martedì, leggere la solita terza pagina del Corriere ha avuto un inconsueto e triste sapore. Ma è la vita e allora le sia lieve la terra, caro professore.
Commenti
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La Famiglia Salierno commossa ringrazia.







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