Scuola, docenti bitontini in rivolta contro il governo

Michele Cotugno
Docenti

Ieri pubblica assemblea nella Sala degli Specchi del Comune

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Lo scorso mese è passato ala Camera il Disegno di Legge 953, una riforma della governance scolastica, che prevede per le scuole statuti autonomi, nuclei di autovalutazione interni e l’ingresso di partner pubblico-privati come garanzia di autonomia economica.
“Questo governo non legittimato da alcun consenso popolare, ma solo sostenuto dalla buona volontà di una maggioranza eterogenea e provvisoria, continua a prendere di mira la categoria, nel solco glorioso (?) della precedente Amministrazione politica che da Tremonti alla Gelmini aveva visto nella scuola pubblica la mucca da mungere con tagli indiscriminati e prolungati nel tempo, fino a ridurre nelle attuali condizioni le scuole di tuta Italia, svuotata di docenti e personale ATA e con ingiustificati aumenti di alunni nelle singole classi” si legge nel documento diffuso dai sindacati CGIL, CISL, UIL, SNALS CONFSAL e FGU, profondamente critici contro il DDL.

Una riforma che proprio non va giù neanche ai docenti del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” che ieri pomeriggio, aderendo alla campagna dei sindacati, hanno manifestato la propria contrarietà nella Sala degli Specchi.
A gridare il proprio dissenso è stata la professoressa Enza Barbone, docente del suddetto istituto, che ha manifestato l’intenzione, condivisa dal collegio dei docenti, di limitarsi alle attività obbligatorie previste dal contratto, astenendosi da tutti gli impegni aggiuntivi e volontari “che, di fatto, fanno funzionare le scuole”, per protestare contro “una politica del risparmio selvaggio”.
“Ci sentiamo indignati dal modo in cui spesso siamo stati offesi da una campagna governativa e mediatica di delegittimazione – ha protestato la Barbone – L’opinione pubblica si scatena contro le nostre 18 ore di lezione. Ma non si comprende che nella nostra categoria l’orario di lezione non corrisponde all’orario di lavoro”.

“Tutte le politiche, da almeno dieci anni, hanno ridotto indiscriminatamente la spesa, come la riforma Gelmini, che ha creato classi pollaio. Oggi è sempre più difficile garantire il diritto allo studio” ha proseguito la docente, accusando il governo centrale di non volersi occupare della stabilizzazione dei precari, “che spesso sono costretti a comporre le 18 ore settimanali correndo da un istituto all’altro e da un comune all’altro”.

“Mentre nella scuola pubblica i fondi sono sempre più insufficienti, per le scuole private, invece, i soldi non mancano mai” ha infine affermato la Barbone, prima di passare la parola alla professoressa Rosanna Perillo, che ha illustrato le conseguenze negative del DDL.

“Dovendo concorrere al pareggio di bilancio statale, le scuole avranno ridotti margini di operatività. Quest’obbligo avrà la priorità sull’offerta formativa. Si favorirà l’ingresso di soggetti privati, coinvolgendo le realtà produttive locali, al fine di dotarsi di governance autonoma – ha criticato la Perillo – Tutto ciò favorirà l’influenza delle lobby sull’istruzione, che imporranno l’offerta formativa in base alle proprie necessità. Il DDL 953 provocherà così la frammentazione della scuola in mille scuole, la nascita di scuole di serie A e di serie B, a seconda della volontà delle realtà produttive, e il venir meno del principio dell’istruzione uguale per tutti”.

Le ragioni della manifestazione sono condivise anche dal collegio dei docenti dell’Istituto De Gemmis, che attraverso Ornella Maione annuncia l’interruzione di tutte le attività extrascolastiche.
Alla protesta ha dato il suo sostegno anche il sindaco, contrario a “tagli irragionevoli che non vanno nell’ottica della promozione dello sviluppo”.
 

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Commenti

  • Rossella Battaglia (utente non verificato)

    E cosa si è deciso??

  • Dina Petta (utente non verificato)

    Mi sia consentito un altro piccolo appunto, come in tutte le categorie, anche in quella degli insegnanti c’è naturalmente da fare una cernita, ce sono tanti che godono della mia stima e simpatia (purtroppo ben pochi) fra parenti e amici e…tanto di cappello alla loro professionalità. Ma….se dovessi usare la bilancia come metodo di valutazione, vi assicuro che il piatto contenente gli elementi negativi….toccherebbe paurosamente il fondo. Detto questo….ai posteri l’ardua sentenza!!!!

  • Dina Petta (utente non verificato)

    Dicono di “limitarsi alle attività obbligatorie..astenendosi da tutti gli impegni aggiuntivi e volontari ….CHE DI FATTO FANNO FUNZIONARE LE SCUOLE ….!!!!! Ma di quali impegni aggiuntivi parliamo? Dei corsi pomeridiani che non sono mai serviti a niente se non a togliere tempo allo studio a casa? (confidenzialmente riferitomi da alcuni docenti degni di questo nome). E poi erano davvero volontari??????? Mi sia concesso qualche piccolo dubbio!!! Ho ancora nelle orecchie le risposte di un preside (che per rispetto a me stessa non voglio neanche nominare)…SIGNORA..QUESTO NON LE E’ DATO SAPERE !!!!

  • Dina Petta (utente non verificato)

    GIOVANNI BITONTINO concordo pienamente con te, ma…..non saprai mai il vero compenso per i corsi di recupero….tutti negheranno ma….ti spieghi l’obbligo delle frequenze per i suddetti corsi????? Racconto un piccolo aneddoto….in estate a mare ho ascoltato involontariamente le confidenze di due insegnanti…contavano fra di loro i ragazzi che avrebbero frequentato i corsi per raggiungere la cifra che serviva per completare una vacanza !!!! Detto questo cosa si può aggiungere di più????

  • giovanni bitontino (utente non verificato)

    Hanno solo ventilato l’ipotesi di farli lavorare neanche la metà di quello che fanno i lavoratori comuni, ed hanno il coraggio di ribellarsi!!!! Per quanto attiene ai fondi insufficienti chiedo ” è vero che per i corsi di recupero gli insegnanti prendono 50 ( cinquanta ) euro netti l’ora ? Se la risposta è SI ogni commento appare superfluo.

  • Vito Carlo Castellana (utente non verificato)

    Le scuole stanno decidendo di bloccare ogni attività aggiuntiva. L’opinione pubblica si deve rendere conto di quanto fanno in più gli insegnanti rispetto a quanto previsto dal contratto. Si boicotteranno progetti, gite (non pagate e con responsabilità penali), sostituzione dei colleghi assenti. Il 13 nov. sarà un momento storico, in contemporanea in ogni scuola d’Italia, nelle ultime due ore, si terrà l’assemblea degli insegnanti, volta a produrre un documento da inviare alle segreterie politiche, agli amministratori, al governo, al ministero, agli organi di stampa. Si organizzeranno presidi presso le piazze cittadine, con correzione dei compiti e preparazione delle lezioni. Deve emergere il tanto lavoro sommerso degli insegnanti, che non si limita alle ore in classe. Lo stato italiano deve capire che le priorità governative devono essere verso la scuola pubblica se vogliamo essere competitivi a livello internazionale. Vito Carlo Castellana (direzione prov. Gilda degli insegnanti)

  • Domenico Bucci (utente non verificato)

    Ho 14 anni frequento l’itis e per me la scuola e importante ed e giusto quello che ha detto madallena nse continuiamo cosi i nostri genitori non ci mandano piu gia c’e crisi

  • arcangela chirico (utente non verificato)

    Michele Cotugno deve sapere che non può scrivere che un docente a nome del consiglio dei docenti , non è più collegio dei docenti ?, ma si possono scrivere queste cose?

  • maddalena rossi (utente non verificato)

    che vergogna .. la scuola è un diritto x questi ragazzi .. così nessuno manderà più a scuola il proprio figlio xkè cn questa crisi già nn si arriva a fine mesi e figurati se si deve pagare anke la scuola.. l’istruzione è una cosa importante .. i ragazzi sn il nostro futuro.. nn possiamo lasciarli affogare nell’ignoranza e nel non sapere

  • mARIO mARIO (utente non verificato)

    cIAO