La Riflessione/Da un consiglio comunale all’altro: fumo tanto, arrosto poco (o niente)

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Tante polemiche sterili, discussioni inutili e di risultati nemmeno l'ombra
Potevo benissimo restarmene a casa.
Era da tanto tempo ormai che non seguivo per intero un consiglio comunale e ieri sera, a distanza di mesi, ho deciso di farmi male passando la serata a Palazzo Gentile.
Avevo ancora negli occhi le immagini dell’era Valla e le risate condivise con gli altri colleghi per le oratorie pungenti e puntualmente incomprese di Giovanni Rossiello, le schiette riflessioni vernacolari di Franco Ragno, le incazzature del primo cittadino con la pipa, le parole col contagocce di alcuni consiglieri che intervenivano solo per comunicare il passaggio da un partito all’altro. E i silenzi assordanti di tanti capaci solo di esprimersi con la mano alzata.
Nulla a che fare con la politica, sia ben chiaro (tranne per il professore), però almeno le ore nella massima assise cittadina passavano serene. La risata amara, perché fusa con la tristezza per le sorti della città, era sempre a portata di mano (anzi, di bocca).
Pensavo all’epoca che il fondo fosse stato raschiato e che più in basso non si potesse andare.
E se in apparenza da una parte la riflessione sembra giustificata dall’aria quasi sacrale che si respira oggi nell’aula consiliare, dall’altra invece sembra sconfessata dallo stallo dei lavori e dalle argomentazioni povere e fittizie discusse che rendono il consiglio di oggi uguale a quello di ieri. Ovvero ore ed ore di discussioni, polemiche inutili e zero decisioni.
C’è una minoranza che blocca i lavori con la battaglia sul numero dei componenti delle commissioni (giustamente, a mio parere, perchè sì come sono stati tagliati da 30 a 24 i consiglieri è ovvio ridurre da 7 a 5 il numero dei componenti), ma che risulta anche troppo ed inutilmente puntigliosa su questioni importanti come i fondi per le telecamere della Polizia Municipale e forse poco responsabile con l’abbandono dell’aula per debiti fuori bilancio che comunque resteranno a vita sul groppone del Comune. Anche se, a dir la verità, la minoranza ha mantenuto in piedi la seduta per parecchio tempo (una discussione sarebbe anche qui sacrosanta e coerente col principio della riduzione perchè il numero legale attuale è ancora legato al consiglio comunale a 30).
C’è una maggioranza in cui manca un leader che prenda le redini del gruppo dei consiglieri, in cui a difendere l’assessore Nacci o il Sindaco Abbaticchio sulla fumosa questione “piscina”, francamente evitabile, sollevata da Francesco Ricci (Pd), ci pensa uno degli ultimi arrivati, Matteo Masciale (Progetto Comune). Silenzio dai componenti del partito dell’assessore (Italia dei Valori), silenzio dai componenti dei partiti più suffragati e più “esperti” (cercasi socialisti, vendoliani, etc). Solo qualche recita su alcuni argomenti ben preparati a casa, Modugno per le commissioni, Rutigliano per i troppi debiti fuori bilancio dei molti cittadini cascatori. Per non dire simulatori.
Comunque troppo poco per definire convincente la coalizione di governo. Che non conosce molto la parola unità, e che di maggioranza sembra aver ben poco.
Una brutta gatta da pelare, quindi, per il lavoro e la buona volontà del primo cittadino.
C’è Domenico Damascelli che continua a sbattere i pugni e a chiedere che sia ascoltata anche la voce del centrodestra, ben sapendo, però, che i due consiglieri di area Pdl vengono considerati come il due di bastoni quando la briscola è a spade.
C’è sempre, da diverse angolature, la critica alla stampa lecchina, che nessuno a parole legge più, ma a cui tutti si rivolgono per avere visibilità ogni volta che l’aria arriva alla bocca. Telecom, Tim, Tre, Vodafone, Wind sanno quante chiamate e relativi pianti arrivano perchè non viene riportata una parola magari su un discorso di due ore. Potere dell’ipocrisia.
C’è quindi tantissimo fumo in quest’aula consiliare in apparenza così cupa e riflessiva.
La serietà che si respira, però, non fa rima con la qualità. Anzi, mi sa che stiamo forse peggio di prima. Quando almeno c’era una risata in grado di spazzar via le tristezze della politica in consiglio comunale.
E, comunque, per inciso, la prossima volta mi concederò al tennis o alla birra.
Commenti
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caro Pasqualino, fammi avviso per la prossima puntata, te ne vieni con me alla birra! fuori di metafora, non pensavo che questo tanto conclamato “nuovo” fosse in realtà il solito vecchio già visto, non fosse altro per il seguito on line che riscuote, paiono tutti “unti dal Signore”. ovviamente, a stretto giro di posta, arriveranno le smentite degli aficionados, il bello del contraddittorio sul web è proprio questo. p.s.:non ho mai visto i consigli comunali del vecchio, ergo…..mi fido del tuo acuto spirito di osservazione.
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Signor Bratta, non la conosco personalmente quindi non verrò ad abbracciarla,poi, ai bottoni sono stato sempre allergico, ciò non toglie che ho capacità di giudizio. Sono un lettore libero da influssi politici e da schemi che altri vorrebbero imporre.Liberamente la saluto!
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Caro Gianni, per difendere in questo modo il sistema significa che anche tu prendi ordoni dai bottoni. Non hai il coraggio di firmati con nome e cognome. Se vuoi discutere personalmente di determinate situazioni ti aspetto a braccia aperte dove e quando vuoi.Michelangelo Bratta
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Vorrei spendere una parola di incoraggiamento per il nostro giornalista.Non potrà continuare così , l’ostruzionismo della minoranza deve pure terminare: è una questione d’immagine e ne prenderanno coscienza prima o poi….e lasci stare la birra, altri vorrebbero imitarla e lei ,al contrario, deve essere un esempio eticamente corretto. Il compito del giornalista è diverso e lei lo sa benissimo.
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“Saggio ” Daniele, lei scrive per quello che capisce, per i “sentito dire”, per quello che la sua coscienza le detta. Forse se lei fosse stato Sindaco di una città si sarebbe comportato nel modo in cui narra, ma il nostro Sindaco è diverso da lei e ce lo sta dimostrando
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Pasqualino, stasera sabato non c’è consiglio, ma vado alla birra, l’invito è sempre valido.
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Caro pasquale, non salvi proprio nessuno nel consiglio comunale, sei andato giù pesante, bene! Mi auguro soltanto che il sindaco trovi la forza per potere portare avanti i suoi progetti e buoni propositi
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Ma allora non avete capito nulla.Gente aprite gli occhi,quando un cittadino viene eletto ad una carica importante come quella di sindaco,puo’avere tutti ibuoni propositi di questo mondo,ma una volta li,viene assogettato dal potere,in pratica,lui deve fare cio’ che il potere comanda,il potere e’ gestito da chi ha soldi ed e’ vicino a uomini dello stato che si chiamano politici di classe A.A questo punto chiedo a tutti voi concittadini vessati dal degrado sociale:Ma cosa vi aspettate?Chiunque andrà li’,fara’ solo ed esclusivanente i loro interessi e non cambiera’ mai nulla.Questo e il risultato di sessanta anni di politica e malaffare che ha infettato la nstra nazione,il nostro paese.Mi viene da vomitare.u
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Il giornalista attacca le tristezze della politica “in consiglio comunale” e sembra riferirsi in primis alle polemiche sterili ed inutili ed alle sceneggiate isteriche di chi non ha ancora accettato la sconfitta, eppure a qualche strano nickname dell’ultima ora (ma chi sarà mai???) conviene far finta che l’attacco sia rivolto alla maggioranza. E’ con questa cultura della falsità e della menzogna che Bitonto è stata ridotta nello stato comatoso in cui si trova … ma siete sicuri che vi conviene continuare a mentire?
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@syd. Cosa parli a vuoto? E’ andata via la minoranza!@ Bratta.La politica ha il dovere di comunicare con i cittadini,e facebook ne è un mezzo.Certo per chi è abituato a vivere nelle stanze dei bottoni o ad eseguire i comandi dei bottoni è difficile da capire..
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E’ un problema! questo paese, come anche la nazione a cui appartiene, ha bisogno di un governo stabile e maledettamente concreto, situazioni come quella appena descritta dall’ottimo relatore dell’aerticolo, fanno male a tutti i cittadini ed alla realtà disastrosa che vivono tutti i giorni! “Io speriamo che me la cavo”!!!!!!
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Bravo Pasquale giusta analisi, ormai la politica si fa su Facebook visto che il primo cittadino and co. dibattono solo sul loro profilo.La prossima volta chiamami che ti pago pizza/birra almeno la pancia e’ soddisfatta michelangelo
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A leggere l’artcolo vien da piangere, sono uno degli elettori che ha dato il voto a questa maggioranza…che delusione…mel’avevano predetto che nulla sarebbe cambiato, ma peggiorato non credevo…mah
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Al Sig.Gianni.Ognuno,ha le proprie oplnioni,come lei vuol essere libero di esprimerle,anche gli altri devono essere liberi di esprimere giudizi incondizionati da qualsiasi forma politica.Concordo perfettamente con il Sig.Bratta,se ci si pone in difesa vuol dire che esiste un interesse che va al dila’ delle ideologie.







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