Consiglio comunale, ancora un nulla di fatto

Nicolangelo Biscardi
Consiglio comunale

Ore di discussione e nessuna decisione per la città

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Tre ore circa di discussione per giungere all’ennesimo, solito, atteso, nulla di fatto.
Questo è stato l’esito della discussione del primo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per ieri sera, relativo alla nomina dei membri della minoranza per le commissioni consiliari.

La seduta, però, parte con le dichiarazioni del sindaco Michele Abbaticchio e dell’assessore Rino Mangini. Abbaticchio ha parlato del Comitato per la Legalità, evidenziando come da parte della minoranza sia giunto finalmente il nome del consigliere comunale che, assieme a Pippo D’Acciò per la maggioranza, farà parte dell’Osservatorio permanente. Il nome individuato è quello di Franco Natilla (PD), presentato però soltanto dalla minoranza di centro-sinistra. Pertanto, Abbaticchio si è rivolto al gruppo consiliare del PDL (Damascelli e Rossiello) per sollecitare ed auspicare una presa di posizione rapida così da avviare finalmente i lavori. Subito la replica di Damascelli. «Il nominativo di Natilla c’è ma non è il risultato di una selezione condivisa, non è il nome di tutta l’opposizione, perché noi non sapevamo nulla, nessuno ci ha chiamato, nessuno ce lo ha detto, ma lo abbiamo saputo soltanto dalla stampa – ha attaccato l’ex vicensidaco, per poi rincarare la dose – Non accetteremo nessuna prepotenza istituzionale ma chiediamo di essere coinvolti».

A seguire, parola all’assessore Mangini, che ha parlato di novità in merito alla PEC e del ritorno del giornale del Comune Informa. 
«Per essere il metodo ufficiale di convocazione dei consigli, la PEC necessita di una piccola variazione al regolamento comunale, che ora prevede solamente la classica convocazione cartacea. In attesa della modifica, l’intenzione è di fare una sperimentazione utilizzando la PEC parallelamente alla modalità classica di convocazione – ha spiegato Mangini – Inoltre, a dicembre uscirà il primo numero del Comune Informa, e ci saranno pagine dedicate sia alla maggioranza sia alla minoranza in consiglio comunale, da gestire con propri contenuti».

Sbrigate queste comunicazioni, si passa al primo punto all’ordine del giorno, ovvero la nomina dei componenti della minoranza nelle commissioni consiliari.
A prendere la parola per primo, il Presidente dell’assise, Vito Palmieri, che spiega come l’amministrazione abbia lavorato su una proposta che prevede, oltre ad una riduzione del 20% della spesa, previsto dalla legge, anche una ulteriore riduzione del 28,58%. A chiarire meglio le dinamiche di questa proposta ci pensa il consigliere Modugno (SEL). «Come si concretizza questo provvedimento? Abbiamo verificato che 5 commissioni da 7 componenti equivalgono a 7 commissioni da 5 componenti, pertanto per apprezzare un effettivo risparmio, abbiamo ridotto la spesa, da una previsione di 173 mila euro, di ben 45 mila euro. Una mera riduzione da 7 a 5 dei membri delle commissioni presentava il rischio, infatti, di arrivare a fine anno e non avere un risparmio, a differenza del mettere un tetto invalicabile, in primis sul pagamento del gettone. La nostra proposta di riduzione è spalmata non in maniera uniforme, ciò vuol dire che ogni commissione avrà un numero massimo di incontri di 71, ma non significa limitare le commissioni ma fissare un tetto di spesa, significa offrire una concreta riduzione del budget».

A tale proposta risponde subito Natilla (PD). «Si gira attorno al problema senza volerlo risolverlo per davvero – è l’accusa di Natilla – perché noto che quasi ci si intestardisce su una posizione già annunciata e che sarebbe stata mantenuta se non fosse arrivata la risposta da parte del Prefetto sulla vostra richiesta, cioè se è possibile andare avanti con o senza la minoranza. Se c’è una riduzione del numero dei consiglieri comunali di conseguenza dovrà esserci una riduzione dei componenti delle commissioni. Dobbiamo fare appello al senso di responsabilità e agire con razionalità. Pertanto, tutta la minoranza presenta una sua proposta che va concretamente e non astrattamente nella direzione della riduzione del numero dei consiglieri comunali nelle commissioni. Chiediamo la modifica del comma 3 dell’articolo 1 e del comma 1 dell’articolo 9 del regolamento delle commissioni consiliari, per portare da sette a cinque il numero dei componenti delle commissioni».

Critiche alla proposta avanzata dalla maggioranza sono arrivate da Farella (Moderati e Popolari) e, in particolare, da Damascelli (PDL), secondo il quale «dalla conferenza dei capigruppo stavamo aspettando una risposta che non è arrivata e ora in consiglio comunale ci ritroviamo una proposta che arriva solo dopo lo stop imposto dal prefetto e non per una reale volontà della maggioranza».

Sostegno alla proposta di Modugno arriva da Mundo (PSI), che ha accusato di irresponsabilità e di mancanza di azioni la minoranza ed ha auspicato una soluzione comune attraverso la condivisione e la partecipazione.
A seguire, ecco la risposta di Ricci (PD) e subito si scatena la bagarre in aula. L’ex assessore ai Servizi Sociali nella seconda giunta Pice, dopo aver attaccato il consigliere Mundo di “trasformismo” da destra a sinistra, ha chiesto la riduzione del numero dei componenti della commissioni consiliari, prima di elencare tutte le proposte presentate in questi mesi dalla minoranza, «una minoranza che non sta facendo opposizione ma sta collaborando per risolvere qualche problema di questa città. Perché questa minoranza invece di mettere i manifesti sull’assegnazione della gestione della piscina comunale ad una associazione, avvenuta senza gara d’appalto, sta collaborando con senso di responsabilità, senza fare demagogia, con spirito di costruzione, prendendosi persino i rimbrotti dei propri partiti che ci accusano di essere conniventi».
Immediata la reazione di Mundo: «Stiamo aspettando che la minoranza rispetti le regole. E quanto al mio passato in Forza Italia, ero lì perché nessuno mi aveva promesso una poltrona, quando nel frattempo in questo consiglio venivano prese scelte scellerate che costringeranno i cittadini a pagare milioni di euro».

Cercano di stemperare i toni sia il primo cittadino che il consigliere Masciale (Progetto Comune). «La questione piscina non è stata condivisa da questa amministrazione – ha chiarito Abbaticchio – perché l’affidamento è stato stabilito dagli uffici, nel momento in cui è venuta meno l’iniziativa da parte del CONI. Mentre sul tema delle commissioni consiliari, la maggioranza ritiene di allargare la partecipazione a più componenti, senza dimenticare, dall’altra parte, il problema dei costi della politica».
«Per la maggioranza – ha spiegato Masciale – il tema economico è un corollario, il tema dei regolamenti è un corollario, mentre il tema principale è quello della partecipazione politica».

Ricci e Natilla, a loro volta, ritornano sulla querelle legata all’affidamento della gestione della piscina comunale, con il primo che chiede la revoca del provvedimento, e con il secondo che afferma come «un’amministrazione non può non porre un controllo sugli atti degli uffici, e se ravvede anomalie ha l’obbligo di intervenire».
Cerca di richiamare tutti alla calma e all’ordine e di riportare la discussione sul tema delle commissioni consiliari, Carmela Rossiello (PDL). «E’ da due ore e mezza che parliamo dello stesso argomento, ma è arrivato il momento di arrivare ad una conclusione, da prendere perché le commissioni che operano e lavorano per il bene della città sono fondamentali».

E l’intervento non passa inascoltato, perché la seduta viene sospesa per far spazio alla riunione dei capigruppo e a rapidi vertici di maggioranza e minoranza. Dopo oltre mezz’ora di attesa, ecco “il verdetto finale”: il ritiro, condiviso da entrambi gli schieramenti, delle due proposte e la sospensione del punto all’ordine del giorno. «Siamo disponibili ad un ulteriore taglio del budget a disposizione dei consiglieri – ha concluso Modugno – ma ci sono degli approfondimenti da fare e riteniamo doveroso sospendere il provvedimento e aggiornare la conferenza capigruppo per rielaborare quanto emerso dalla discussione, ovvero di come si tratti di un problema di natura politica e non esclusivamente economica».
Consensi alla decisione arrivano dalla minoranza. Nel frattempo, però, dopo oltre tre ore di dibattito, ancora una volta un nulla di fatto sulle commissioni, mentre votato all’unanimità la ratifica della deliberazione di giunta per i fondi per la Polizia Municipale.
Così come niente viene deciso per i debiti fuori bilancio, con la minoranza che abbandona l’aula facendo venire meno il numero legale.
Quanto tempo la città dovrà ancora aspettare?
 

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