Percorsi comuni e partecipati, la rete per migliorare il volontariato

© Bitontolive
Importante giornata nel percorso formativo “Dialoghi con le comunità. Progettazione sociale partecipata e rete collettiva nel Terzo Settore”
Un convegno per parlare di rete nel campo del volontariato sociale ed attivare così percorsi comuni, condivisi e partecipati.
È stato questo l’obiettivo del percorso formativo “Dialoghi con le comunità. Progettazione sociale partecipata e rete collettiva nel Terzo Settore” andato in scena presso la Sala Polifunzionale della Fondazione Opera S.S. Medici.
La giornata, organizzata dall’Associazione Più Valore Onlus e dalla Rete delle Organizzazioni dell’Area della Disabilità di Bitonto, rientrava nelle attività previste nel progetto “2011 – Anno europeo del Volontariato. Il Percorso comune: Bitonto, comunità attiva e solidale” e realizzata grazie al contributo di “Fondazione con il Sud” e con la collaborazione della Consulta del Volontariato del Comune di Bitonto, e con l’I.T.C. “Vitale Giordano” e l’I.P.S.S.C.T.S. “Tommaso Traetta” di Bitonto, presenti al dibattito con una larga rappresentanza di studenti.
Obiettivi del progetto sono favorire la promozione e la diffusione di una coscienza politica nel volontariato e nella cittadinanza per la tutela dei diritti a sostegno in particolar modo delle persone in condizione di svantaggio, fragilità e disagio; e promuovere e rafforzare le reti collettive nel Volontariato e nel Terzo settore locale.
L’evento si è suddiviso in due sessioni, una mattutina ed una pomeridiana. Al mattino si è svolto il seminario formativo “Programmazione sociale partecipata”, dove sono intervenuti le istituzioni regionali e locali, sia in ambito sanitario che amministrativo, ed esperti in materia. Hanno preso la parola, per il Comune di Bitonto, il sindaco Michele Abbaticchio e gli assessori ai Servizi Sociali e all’Istruzione, Franco Scauro e Vito Masciale</strong>; il direttore sanitario della Asl Bari, Silvana Melli</strong>; il presidente della Fondazione Santi Medici, don Ciccio Savino</strong>; il dirigente dell’ufficio politiche sociali per la Provincia di Bari, la dott.ssa Rosanna Lallone</strong>; la docente di Sociologia dell’educazione presso l’Università degli Studi di Bari, la Prof.ssa Fausta Scardigno. Moderatore dell’incontro il Presidente dell’Associazione Più Valore Onlus e Coordinatore della Rete delle Organizzazioni dell’Area della Disabilità di Bitonto, Angelo Caldarola.
Nel suo intervento, il sindaco Michele Abbaticchio ha ricordato la drammatica situazione innescata dal taglio del 50% circa imposto ai servizi sociali e l’impossibilità di riprogrammare il Piano Sociale di Zona che parte dal prossimo anno.
«A dicembre scade il Piano Sociale di Zona 2010-2012 e noi andremo a programmare il prossimo che parte dal 2013 in una situazione di proroga, di assoluta emergenza, in assenza di pianificazione totale – ha spiegato il primo cittadino – La Regione e lo Stato ci hanno dato un messaggio chiaro: “arrangiatevi”. Così il tutto si riversa sulle istituzioni, sulla città, sulle associazioni, sulle parrocchie, sulle comunità. Per questo, dinanzi ad una situazione del genere, dobbiamo incontrarci tutti: solo con questa idea di collaborazione e corresponsabilità possiamo uscire da questo momento emergenziale, da affrontare tutti insieme».
Non meno sferzante è stato l’intervento di Don Ciccio Savino.
«Il Volontariato è il quarto settore rispetto alla concezione tripolare dei tre settori dello Stato – fa notare il Presidente della Fondazione S.S. Medici – Il volontariato accompagna, fa da supporto al terzo settore ma non ne fa parte, è altro rispetto al terzo settore».
Il rettore del Santuario dei S.S. Medici, poi, si è soffermato sul tema dell’inclusione sociale.
«Non c’è integrazione senza comunità. Nell’epoca della peggiorcrazia, il concetto di comunità è ridotto a zero. Oggi non c’è più comunità ma viviamo un pericoloso gioco al massacro chiamato tribalizzazione – afferma – Non c’è un deficit culturale ma un deficit di mentalità, non si va da nessuna parte se non c’è il senso della comunità, che si costruisce solo se la sussidiarietà diventa uno stile di vita, un modo di pensare e non soltanto una semplice parola».
«Oggi è la disuguaglianza che ci fa capire dove siamo arrivati, provocando insicurezza, criminalità, invidia sociale, infelicità globale», aggiunge Don Ciccio, che subito dopo riprende il tema dei tagli al terzo settore. «Se l’IVA passa dal 5 all’11% con la legge di stabilità, l’80% delle cooperative chiuderanno. I tagli riguardano sempre il terzo settore perché si ragione come un pendolo che va dallo Stato al mercato allo Stato e non al Terzo Settore».
«Ultimo aspetto dell’inclusione sociale è la resilienza – conclude Don Ciccio – ovvero la capacità di resistere solo se si è in grado di essere comunità».
A seguire, parola alla professoressa Fausta Scardigno, che prima di parlare dello Spinoff accademico per la Valutazione delle Politiche socio-sanitarie, si è voluta soffermare sui concetti di rete e partecipazione. «Se ne parla da 15 anni ormai, ma cosa hanno prodotto concretamente? Sono stati utili o il cittadino si è perso nella difficoltà di far parlare tra loro questi soggetti? – si è chiesta la Scardigno – La rete complica la realtà, aumenta il numero e la qualità delle aspettative. Mentre la partecipazione è un concetto sporco, perché vi partecipa solo chi ha un patrimonio culturale».
«Rete e partecipazione si mettono in moto solo se si attivano strumenti che consentono alla gente di partecipare realmente e non solo facendo parte ad un listone di associazioni che appartengono alla rete – sottolinea la docente universitaria – perché il rischio della partecipazione è di arrivare a scelte non razionali per il cittadino».
Interessante l’intervento anche della dottoressa Silvana Melli, che tra i tanti temi affrontati, ha toccato anche quello del riordino della struttura sanitaria pugliese, attraverso «ospedali non autoreferenziali, di eccellenza, che i cittadini accetterebbero nel momento in cui si fa loro chiarezza. I cittadini devono andare in ospedale solo quando non si sta bene».
Nella seconda pomeridiana, invece, ci sono stati tre tavoli tematici incentrati su 3 argomenti cardine come “Costruzione di reti sociali e processi partecipativi: il forum provinciale del terzo settore”, “Pianificazione strategica sociale e organismi di partecipazione” e “Finanza agevolata: opportunità legate al mondo del volontariato”.
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