Dieci anni di Vigili del fuoco

Lorenzo Pisani
Il Distaccamento di Molfetta

Il 14 ottobre 2002 l’inaugurazione del distaccamento di Molfetta. In questi anni gli interventi hanno toccato quota 15mila

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Quattro squadre di trentadue uomini impegnati in turni di 12 ore. Una media di 1.500 interventi all’anno: moltiplicati per 10, fanno 15mila chiamate al 115, sirene spiegate e via per le città di Molfetta, Giovinazzo, Bitonto, Terlizzi, Ruvo, Corato e Bisceglie.
Numeri in successione rapida, così come il lampo tra l’allarme e l’intervento, con l’adrenalina che scorre a fiumi. Numeri di dieci anni di Vigili del fuoco del distaccamento di Molfetta.

Il 14 ottobre 2002 alle ore 10.00 la prima squadra aprì le porte della caserma nella zona Asi, e il 14 ottobre 2012 molti di quegli uomini lo hanno ricordato negli stessi luoghi. Che nel frattempo sono mutati. Da avamposto nella “città nella città”, a punto di riferimento per il nord Barese.

Echi lontani i disagi per quegli spazi prima troppo angusti, poi resi finalmente a misura di emergenza. Ma lo spirito pionieristico, quello è rimasto e rimarrà.
I vigili del fuoco di Molfetta oggi contano su un parco vetture in grado di operare in grandi spazi e locali angusti, nelle campagne così come nelle strade cittadine arse di auto in fiamme. Quest’ultimo un fenomeno scoppiato negli ultimi anni, a Molfetta e non solo.

Ma tutto l’anno è un concerto di chiamate al 115, con le stagioni il più delle volte a scandire gli interventi: incendi di autovetture, soccorsi a persone, allagamenti, porte bloccate, sterpaglie sembrano avere anch’essi i loro cicli.

L’anno scolastico ha invece le immagini delle esercitazioni antincendio e evacuazione in giro per gli istituti. Ed è proprio alla protezione civile (legge 24 febbraio 1992, n. 225) che guardano i pompieri molfettesi. Il sogno è fare della caserma la centrale logistica dei soccorsi locali. Gli spazi ci sono, la volontà pure. Del coraggio non ne parliamo. La denominazione dei pompieri in “vigile del fuoco” si attribuisce a Gabriele D’Annunzio, uno che di temerarietà se ne intendeva.

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