II Parte/Il consiglio comunale sulla legalità, fondi comunitari per risolvere il problema

Michele Cotugno
Consiglio comunale legalità

La proposta arriva direttamente dal senatore De Sena

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La seconda parte del consiglio si apre con l’intervento di Mundo (PSI) che ha sottolineato come molto spesso l’azione di contrasto sia vanificata dalla mancanza di denunce e dal verificarsi di tanti fenomeni spiacevoli: “Tanta gente, dopo aver lavorato tutta una giornata in campagna, si ritrova gli alberi tagliati, spesso olivi secolari. E qualcuno ha anche l’arroganza di andare in piazza a vendere la legna rubata. Accade che le guardie rurali, per aver svolto il proprio lavoro, si ritrovino danni alla proprietà”.
Il consigliere socialista ha anche evidenziato come “il fenomeno del racket metta pesantemente in crisi settori come l’edilizia e l’artigianato”.

A seguire Modugno (SEL), che ha ricordato l’importante ruolo della prevenzione, per evitare che i minori comincino a manifestare comportamenti illeciti: “Sono tre le principali cause della devianza minorile. La prima è un deficit conoscitivo delle regole da seguire. Spesso i ragazzi crescono senza modelli da seguire, perché a loro volta, neanche i suoi genitori l’hanno avuto. La seconda è un deficit motivazionale e la terza uno di premialità. Un comportamento illecito non deve essere in alcun modo premiato ma deve avere solo conseguenze negative”.
Dal vendoliano anche un monito a chi siede nelle istituzioni: “Dobbiamo dare l’esempio. Qualche volta ce ne dimentichiamo, specialmente in campagna elettorale”.

“Perché non impegnarsi per garantire ai Comuni una deroga che permetta assunzioni nella polizia municipale, che può essere un valido strumento nell’azione di contrasto?”, è stata la richiesta di Domenico Damascelli (PDL) direttamente all’ospite, il senatore Luigi De Sena, vice presidente della commissione parlamentare antimafia.
“Pene troppo lievi vanificano gli sforzi delle forze dell’ordine – ha, inoltre, lamentato il capogruppo del PDL, invocando una grande coalizione civica, senza alcuna faziosità – I progetti messi in campo in passato sono utili o no? Se la risposta è no, che vengano eliminati, anche se continuano ad arrivare finanziamenti”.

Giovanni Ciccarone (Progetto Comune) ha puntato il dito contro l’isolamento e la ghettizzazione che spesso è stata fatta nelle scuole, specialmente del centro storico, e ha proposto di utilizzare i fondi strutturali che arriveranno ancora per qualche anno, per un unico PON per la legalità: “Legalità significa anche saper accogliere le comunità etniche. La politica deve saper far rete”.
A conclusione della lunga discussione è intervenuto De Sena, che ha evidenziato come la polizia locale sia spesso sottovalutata: “Non siamo ancora riusciti a far approvare una legge di riforma”.
“Dobbiamo prendere atto, noi meridionali, che il tempo dell’assistenzialismo è finito” ha continuato il senatore, proponendo all’intero consiglio la predisposizione di un progetto pilota “targato Comune di Bitonto”, che possa prevedere l’utilizzo dei fondi comunitari per le regioni ad obiettivo convergenza e che possa essere utilizzato anche dagli altri Comuni: “Dato che l’UE sta preparando la programmazione economica 2014-2020 e che le regioni adriatico-ioniche saranno ancora destinatarie di fondi, potreste presentare un progetto, a condizione che sia coerente, fattibile e sostenibile”.
Da De Sena, infine, la disponibilità, insieme al collega Giovanni Procacci, al più completo sostegno nella predisposizione del progetto.

La proposta è stata subito accolta dal sindaco Michele Abbaticchio, che ha invitato consiglieri e associazioni a presentare proposte entro quindici giorni: “Dobbiamo cogliere al volo questa opportunità, che oltre a garantire maggior sicurezza, darebbe prestigio alla nostra città”.

 

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Commenti

  • Rosanna Schiraldi (utente non verificato)

    Per la prima volta vedo che incontri del genere portano a qualcosa di concreto e positivo.

  • BITONTO PIU’ CIVILE BITONTO PIU’ CIVILE (utente non verificato)

    PER LA SICUREZZA E LA CIVILTA’ E L’EDUCAZIONE VERSO IL PROSSIMO , L’AMBIENTE , E TUTTO QUELLO CHE CI CIRCONDA BISOGNA INVESTIRE TUTTE LE RISORSE INDISPENSABILI PER FAR SI CHE BITONTO DIVENTA UNA CITTA’ PIU’ VIVIBILE , MI ACCORGO CHE DA PARTE DEI STUDENTI DELLE SCUOLE FINO AI RAGAZZINI DI PICCOLA ETA’ MANCHI IL RISPETTO ALL’AMBIENTE , AL PIU’ DEBOLE , AGLI ANIMALI , AGLI ANZIANII ELOGIANDO I PREPOTENTI I LADRI E VANDALII ERO CHE BITONTO DIVENTI PIU’ CIVILEEE!!!!!!!

  • io nessuno (utente non verificato)

    tempo perso!!!!!!!!!!!!!!! il ” RISPETTO” e’ un termine che non conoscono non solo molti ragazzi ma anche molti anziani…………a Bitonto stiamo messi male e questa giunta capeggiata dal sindaco non e’ in grado neanche di responsabilizzare se stessa figuriamoci se si deve occupare dei cittadini………….tutti fuori da palazzo gentile,benvenga l’area metropolitana………….ACCOMODATEVI FUORI PAGLIACCI………

  • Gianni Gianni (utente non verificato)

    il rispetto bisogna meritarlo e lei,signor nessuno,con la sua dialettica spicciola non pare attirarlo.Se lei è del parere che a Bitonto non siamo degni,potrebbe sempre andare a vivere in altre realtà dove troverà certamente contesti più idonei alla sua altissima civiltà. Orsù, vada…

  • Michele De Palma (utente non verificato)

    Era necessario fare un consiglio comunale monotematico sulla sicurezza, per sentirsi dire dal senatore di turno (l’altra volta fu il turno del sottosegretario Forgione) che ci vuole un progetto e che per realizzarlo ci vogliono i soldi? L’assurdo è che i bitontini hanno scambiato la possibilità di avere soldi con la soluzione del PROBLEMA SICUREZZA. Forse sarebbe ora di invitare un tecnico del ramo, qualcuno che il progetto l’ha già fatto; o l’amministratore di qualche Comune che il progetto l’ha realizzato e valutato anche i risultati ottenuti. Avete mai sentito parlare di URBAN SECURITY MANAGER, ovvero di un coordinatore delle politiche della sicurezza urbana da allocare presso l’apposito ASSESSORATO ALLA SICUREZZA (che a Bitonto non è stato ancora inventato). Un tecnico esperto del settore che sappia coniugare le soluzioni proposte dalle forze di polizia, le problematiche e le segnalazioni della cittadinanza e l’ausilio conferito dai gruppi di sicurezza partecipata?