Città Metropolitana, arriva un “no” secco. Inizia la battaglia

© Bitontolive
Oggi in consiglio comunale sarà presentata una delibera che sarà inviata alla Regione Puglia. Si cerca di trovare la massima convergenza
Oggi è il giorno del primo “no” ufficiale di Bitonto all’ingresso nella Città Metropolitana di Bari.
La spinosa questione, inserità tra gli obiettivi della spending review di Monti, approda in consiglio comunale, che sarà chiamato ad esprimere il suo parere in merito all’adesione.
In attesa della discussione nella massima cittadina, ieri l’amministrazione comunale ha indetto un’assemblea pubblica per spiegare la questione alla cittadinanza e per ascoltarne le opinioni.
A rompere il ghiaccio è stato il sindaco Michele Abbaticchio che ha introdotto e moderato l’incontro.
Entro il 5 ottobre prossimo, il Comune è tenuto a chiarire la sua posizione e a decidere se entrare o meno nell’ente che, stando a quanto stabilito finora, sostituirà la Provincia di Bari. Soppressa anche la BAT, accorpata alla Provincia di Foggia, che invece resterà al suo posto, rimarranno in Puglia la Provincia di Lecce ed un’altra Provincia che comprenderà Brindisi e Taranto. Questo, ovviamente, secondo le menti dei politici nazionali e regionali.
La Città Metropolitana assumerà le funzioni della Provincia, ma la definizione delle competenze è ancora in itinere.
Ed è questo uno dei punti di disaccordo per il sindaco, che già in campagna elettorale espresse il suo parere contrario all’adesione, insieme ai tre avversari.
Parere su cui concorda anche il senatore Giovanni Procacci, che ha fatto pervenire un messaggio in cui ribadiva il suo disaccordo.
“Hanno chiesto di aderire in un mese di tempo, senza chiarire le funzioni del nuovo ente, senza elementi per valutare”, ha lamentato Abbaticchio, che ha definito il riordino delle province in Puglia “un figlio partorito male”.“Si è solo pensato a tagliare i costi delle indennità, senza predisporre un piano di sviluppo strategico”, ha proseguito invocando che all’approvazione dell’atto di indirizzo non si accompagnino strumentalizzazioni politiche.
Chiara la posizione del primo cittadino e, quindi, dell’amministrazione comunale. La si evince anche dalla bozza di delibera che sarà discussa un’ora prima dell’inizio del consiglio comunale anche con i consiglieri di minoranza per cercare di trovare una soluzione condivisa, nella quale oltre al “no” categorico espresso per la città metropolitana, si sottolinea che “se il Comune per legge dovesse essere inserito nella Città Metropolitana allora bisognerebbe dare ai comuni la delega delle funzioni sovracomunali in capo alla città metropolitana alle macro aree metropolitane da istituire tra i Comuni in rapporto alle specificità territoriali, con esclusione della viabilità e trasporti, la delega, con contestuale trasferimento di risorse umane e finanziarie, delle funzioni attualmente svolte dalla provincia a potenziale pertinenza locale, quali gestione delle scuole superiori di secondo grado; polizia provinciale e, specificatamente, ambientale “in quota parte”, in proporzione alla popolazione locale ed al territorio; attività culturali e turistiche “in quota parte”, in proporzione alla popolazione locale; servizi sociali (ad es. integrazione scolastica svolta presso le scuole superiori di secondo grado)”.
Proprio su questo, stasera, ci sarà la discussione in consiglio con la minoranza, che chiederà la cassazione per andare alla battaglia su tutti i fronti, senza se e senza ma.
Ma quali sono le alternative, tenendo conto che il silenzio sarà considerato come tacito assenso e che la mancata volontà dei paesi della provincia Bat di aderire a Foggia inibisce alche la più remota possibilità di andare con la provincia dauna? Non sembrano esserci altre reali possibilità, stando a quanto il primo cittadino ha spiegato, se non forse la costituzione di una nuova provincia, d’accordo con sindaci quali Azzolini di Molfetta, Spina di Bisceglie o Giorgino di Andria.
“Ribadiamo il nostro parere contrario e facciamo ricorso alla corte costituzionale, perché una norma accessoria non può modificare una norma costituzionale, l’articolo 133, vietando la costituzione di nuove province” è stato il pensiero di Mimmo Rubino, grande esperto della materia, anche lui favorevole al muro contro muro.
Dello stesso parere il professor Michele Marannino: “La Costituzione ha affidato ai Comuni le funzioni amministrative, in quanto più vicino ai cittadini. Non vogliamo essere la colata di cemento di Bari, che al contrario di Bitonto, ha solo da pochi anni un piano regolatore”.
Degni di nota sono gli interventi di due ex sindaci, Nicola Pice e Lillino Masciale.“Se i comuni diventeranno dei poli attivi, attori protagonisti nel nuovo ente, e non periferia di Bari potrebbe anche essere positivo, ma bisognerebbe prima chiedere a Bari di dare l’autonomia a tutte le proprie circoscrizioni, come Palese, Carbonara, etc – ha sottolineato Pice -. Non credo che Bari possa accettare perchè significherebbe perdere una parte consistente del proprio potere”.
A non convincere il professor Pice è l’automaticità con cui l’attuale sindaco del capoluogo pugliese diventerà sindaco della futura Città Metropolitana.
Non usa mezze misure, invece, Lillino Masciale: “Per storia, cultura e tradizione non possiamo diventare sobborgo di Bari. Il mio invito è quello di convocare e costituire, insieme agli altri Sindaci, un Comitato Permanente e di recarsi subito a Roma a parlare (e protestare, ndr) col Ministro”.
Non poteva mancare, per concludere, l’intervento di Gino Ancona che ha invitato la città a difendere i nostri luoghi e a non consegnarli ad enti lontani: “Difendiamo la nostra Costituzione, costata lacrime e sangue, che ha attribuito grandi responsabilità ai comuni. Non lasciamo che continuino a giocare sulla nostra pelle. Dobbiamo ricostruire uno spirito di comunità che è lontano a quello di metropoli”.
La battaglia, che sarà politica ma anche – e forse soprattutto – legale, è appena cominciata.
Commenti
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CIAO POTETE TUTTI FIRMARE QUESTA PETIZIONE ONLINE CONTRO LA CITTA’ METROPOLITANA GRAZIE http://www.petizionionline.it/petizione/bitonto-dice-no-alla-citta-metropolitana-di-bari/8178
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necessita una precisazione: il mio riferimento alla Costituzione era solo per riaffermare la necessità della difesa dirretta da parte del popolo dei suoi interessi e dei suoi luoghi, infatti spiegavo, che se la Costituzione aveva avuto quella impostazione il perchè era in un popolo ancora in armi con un forte contributo versato in lacrime e sangue. quando invece si delega alla politica tutto si muove in direzione diametralmente opposta agli interessi popolari come sta avvenendo.
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Scusatemi tutti per la mia poco delicatezza ma se tutti i politici BITONTINI sono d’accordo sul non far parte dell’area metropolitana come mai si tiene una cosi seria questione nella sala degli specchi dove entrano appena 20 persone stesso voluto errore fatto da pice all’epoca di fitto e dell’ospedale inoltre come mai nessun partito fa un comizio nessuno manda in giro le macchine x avvisare di quello che vogliono RUBARCI la nostra identita allora egrg. politici BITONTINI x che continuate a prendere x il cu.. la gente forse per sentirvi la coscienza pulita ma chi sta da tanto tempo su quel palazzo sa di non poterlo fare non se mai voluto dire alla gente realmente come stanno le cose.riguardo il referendum come mai corato in poco tempo lo fece mentre a bitonto sapendo della questione cito in dialetto se dirmiut a u chsocin E SCUSAMI PURE TU DIRETTORE ma sai della mia poco stima verso chi abita a palazzo gentile da 20 anni
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bravo nino fiore kiss ammenn la peit e a nasconn la meun
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Fiore,mara luana, a dò campat? Parole dell’altro mondo, non si può rispondere, bisognerebbe tornare alle origini, al ventre materno per farsene una ragione!







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