Commissioni consiliari, ancora nulla di fatto

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Dibattito serrato tra maggioranza e minoranza, ma si va verso una schiarita
In un clima pacato, dinanzi ad un pubblico numeroso e particolarmente attento e disciplinato, è andato in scena ieri sera il consiglio comunale, convocato con urgenza dal Presidente Vito Palmieri.
Pronti via, la prima sospensione dei lavori, su richiesta del capogruppo del PD, Francesco Paolo Ricci, per consentire al gruppo del PD, al consigliere Intini e a tutti i consiglieri interessati di partecipare alla conferenza stampa organizzata dalla minoranza, prima della convocazione di questo consiglio comunale, nella Sala degli Specchi, sul tema della legalità e della criminalità, alla presenza anche del Senatore Giovanni Procacci.
Alle 20.30 si riprende, e non mancano alcune scaramucce, sempre però in un clima sereno e disteso. Se Damascelli (capogruppo PDL) ha criticato «l’irritualità della convocazione d’urgenza del consiglio comunale», Fioriello (capogruppo IDV), invece, ha sottolineato la sua impossibilità a partecipare all’ultima riunione dei capigruppo, per via di un disguido nella convocazione, avvenuta soltanto con un messaggio rilasciato in segreteria telefonica. E in tal senso, ha lanciato l’idea di una «proposta di delibera comunale per istituire la PEC, necessaria per garantire comunicazioni più facili, uno snellimento della macchina comunale e, a livello economico, una riduzione di 20 mila euro all’anno sul bilancio».
Si passa al primo punto all’ordine del giorno: la nomina dei componenti delle commissioni consiliari da parte della minoranza.
A prendere subito la parola il consigliere Ricci (PD), che spiega i motivi dell’astensione al voto da parte dell’opposizione. «Il nostro non voto non equivale a una rinuncia a far parte delle commissioni o a far bloccare l’attività amministrativa. Noi vogliamo rispettare la logica della riduzione del numero dei componenti delle commissioni consiliari, in ottemperanza a quanto stabilito dal legislatore nazionale, che ha ridotto da 30 a 24 il numero di consiglieri comunali. Diversi comuni in Italia, dove c’è stata la riduzione dei consiglieri comunali, hanno ridotto il numero di componenti delle commissioni oppure direttamente il numero delle commissioni. Per questo, noi rientreremo in aula solo quando ci sarà la modifica statutaria e voteremo le commissioni solo quando saranno di cinque componenti».
Dello stesso avviso Farella (Moderati e Popolari). «Tanti comuni italiani in effetti hanno ridotto il numero dei componenti oppure le commissioni. Non voterò finché non ci siederà attorno ad un tavolo per discuterne in modo costruttivo».
Damascelli (PDL) entra, invece, nel merito tecnico, snocciolando numeri che smentiscono quanto riferito dalla maggioranza negli ultimi giorni, in termini di mancato risparmio economico: «Portando i componenti da sette a cinque, ci sarebbero 1198 gettoni di presenza in meno. Con ogni gettone che vale 40 euro lordi, il risparmio sarebbe di 47920 euro lordi. Incontriamoci subito, si tratta di modificare soltanto due articoli, e torniamo in consiglio comunale con le commissioni da cinque membri. Col buon senso, poniamo fine ad una situazione antipatica».
Per Carmela Rossiello (PDL), che riprende l’articolo 97 della Costituzione, «tutti dobbiamo convergere verso la buona amministrazione, tutti dobbiamo avere unità di intenti, il nostro non è un capriccio da bambini».
Sulla linea dell’opposizione anche Toscano (UDC), secondo il quale, senza la riduzione «si alimentano sprechi, si dissipa denaro pubblico. Dobbiamo azzerare i privilegi, perché poi come si possono chiedere i sacrifici alla gente?».
Prende la parola il sindaco Michele Abbaticchio, che prova a diradare qualche nube all’orizzonte: «Statisticamente, negli ultimi anni il tetto di spesa previsto per le commissioni è stato sempre raggiunto. Quindi, se continua il lavoro celere, o con cinque o con sette, il tetto sarebbe raggiunto». Ed ancora. «Per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale abbiamo guardato ed interpretato lo Statuto, ora per l’elezione delle commissioni consiliari si chiede la modifica. Ci sono due modi diversi di vedere le cose». Pronta replica di Damascelli: «Sono due situazioni differenti e non paragonabili, perché con l’elezione del Presidente del Consiglio non ci sono spese».
Prova a prendere le difesa della maggioranza Lozito (Giovani con Michele Abbaticchio). «Non è bello l’approccio “o facciamo così o ce ne andiamo”. Ci deve essere senso di responsabilità. Facciamo le commissioni così come sono disciplinate dallo Statuto e poi impegniamoci tutti a valutare insieme eventuali modifiche da apportare».
Secondo Ciccarone (Progetto Comune), «la logica della maggioranza è stata: “facciamo le commissioni, mettiamoci all’opera, abbiamo regole e statuti da seguire e da cambiare, facciamolo insieme, decidiamo insieme cosa fare”».
Una proposta risolutiva, lanciata già durante la conferenza dei capigruppo, viene avanzata dal consigliere Modugno (SEL). «Fissiamo un tetto di 90 riunioni all’anno delle commissioni consiliari e si ottiene così pari pari lo stesso risparmio».
Idea condivisa anche da Natilla (PD). «Appoggio la proposta del consigliere Modugno e già da domani convochiamoci e risolviamo questa questione. Perché il comune di Bitonto non deve ispirarsi al Legislatore che ha ridotto il numero di consiglieri, deve essere una questione di sensibilità personale, viste le difficoltà delle famiglie italiane. Doveva già sorgere un bisogno in ognuno di noi per dare un segnale tangibile alla comunità».
“E’ il momento di porre fine alla questione, apriamo un tavolo di concertazione e risolviamo una volta per tutte il problema”, ha sottolineato Natilla.
Fine del dibattito, ed ancora un nulla di fatto. Nessuna votazione, il punto viene ritirato dall’ordine del giorno e sarà riproposto al prossimo consiglio. Con la speranza, però, che nel frattempo i consiglieri possano riunirsi in tempi brevi e trovare la quadra ad una situazione che si sta trascinando troppo a lungo. Perché c’è una macchina amministrativa da dover far funzionare al meglio, ed una città stanca di dover ancora aspettare.
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