Vincenzo Matera, imprenditore, presidente e soprattutto padre. Un secolo di vita e silenzioso amore

© Viviana Minervini
Cerimonia sabato scorso a Palazzo di Città col Sindaco Abbaticchio e l'ex vicesindaco Damascelli
Uno che abbia traversato un secolo, mantenendo intatto un sorriso d’aurora, ha più primavere che autunni sulle spalle.
La vita, in fondo, è un dolce soffio che carezza gli anni e lascia un vento nel cuore che si farà respiro dei figli, dei nipoti e persino dei pronipoti.
Altra Italia, cento anni fa, quando Vincenzo Matera vide la luce, col compito precipuo di ridonarla con amore al mondo che l’avrebbe accolto.
I calzoni alla zuava, un giornale ripiegato a mo’ di copricapo e via a lavorare sul grandioso Lungomare dedicato al ministro Araldo Di Crollalanza.
La retorica dell’Impero vuole che sia monumentale e il giovanissimo Vincenzo impasta malta, sudore e sogni, con lo sguardo al domani.
Che, però, ha le tinte fosche della guerra.
È il secondo conflitto mondiale che lo attende.
L’abbraccio mortale alla follia nazista.
Vincenzo fa appena in tempo a scegliere la donna che condividerà la sorte, Carmela Ventafridda, stelo di luce, e vola in Abissinia ad ingoiare polvere e amarezze.
Poi, il rientro in patria, di servizio presso la Contraerea alla fonda del Porto di Bari.
Le armi tacciono alfine, le nazioni sconfitte contano generazioni sterminate.
Chi rimane sa che deve faticare il doppio per ricostruire qualcosa di concreto dalle macerie sparse lungo lo Stivale ferito.
Vincenzo mette su una piccola impresa edile e si distingue subito per correttezza e signorilità. Oltre che per bravura.
Gran parte dell’austera e immensa Basilica dei Santi Medici sorge grazie all’abilità sua e dei suoi uomini.
E case, tante, per le strade più importanti della città.
Forse, Matera sa fare solo cose grandi.
Succede, quando si fanno con amore.
Gaetano, Michele, Vito e Domenico, per esempio, sono i figli che gli doneranno soddisfazioni e affetto.
Altra impresa magnifica, il Bitonto calcio degli anni sessanta.
Indimenticabile.
Il campo sull’erta di via Megra è davvero una fossa dei leoni verdi.
La IV Serie nazionale è campionato probante, spumeggiante d’arte e sciabole.
Chiedere a Tonino Sblendorio, Alberto Perrini e Pinuccio De Michele – tutti e tre talenti bitontini doc – per informazioni.
C’è chi ancora ricorda con commozione il manifesto firmato da Vincenzo, il Presidente, con i nomi altisonanti della campagna acquisti.
Gli anni sono volati e l’imprenditore ha continuato a costruire con invitta laboriosità o a dare una mano per farlo.
Fino a quando, sabato scorso, ha tagliato l’ambitissimo traguardo dei cento anni (in realtà, solo una tappa d’un cammino più lungo, sottolinea la targa donata dall’amministrazione), festeggiato nella Sala degli specchi del Comune dal sindaco Michele Abbaticchio e dall’ex vicesindaco Domenico Damascelli.
Tra sorrisi, abbracci e baci degli emozionati cari, Vincenzo s’è illuminato ad ogni parola e la piccola Martina s’è accorta d’avere lo stesso respiro del bisnonno…
Commenti
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Auguroni al signor Vincenzo ! “La vita, in fondo, è un dolce soffio che carezza gli anni e lascia un vento nel cuore ” …. Signor Sicolo… lei è un poeta !!







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