Venticinque anni di matrimonio, nozze d’inferno. Il dramma di M., perseguitata dal marito

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Nonostante i numerosi sacrifici, la vita non è più vita per lei e i suoi cinque figli
Venticinque anni di matrimonio, nozze d’inferno.
M. R. ha occhi spalancati sul baratro terribile dei giorni e voce incrinata dal dolore.
Racconta la sua vita che non è più vita da quando D. M., il marito, va su tutte le furie per un nonnulla e non parla più con i figli, se non per rimbrottarli aspramente.
Così, la casa è diventata un inestricabile labirinto di sofferenze.
Da cinque anni, lui è irriconoscibile.
Lei ha sempre fatto innumerevoli sacrifici ed altrettante rinunce, c’erano i piccoli da tirare su, mica uno scherzo.
E loro, tra scuola e occupazioni varie, si sono disimpegnati sempre con fierezza.
L’uomo va e viene dal focolare domestico, l’anima attraversata da inconoscibili tormenti.
Non va bene nulla di quel che fa la compagna.
Urla spesso e qualche volta le usa violenza.
Un giorno drammatico, le ha sferrato persino un pugno in faccia, davanti alla bambina.
Che ha ancora negli occhi quell’immagine penosa.
È successo quest’estate.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Lei prende e fugge via con i ragazzi e si trasferisce ad un tiro di schioppo dalla casa, accolta da coloro per cui lavora.
Il desiderio di un po’ di pace, dopo tanto buio.
Lui, però, non si dà per vinto e si rimette alle costole della famiglia.
La furia cieca di chi crede d’essere stato ferito, dopo aver fatto tanto male.
Angoscianti si fanno le sue poste dinanzi al portone, persino qualche pietra lanciata con rabbia sui vetri delle finestre.
M. non vuole che comincino ad odiarla pure gli altri condomini.
Ringrazia chi l’ha ospitata e trasloca ancora una volta.
Tuttavia, non chiude mai definitivamente la porta in faccia al consorte.
Anzi.
Non dimentica che i suoi piccoli hanno bisogno di una guida paterna.
Ma D. non ha più la luce dentro per illuminare i suoi figli.
È un faro spento per sempre.
Ritorna a casa, quasi mogio.
Ma è questione di poche ore e riesplodono le violenze.
La donna è stanca.
Lacerata.
Distrutta.
L’uomo minaccia di suicidarsi, poi torna ancora per dormire nel letto matrimoniale vuoto d’amore.
M. vaga nel tunnel della disperazione e cerca solo un po’ di serenità per sé – è possibile che sia un tribunale la via d’uscita – e i suoi ragazzi.
Che ne hanno viste già troppe per sperare in un domani migliore…
Commenti
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Cosa dire di un’uomo del genere,Alcol+Amici sbagliati+consigli sbagliati+mancanza di lavoro( sempre se ne aveva voglia)= IGNORANZA, socialmente PERICOLOSO ,percio’ cittadini fate il vostro dovere di dover cancellare questa vita sociale, cosa ne sara dei nostri figli con questa EDUCAZIONE da IGNORANTI. A voi il giudizio, sono un’uomo che non sopporta certi uomini perche sono delle nullita’ alla societa dei FALLITI. Percio vi invito a GRIDARE VERGOGNAAAAA A QUESTI ESSERI……..!!.
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Come al solito sono le donne a dover fare da parafulmine, a dover salvare quel che resta di una famiglia. Sono sempre, tuttavia quelle che hanno il cuore più a pezzi…
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Non ci sono parole x descrivere l’incubo ke sta vivendo questa donna,e’ skiava di questa situazione ,per lei e’ un’abitudine.Dovrebbe kiedere aiuto a qualcuno e dare un taglio netto a questo matrimonio da film orror!
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è inutile dire sempre che “questi uomini non dovrebbero esiste” eppure ci sono. La signora è entrata in un tunnel da dove l’unico modo per uscire è quello di uscirne. Ci “sono le leggi che la cautelano” non è vero, prima che le applicano un uomo violento fa in tempo ad ammazzare. Carissima signora l’unica via che hai è quella di allontanarti con i bimbi dalla tua casa, andare prima dai carabinieri, denunciare cio che ti succede, dire che ti allontani per paura, lui non deve sapere dove siete, avviare separazione con colpa e proibire al tuo caro consorte di avvicinarsi sia a te che ai bimbi. Un grande “IN BOCCA AL LUPO” Se ci credi puoi farcela.CORAGGIO. Ti abbraccio







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