Borse lavoro per migliorare il futuro dei giovani. L’assessore Scauro presenta il progetto

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“Dobbiamo uscire dalla logica del sussidio” ribadisce il responsabile delle politiche sociali
Borse lavoro con tirocini formativi e borse lavoro per inclusione sociale.
Sono i progetti che l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Bitonto ha presentato ieri in conferenza stampa. Servizi realizzati in collaborazione con il Comune di Palo del Colle e previsti nel Piano di Zona 2010-2012.
Il primo dei due avvisi servizi si pone l’obiettivo di attivare una serie di interventi diretti a facilitare l’accesso al mercato del lavoro da parte delle persone in situazione di disagio, marginalità sociale ed esclusione temporanea o permanente dal mercato suddetto.
Si propone, inoltre, di promuovere azioni per supportare le fasce di popolazione più debole, mediante percorsi di aiuto e sostegno. Un servizio destinato ai disoccupati compresi tra i 46 e i 60 anni.
Le borse lavoro per inclusione sociale hanno lo scopo, invece, di attivare interventi per facilitare l’accesso al mercato del lavoro sempre da parte di persone in situazioni di disagio e marginalità sociale, ma comprese nelle seguenti categorie: donne, sole o separate con figli a carico, che siano disoccupate, giovani nuclei familiari in situazione di disagio, di età compresa tra 25 e 45 anni, e giovani tra i 18 e i 30 anni disoccupati e appartenenti a nuclei disagiati.
L’ambito territoriale Bitonto – Palo del Colle prevede un budget complessivo di 150 mila euro per le borse per inclusione sociale e di 23 mila euro per le borse con tirocini informativi.
La presentazione delle borse lavoro è stata l’occasione per l’assessore al ramo Franco Scauro per rispondere a tante critiche pervenutegli durante questi primi tre mesi di mandato: “Il nostro lavoro non consiste nello sbandierare sin da subito quel che si vuol fare. Prima necessario capire quel che si può realizzare. E’ stato prima necessario fornirci di dirigenti dato che finora è stato il segretario Bonasia a tirare la carretta, con tutti i ritardi dovuti ai tanti interim nelle sue mani. Per questi motivi non è stato possibile utilizzare completamente il Piano di Zona. Un obiettivo conseguito con successo, grazie alle buone amicizie del sindaco, che è riuscito ad ottenere due dirigenti”.
Chiara l’idea di Scauro sulla strada da seguire, nella consapevolezza che “non è possibile risolvere tutte le difficoltà presenti sul territorio”.
“Non si può pretendere che i servizi sociali siano un bancomat o un ufficio di collocamento – ha aggiunto Scauro, ribadendo un concetto già espresso in passato –. Il nostro obiettivo è di eliminare la logica del sussidio, inutile ai fini della risoluzione del problema, insostenibile per le casse comunali e non certo dignitosa per le persone, e iniziare un percorso diretto alla creazione di servizi alla comunità, chiedendo agli interessati di contribuire con un minimo di tempo”.
“Pronto intervento sociale e stradale, creazione di squadre sociali, catasto sociale e progetti a termine, per garantire un beneficio ad un maggior numero di persone” sono alcune delle idee su cui l’assessore socialista pensa di basare il proprio lavoro.
E per fronteggiare l’emergenza abitativa si pensa ad alloggi di fortuna e al coinvolgimento di proprietari di immobili e cooperative per fornire alle famiglie sfrattate abitazioni temporanee.
“Non si può pretendere che il comune paghi tutte le bollette e gli affitti – ha concluso Scauro, esortando parrocchie ed associazioni alla cooperazione, perché – il Comune non può farcela da solo”.
“Non dobbiamo farci distrarre dalle emergenze dell’ultimo momento. In campagna elettorale non abbiamo promesso di pagare tutte le bollette. Abbiamo un programma da seguire, grazie al quale potremo aumentare il senso di benessere” interviene il sindaco Abbaticchio, annunciando la presentazione a fine mese del progetto per un centro di aggregazione giovanile, finanziato dall’autotassazione dei componenti della sua maggioranza.
“Per il Pronto Intervento Sociale sono già pronti 250 mila euro, utili per sopperire ai casi più gravi, ma non sufficienti per tutti. Pur essendo previsto dal 2010, non è mai stato attivato” ha concluso il primo cittadino.
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voglio un lavoroo







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